Ferrari, il Messico cambia tutto: Hamilton avverte, Leclerc frena

Vito Defonseca
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La Ferrari arriva al Gran Premio del Messico dopo i segnali incoraggianti mostrati ad Austin, ma il prossimo appuntamento potrebbe rimettere tutto in discussione. L’altitudine di Città del Messico, i lunghi rettilinei e la minore densità dell’aria rappresentano una sfida particolare per le monoposto 2026. Lewis Hamilton parla di un’esperienza insolita per tutti i piloti, mentre Charles Leclerc invita alla prudenza: la SF-26 ha ancora un limite nella capacità di mantenersi nella propria finestra ottimale di funzionamento.

Il risultato è un quadro tutt’altro che scontato. La Mercedes potrebbe partire con alcune caratteristiche favorevoli, soprattutto considerando quanto conta la prestazione sui rettilinei, ma le condizioni ambientali del circuito messicano potrebbero modificare gli equilibri tra le Power Unit e il rendimento aerodinamico delle vetture.

Dopo Austin, dunque, per Ferrari arriva un esame molto diverso. E non è ancora possibile stabilire chi abbia davvero il pacchetto migliore.

Hamilton Ferrari Canada
Hamilton Ferrari Canada

Hamilton: «Avremo il 25 o 30% di carico aerodinamico in meno»

Lewis Hamilton ha evidenziato una delle caratteristiche più particolari del Gran Premio del Messico: la riduzione del carico aerodinamico generato dalle monoposto a causa dell’altitudine.

Città del Messico si trova a oltre 2.200 metri sul livello del mare. La minore densità dell’aria riduce la deportanza prodotta dalle superfici aerodinamiche e modifica sensibilmente il comportamento delle vetture.

Hamilton si aspetta quindi una sensazione al volante molto diversa rispetto alla precedente visita in Messico.

«Sarà un’esperienza insolita per tutti noi, perché avremo a disposizione il 25 o 30% di carico aerodinamico in meno rispetto all’ultima volta che abbiamo corso qui, o persino rispetto a Monza, per esempio», ha dichiarato il pilota britannico.

Un’indicazione importante, perché descrive quanto le condizioni ambientali possano influenzare il lavoro dei tecnici e dei piloti. Con meno deportanza disponibile, trovare il giusto equilibrio tra stabilità, trazione e velocità massima diventa ancora più complicato.

Ferrari contro Mercedes: i rettilinei possono cambiare gli equilibri

La configurazione dell’Autódromo Hermanos Rodríguez potrebbe inizialmente suggerire un vantaggio per Mercedes. I lunghi rettilinei rendono infatti particolarmente importante la velocità di punta e la capacità di gestire correttamente l’energia elettrica.

La Ferrari ha mostrato ad Austin progressi importanti, ma il circuito americano permetteva di valorizzare maggiormente il comportamento aerodinamico della monoposto nelle curve e nei cambi di direzione.

In Messico il contesto sarà differente. La velocità sui rettilinei avrà un peso significativo e il rendimento della Power Unit potrebbe diventare uno degli elementi decisivi.

Attenzione, però, a considerare automaticamente Mercedes favorita. L’altitudine riduce la densità dell’aria e mette sotto pressione anche il motore termico. I turbocompressori devono compensare la minore disponibilità di ossigeno, mentre la gestione della componente elettrica assume un ruolo fondamentale nell’economia del giro.

La differenza non dipenderà quindi soltanto dalla potenza massima dichiarata, ma dall’equilibrio tra motore termico, turbocompressore, recupero energetico e modalità di erogazione.

L’aria rarefatta può aiutare la Ferrari sul piano aerodinamico?

C’è un altro aspetto che rende il confronto particolarmente interessante: l’efficienza aerodinamica.

Come spiegato dall’ingegner Riccardo Romanelli nella puntata 172 di Race Tech, in Messico la minore densità dell’aria riduce il carico aerodinamico generato da tutte le monoposto. Cercare più deportanza diventa quindi complicato e può comportare un aumento della resistenza all’avanzamento, il cosiddetto drag.

In queste condizioni, la qualità del corpo vettura e la capacità di generare carico senza penalizzare eccessivamente la velocità massima possono fare la differenza.

La Ferrari ha lavorato proprio su alcuni aspetti del corpo centrale della monoposto e sulla gestione dei flussi aerodinamici. Gli aggiornamenti introdotti ad Austin hanno dato riscontri positivi, ma non è detto che il loro vantaggio si manifesti con la stessa intensità su una pista così diversa.

Il punto interessante è che una vettura più efficiente può riuscire a mantenere un buon livello di carico senza pagare una penalizzazione eccessiva sui rettilinei. Un vantaggio che può emergere soprattutto in trazione e nella gestione degli pneumatici.

Non possiamo però affermare in anticipo che la Ferrari disponga di più carico rispetto a Mercedes: sarà il comportamento delle monoposto in pista a fornire le prime indicazioni concrete.

Leclerc Test F1 2026 Mercedes credits media Ferrari X
Leclerc Test F1 2026 Mercedes credits media Ferrari X

Leclerc frena gli entusiasmi: la SF-26 ha ancora un limite

A rendere meno scontato il quadro è soprattutto la dichiarazione di Charles Leclerc.

Il monegasco ha riconosciuto i progressi compiuti dalla Ferrari, ma non considera la squadra di Maranello la favorita per il Gran Premio del Messico. Secondo il pilota, Mercedes rimane un riferimento molto competitivo, mentre anche Red Bull ha mostrato una crescita importante nelle ultime gare.

Leclerc ha inoltre evidenziato un problema che potrebbe condizionare il fine settimana: la difficoltà di mantenere la SF-26 nella sua finestra ottimale di funzionamento.

Ad Austin la Ferrari aveva mostrato un buon ritmo, ma il rendimento è cambiato nella fase decisiva delle qualifiche. Leclerc ha spiegato che riuscire a ottimizzare ogni elemento del pacchetto è fondamentale per sfruttare tutto il potenziale della monoposto.

Il pilota non è quindi sicuro che esista già una soluzione a breve termine a questa limitazione.

È un elemento da seguire con attenzione anche in Messico. Le condizioni particolari della pista potrebbero rendere ancora più importante trovare il corretto equilibrio tra assetto, pneumatici e comportamento aerodinamico.

Ferrari può confermare il passo avanti di Austin?

Il Gran Premio del Messico sarà un banco di prova molto importante per capire quanto siano solidi i progressi della Ferrari.

Da una parte ci sono i lunghi rettilinei, che potrebbero mettere in evidenza eventuali differenze nella prestazione delle Power Unit e nella gestione dell’energia. Dall’altra, l’altitudine modifica il rendimento aer

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