Ferrari, il motore non è il vero problema: cosa emerge dall’analisi della Power Unit Ferrari

Vito Defonseca
6 Min Read
Aduo F1 2026 motori power unit Ferrari

Guarda la versione completa su YouTube: NEWSf1IT

La vittoria conquistata dalla Ferrari a Silverstone ha riaperto un dibattito che accompagna la Scuderia praticamente dall’inizio della stagione: la Power Unit è davvero il punto debole della SF-26?

Per mesi molti osservatori hanno attribuito al motore Ferrari il divario nei confronti della concorrenza. Eppure i dati emersi negli ultimi Gran Premi raccontano una storia diversa. Le prestazioni viste a Barcellona e soprattutto a Silverstone suggeriscono infatti che il vero limite della monoposto non risieda nella parte termica del propulsore, bensì nell’utilizzo complessivo della Power Unit.

Motore Ferrari e Power Unit non sono la stessa cosa

Uno degli errori più comuni è utilizzare i termini motore Ferrari e Power Unit Ferrari come se fossero sinonimi.

In Formula 1 non è così.

L’ICE (Internal Combustion Engine) rappresenta soltanto una parte della Power Unit.

Quest’ultima comprende infatti:

  • motore termico (ICE);
  • turbocompressore;
  • MGU-H;
  • MGU-K;
  • batteria (Energy Store);
  • centralina elettronica;
  • sistemi di recupero e gestione dell’energia.

Parlare di prestazioni della Power Unit significa quindi analizzare l’intero sistema ibrido e non soltanto la potenza sviluppata dal motore a combustione interna.

F1 2026 Aduo Formula 1 power unit FERRARI
F1 2026 Aduo Formula 1 power unit newsf1.it

Ferrari è davvero indietro sul motore?

Le immagini e i dati raccolti durante il weekend di Silverstone sembrano fornire una risposta piuttosto chiara.

Nei tratti più veloci del circuito la SF-26 ha mostrato velocità massime assolutamente competitive, riuscendo in diverse occasioni a risultare tra le monoposto più rapide.

Se il motore termico fosse realmente deficitario, sarebbe difficile spiegare queste prestazioni.

Questo porta a una conclusione importante: l’ICE Ferrari non sembra rappresentare il principale limite della vettura.

Il vero nodo è la gestione della Power Unit

Dove Ferrari può ancora migliorare è invece nell’utilizzo della Power Unit durante il giro.

Nella Formula 1 moderna non conta soltanto quanta potenza si possiede, ma soprattutto quando e come viene erogata.

La gestione dell’energia è diventata uno degli aspetti più sofisticati della categoria.

Ogni giro richiede un equilibrio estremamente preciso tra:

  • recupero dell’energia in frenata;
  • rilascio dell’energia elettrica;
  • gestione della batteria;
  • utilizzo dell’MGU-K;
  • strategie di deployment nei vari settori della pista.

Una distribuzione non ottimale può compromettere le prestazioni complessive anche disponendo di un motore molto competitivo.

Silverstone ha mostrato una Ferrari diversa

La gara britannica ha evidenziato un cambiamento significativo.

Charles Leclerc ha mantenuto un ritmo molto costante durante tutto il primo stint, senza evidenziare particolari cali di prestazione nei punti in cui normalmente la gestione dell’energia risulta decisiva.

Questo lascia pensare che Ferrari abbia compiuto importanti passi avanti proprio nella gestione complessiva della Power Unit.

Non è necessariamente aumentata la potenza disponibile.

È probabile invece che sia migliorato il modo in cui questa potenza viene distribuita nell’arco del giro.

Anche il setup influisce sulla Power Unit

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda il legame tra assetto della monoposto e funzionamento della Power Unit.

Le strategie energetiche vengono infatti definite insieme al setup aerodinamico e meccanico.

Una vettura più stabile permette di sfruttare meglio il recupero dell’energia in frenata.

Un migliore bilanciamento aerodinamico consente invece una gestione più efficiente della trazione in uscita di curva, riducendo gli sprechi energetici.

Per questo motivo il miglioramento visto a Silverstone potrebbe essere il risultato di un insieme di fattori e non esclusivamente di aggiornamenti al propulsore.

simulatore F1 Ferrari hardware e software

Perché il simulatore aveva sbagliato

Alla vigilia del Gran Premio britannico Ferrari aveva dichiarato che il simulatore prevedeva un weekend molto complicato.

La pista ha raccontato una storia completamente diversa.

Questo rafforza l’idea che il potenziale della SF-26 fosse già presente, ma che la squadra non avesse ancora individuato la configurazione ideale per sfruttarlo.

Una volta trovato il corretto compromesso tra setup, aerodinamica e gestione della Power Unit, anche il comportamento della vettura è cambiato radicalmente.

Spa sarà il banco di prova definitivo

Il circuito di Spa-Francorchamps rappresenta uno dei test più severi per qualsiasi Power Unit.

I lunghi rettilinei mettono alla prova la potenza del motore, mentre le numerose accelerazioni richiedono una gestione estremamente efficace dell’energia elettrica.

Se Ferrari riuscirà a confermare quanto visto a Silverstone anche sul tracciato belga, aumenteranno le prove che il problema principale non era il motore, ma il modo in cui l’intera Power Unit veniva sfruttata.

Ferrari può guardare con maggiore fiducia

Le indicazioni raccolte nelle ultime settimane sono incoraggianti.

La SF-26 sembra aver trovato una finestra di funzionamento molto più efficace e questo permette di valorizzare anche una Power Unit che probabilmente era stata giudicata troppo severamente.

Più che un deficit di cavalli, Ferrari sembra aver risolto uno dei problemi più complessi della Formula 1 moderna: trasformare il potenziale della propria Power Unit in prestazioni costanti lungo tutto il giro.

Se Spa confermerà questa tendenza, la Ferrari potrebbe affrontare la seconda parte della stagione con ambizioni decisamente superiori rispetto a quelle immaginate soltanto poche settimane fa.

Guarda il video completo qui:

visita https://www.newsf1.it/, iscriviti al canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT e scopri altri video nella sezione dedicata: https://www.newsf1.it/category/video-formula-1/.

Share This Article
Nessun commento

Lascia un commento