F1 2026 – Il carburante sostenibile è un pilastro fondamentale del nuovo regolamento tecnico della Formula 1 per il 2026. Tuttavia, non sarà obbligatorio nei test invernali. La FIA ha concesso una deroga ai team e ai fornitori, riconoscendo le sfide legate ai costi elevati, alla complessità della produzione e ai lunghi processi di omologazione delle nuove miscele CO₂-neutrali. Fonte AMuS
Una Premessa Necessaria: Cos’è il Carburante CO₂-Neutrale per la F1?
Prima di addentrarci nei dettagli, è fondamentale capire cosa si intende per “carburante CO₂-neutrale” nel contesto della Formula 1. Non si tratta di un carburante che non emette CO₂ durante la combustione, bensì di una soluzione energetica il cui bilancio complessivo di anidride carbonica (CO₂) nell’atmosfera è pari a zero. Questo si ottiene in due modi principali:
- Cattura e Utilizzo: La CO₂ emessa dai motori è pari o inferiore a quella catturata dall’atmosfera o dalle fonti industriali e utilizzata nel processo di produzione del carburante stesso (come avviene per gli e-fuels o carburanti sintetici).
- Origine Biologica: Il carburante è prodotto da biomasse (piante o alghe) che hanno assorbito CO₂ dall’atmosfera durante la loro crescita. La CO₂ rilasciata dalla combustione è quindi considerata “biogenica” e non aggiunge nuova anidride carbonica di origine fossile all’atmosfera.
L’obiettivo è quindi eliminare completamente l’impronta carbonica legata al combustibile, rendendolo un elemento chiave nella spinta della Formula 1 verso una maggiore sostenibilità ambientale.
Il Carburante Sostenibile: Protagonista Inatteso del 2026
La Formula 1 si prepara a una rivoluzione tecnica nel 2026, e la sostenibilità è al centro di questa trasformazione. Un elemento chiave è il nuovo carburante, che dovrà essere completamente privo di componenti fossili e a impatto zero in termini di emissioni nette di CO₂ lungo l’intera filiera produttiva, dalla materia prima al serbatoio. Questa ambiziosa transizione coinvolge direttamente i principali fornitori di carburante e i reparti motori delle scuderie.
I regolamenti prevedono due approcci principali per raggiungere la neutralità carbonica: i carburanti sintetici (e-fuels), prodotti combinando idrogeno e CO₂ catturata dall’atmosfera, o le miscele derivate da biomasse. Entrambe le soluzioni rappresentano sfide chimiche significative, poiché devono garantire un’elevata densità energetica e una combustione ottimale, compatibile con le nuove power unit ibride.

Produzione Complessa e Costi Esorbitanti: Le Sfide Dietro le Quinte
Per raggiungere le prestazioni richieste in Formula 1, i carburanti del 2026 impiegheranno molecole sviluppate specificamente in laboratorio. Molti di questi componenti non sono ancora disponibili su scala industriale, costringendo i fornitori a produrli internamente. Questo si traduce in un processo estremamente costoso e lento, con alcune stime che indicano un prezzo fino a 250 euro al litro per il carburante da gara.
Questa complessità eleva il carburante a un fattore competitivo cruciale. Una maggiore densità energetica permetterebbe infatti di ridurre la quantità di benzina a bordo, con un vantaggio diretto sul peso della vettura. Per questo motivo, la collaborazione tra ingegneri motoristi e chimici è più che mai strategica.
Combustione, Affidabilità e Differenziazione Tecnica
I carburanti a base biologica o sintetici presentano caratteristiche di nebulizzazione e resistenza alla detonazione diverse rispetto ai combustibili fossili. La stabilità della combustione è fondamentale, specialmente con gli elevati rapporti di compressione previsti per i motori 2026. Le catene molecolari devono garantire una combustione prevedibile, senza ritardi o accensioni premature che potrebbero compromettere l’affidabilità e le prestazioni del motore.
Questi aspetti rendono il carburante un potenziale elemento di differenziazione tecnica tra i costruttori, soprattutto nelle fasi iniziali del nuovo ciclo regolamentare. Chi riuscirà a ottimizzare prima e meglio questa componente, potrà godere di un vantaggio significativo.
Deroga FIA per i Test: Un Respiro per i Fornitori
A causa di queste complessità, la FIA ha deciso di concedere una deroga per le sessioni di test pre-campionato. Durante le prove a Barcellona e in Bahrain, i team non saranno obbligati a utilizzare carburanti completamente omologati secondo i rigorosi criteri di neutralità carbonica del 2026.
Come riportato da Auto Motor und Sport, la Federazione ha accolto la richiesta dei fornitori di carburante, concedendo loro più tempo per completare lo sviluppo e il processo di omologazione. Ciò significa che, al di fuori dei weekend di gara, potranno essere utilizzate miscele non ancora certificate, e in teoria, persino con componenti fossili, purché non siano usate per la messa a punto finale delle power unit 2026.
Omologazione e Tempistiche sotto Pressione
La verifica della conformità ambientale di ogni singola molecola e additivo è un processo lungo e intricato. Non esistendo precedenti per l’omologazione di carburanti completamente CO₂-neutrali in Formula 1, la FIA si trova a gestire un iter totalmente nuovo e privo di punti di riferimento.
È plausibile che non tutti i fornitori siano riusciti a produrre quantità sufficienti di carburante conforme in tempo per i test. Un’altra ipotesi è che il processo di omologazione stesso abbia richiesto più tempo del previsto agli esperti federali. In ogni caso, la deroga rappresenta una soluzione temporanea, ma necessaria.
Un’Eccezione Limitata: Dal 2027 Regole Più Rigide
Questa flessibilità sarà di breve durata. Secondo le informazioni attuali, a partire dalla stagione 2027, tutti i test dovranno essere svolti esclusivamente con carburanti pienamente omologati e conformi ai criteri di neutralità carbonica imposti dal regolamento.
Analisi Finale
Il ritardo nell’introduzione obbligatoria del carburante CO₂-neutrale evidenzia quanto il regolamento 2026 sia ambizioso non solo sul piano tecnico, ma anche su quello industriale e logistico. Il carburante è destinato a diventare un elemento cruciale sia per la prestazione che per l’immagine di sostenibilità della Formula 1. Tuttavia, la sua complessità rischia di influenzare gli equilibri competitivi iniziali. La deroga della FIA concede ossigeno prezioso ai fornitori, ma il conto alla rovescia per un’implementazione completa e rigorosa è già iniziato.
Fonte: Auto Motor und Sport
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