La FIA intende chiarire prima dell’avvio della stagione F1 2026 una controversia tecnica legata ai nuovi power unit. Al centro del dibattito c’è un possibile escamotage sul rapporto di compressione che, secondo alcuni costruttori, garantirebbe un vantaggio prestazionale a Mercedes e Red Bull Powertrains. fonte autosport.com
Il nodo tecnico del rapporto di compressione
Il regolamento tecnico F1 2026 prevede per i nuovi motori un rapporto di compressione fissato a 16:1, in riduzione rispetto al valore di 18:1 adottato nell’attuale ciclo regolamentare. La misura viene effettuata a motore spento e a freddo, ma secondo alcune indiscrezioni Mercedes e Red Bull avrebbero individuato una soluzione ingegneristica basata su materiali che si espandono con il calore, consentendo di ottenere valori di compressione più elevati in condizioni operative reali.
Le preoccupazioni dei costruttori
Diversi motoristi ritengono che questa interpretazione possa alterare il principio di parità tecnica alla base dei regolamenti 2026. La questione sarà discussa in un incontro tra FIA e team, con la richiesta esplicita di un chiarimento ufficiale prima dell’inizio del campionato in Australia. Secondo alcune stime, il vantaggio prestazionale potrebbe oscillare tra due e tre decimi al giro, variabile in base al tracciato.

La posizione di Audi e il tema della parità regolamentare
Audi, al debutto ufficiale in F1 nel 2026, ha espresso chiaramente la propria posizione attraverso il direttore tecnico James Key. Il dirigente ha sottolineato come, in un nuovo ciclo regolamentare, sia fondamentale che tutti i costruttori partano con la stessa interpretazione delle regole, evitando situazioni in cui un’area grigia venga sfruttata da pochi senza possibilità di replica da parte degli altri.
FIA: chiarire prima del primo GP
Nikolas Tombazis, responsabile FIA per le monoposto, ha confermato l’intenzione della Federazione di intervenire prima dell’inizio della stagione. L’obiettivo dichiarato è evitare che il campionato venga deciso da interpretazioni forzate del regolamento, più che da soluzioni tecniche condivise e trasparenti. La FIA vuole assicurarsi che tutti i team affrontino il 2026 con una comprensione identica delle norme.

Il precedente del porpoising nel 2022
Tombazis ha paragonato la situazione attuale a quanto accaduto con il porpoising nel 2022, un fenomeno emerso solo a ridosso dell’inizio della stagione. In quel caso, pur senza eliminare completamente il problema, FIA e team riuscirono a contenerne gli effetti prima del primo GP, rendendolo progressivamente marginale nel corso dell’anno.
Il caso del rapporto di compressione evidenzia ancora una volta la complessità del regolamento F1 2026, soprattutto sul fronte dei power unit. Con tempi di sviluppo ormai scaduti, un mancato intervento della FIA rischierebbe di cristallizzare eventuali vantaggi fino al 2027. La scelta di chiarire subito l’interpretazione regolamentare appare quindi cruciale per garantire credibilità tecnica e competitiva al nuovo ciclo della Formula 1.
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