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Il mondiale di F1 2026 rappresenterà una delle rivoluzioni tecniche più profonde nella storia della Formula 1. Non si tratterà solo di nuove Power Unit ibride, ma di un cambio di paradigma totale sul fronte aerodinamico. Molti appassionati si pongono una domanda cruciale: con l’addio al fondo Venturi “puro” e la riduzione del carico aerodinamico, i sorpassi diventeranno più difficili?
Nell’ultima puntata di Race Tech (la numero 132), la rubrica di approfondimento tecnico di Newsf1.it, l’Ingegner Riccardo Romanelli (Wolf Racing Cars) ha analizzato nel dettaglio cosa aspettarsi dalle monoposto di nuova generazione.

Dal Fondo Venturi al Fondo Scanalato: cosa cambia?
Le attuali vetture (2022-2025) basano gran parte della loro performance sull’effetto suolo generato dai tunnel Venturi. Il regolamento F1 2026, tuttavia, prevede un drastico ridimensionamento di questa componente a favore di un fondo scanalato.
“Si potrebbe pensare che stiamo andando nella direzione opposta rispetto agli obiettivi della Federazione”, spiega l’Ing. Romanelli. “Tuttavia, anche se la downforce generata dal fondo sarà minore rispetto al picco del 2025, la FIA ha introdotto misure correttive sull’intero corpo vettura per garantire che le auto possano continuare a seguirsi da vicino”.

La guerra all’Outwash: ali più strette e scia “pulita”
Il vero segreto della facilità di sorpasso non risiede solo nella quantità di carico, ma nella qualità della scia lasciata dalla vettura che precede. Negli ultimi anni, i team hanno estremizzato il concetto di Outwash, ovvero la capacità di “sparare” il flusso d’aria turbolento all’esterno delle ruote anteriori per pulire l’andamento del flusso verso il fondo.
Nel 2026 questo sarà molto più complesso:
- Ali anteriori ridotte: L’apertura dell’ala sarà minore e posizionata più internamente rispetto alla sezione frontale degli pneumatici.
- Nuovi schermi laterali: L’introduzione di piccoli bargeboards dietro le ruote anteriori punterà a disincentivare l’espansione del flusso verso l’esterno.
- Scia più stretta: L’obiettivo è convogliare la scia verso il piano medio della vettura, lasciando “aria pulita” ai lati, proprio dove serve all’ala anteriore di chi insegue.
I dati CFD: cosa dicono le simulazioni sulla scia 2026
Durante la discussione a Race Tech, Romanelli ha fatto riferimento alle analisi CFD (Computational Fluid Dynamics) comparative tra i modelli 2025 e 2026.
“I moduli dei coefficienti di pressione totale nei modelli 2026 sono più positivi”, sottolinea l’ingegnere. “L’estensione trasversale delle zone a flusso nullo (la scia perturbata) è molto più raccolta verso il centro. In teoria, a una distanza di una o due lunghezze, la vettura che segue perderà meno carico aerodinamico sull’anteriore, rendendo il sorpasso più concreto”.
La sfida dell’Aerodinamica Attiva
Un’altra variabile determinante sarà l’aerodinamica attiva. Le vetture 2026 dovranno operare costantemente tra due configurazioni: una ad alto carico per le curve e una a bassissima resistenza (Low Drag) per i rettilinei.
Secondo Romanelli, la complessità di gestire queste due “anime” della vettura farà sì che, almeno nella prima stagione, non vedremo soluzioni estreme o “furbate” regolamentari volte a sporcare la scia degli avversari. I team saranno troppo concentrati nel far funzionare correttamente i sistemi base e le nuove Power Unit.
Cosa ne pensate di questa rivoluzione tecnica? Credete che la FIA riuscirà davvero a migliorare lo spettacolo o rimpiangeremo l’attuale effetto suolo? Fatecelo sapere nei commenti!
Per approfondire queste tematiche, non perdetevi la puntata integrale di Race Tech con Michele Panunzio e l’Ing. Riccardo Romanelli su Newsf1.it.


