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Luigi Mazzola, ex ingegnere Ferrari, parla del momento della Scuderia e indica uno dei problemi che, secondo la sua analisi, stanno condizionando il lavoro a Maranello: la struttura attorno a Fred Vasseur. Nell’intervista esclusiva di A Ruota Libera si parla anche di Christian Horner, Lewis Hamilton, SF-26, sviluppo tecnico, Power Unit e dei ricordi legati a Michael Schumacher.
- “ Vasseur è troppo solo ”
- Horner e Vasseur: due filosofie diverse
- “Portati una brandina”: il consiglio di Mazzola
- Ferrari SF-26: il vero problema è lo sviluppo?
- Ferrari e Power Unit: quanto conta il deployment
- L’intervista esclusiva a Luigi Mazzola
- Mazzola racconta Schumacher: “Era soprannaturale”
- Sepang 1999 e il lavoro per Irvine
- La Spy Story e le “zone grigie” della Formula 1
- Sepang e la Formula 1 che non c’è più
- Intervista completa
Ferrari, Fred Vasseur e il futuro della Scuderia di Maranello sono alcuni dei temi al centro della nuova puntata di A Ruota Libera, nella quale NewsF1 ha incontrato in esclusiva Luigi Mazzola, ex ingegnere Ferrari e protagonista di alcuni dei momenti più importanti della storia recente della squadra.
Il punto di partenza dell’intervista è il presente della Ferrari e, soprattutto, il ruolo di Vasseur all’interno della struttura di Maranello.
“ Vasseur è troppo solo ”
È una delle frasi più significative dell’intervista.
Mazzola ritiene che Vasseur abbia bisogno di essere maggiormente supportato dalla struttura Ferrari. Il tema riguarda le competenze tecniche, organizzative e gestionali necessarie per permettere al team principal di incidere realmente sul processo decisionale e sullo sviluppo della vettura.
Il confronto con il passato diventa inevitabile. Mazzola ricorda infatti il modello Ferrari costruito negli anni di Jean Todt, Ross Brawn e Michael Schumacher, sottolineando quanto fosse importante la presenza quotidiana delle figure chiave a Maranello e la capacità di lavorare insieme su ogni dettaglio.

Horner e Vasseur: due filosofie diverse
Nel corso dell’intervista si parla anche di Christian Horner e della possibilità che il manager possa rappresentare una soluzione per una grande squadra come Ferrari.
Mazzola affronta il tema partendo da un concetto preciso: chi arriva a Maranello deve poter contare su una struttura adeguata e su una reale capacità decisionale.
Non basta quindi cambiare una singola figura. Per costruire una squadra vincente serve un’organizzazione nella quale responsabilità, competenze e obiettivi siano chiaramente definiti.
“Portati una brandina”: il consiglio di Mazzola
Tra le frasi più curiose dell’intervista c’è anche il consiglio che Mazzola rivolgerebbe a chi deve guidare la Ferrari: “Portati una brandina”.
Il riferimento è alla necessità di essere fisicamente presenti a Maranello, seguire il lavoro della squadra e vivere quotidianamente il processo di sviluppo.
Per Mazzola, una squadra di Formula 1 non si costruisce soltanto attraverso riunioni e decisioni prese a distanza. La presenza sul posto permette di comprendere meglio problemi, dinamiche interne e priorità tecniche.
Ferrari SF-26: il vero problema è lo sviluppo?
La discussione si sposta poi sulla SF-26 e sulla capacità della Ferrari di sviluppare la vettura durante la stagione.
È uno dei passaggi più tecnici dell’intervista, perché Mazzola parla di sviluppo, competenze e dei vincoli imposti dal budget cap.
Il punto centrale è capire quanto una squadra possa realmente recuperare terreno quando una vettura nasce con alcuni concetti tecnici che devono essere successivamente modificati.
Mazzola affronta anche il tema dell’ADO2, spiegando il significato tecnico della seconda fase di sviluppo della Power Unit e distinguendo ciò che può essere modificato da ciò che rimane invece vincolato dai regolamenti.
Ferrari e Power Unit: quanto conta il deployment
Nella parte dedicata alla Formula 1 2026 entra anche il tema della Power Unit.
Mazzola analizza il comportamento delle vetture e l’importanza della gestione dell’energia, del deployment e dell’utilizzo della componente elettrica.
Con le monoposto della nuova generazione, la gestione dell’energia è diventata ancora più importante per determinare il comportamento della vettura durante il giro.
L’intervista esclusiva a Luigi Mazzola
Nella puntata di A Ruota Libera, Mazzola affronta anche altri temi legati alla Ferrari e alla Formula 1 contemporanea, con riferimenti a Lewis Hamilton, alla struttura tecnica della Scuderia e al modo in cui una squadra può costruire un ciclo vincente.
Ma la seconda parte dell’intervista cambia completamente atmosfera.
Mazzola racconta Schumacher: “Era soprannaturale”
Uno dei momenti più interessanti è quello dedicato a Michael Schumacher.
Mazzola torna con la memoria al 1999 e racconta alcuni episodi legati al pilota tedesco, al suo rapporto con Ferrari e alle sue capacità di analisi e sviluppo della vettura.
Tra i ricordi c’è anche il famoso test al Mugello, oltre alle esperienze vissute durante la stagione 1999.
Il racconto permette di entrare nel modo di lavorare di Schumacher da una prospettiva diversa: quella di un tecnico che ha avuto modo di osservare direttamente il pilota all’interno della squadra.
Sepang 1999 e il lavoro per Irvine
Mazzola ripercorre anche il Gran Premio della Malesia 1999, una delle gare più particolari della stagione Ferrari.
Il racconto riguarda Schumacher, Eddie Irvine e il lavoro svolto dalla squadra in quel periodo.
La Malesia rappresenta inoltre il collegamento ideale con la Formula 1 del 2026 e con Sepang.
La Spy Story e le “zone grigie” della Formula 1
Nella parte finale dell’intervista si torna alla storia della Ferrari e alla Spy Story del 2007.
Mazzola ricorda il clima di quegli anni e parla anche delle cosiddette “zone grigie” del regolamento, distinguendo tra ciò che è chiaramente consentito e ciò che può invece generare dubbi e verifiche da parte della FIA.
Sepang e la Formula 1 che non c’è più
L’intervista si chiude proprio parlando di Sepang.
Mazzola racconta il fascino del circuito malese e il confronto tra la Formula 1 di oggi e quella del passato.
Il discorso porta anche alle vecchie monoposto, alle gomme, al carico aerodinamico e alla potenza dei motori.
Un viaggio nella storia della Ferrari che parte dal presente di Fred Vasseur e della SF-26 e arriva fino ai ricordi di Michael Schumacher, Eddie Irvine e della Formula 1 degli anni Novanta e Duemila.
L’intervista completa a Luigi Mazzola è disponibile nel video incorporato all’interno dell’articolo.
Per seguire tutti gli aggiornamenti sulla Ferrari, sulla Formula 1 2026 e sulla tecnica delle monoposto, continua a seguire NewsF1.
Intervista completa
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