La Ferrari arriva a Montreal tra dubbi su motore, trazione e gestione gomme: il GP Canada 2026 può diventare un test cruciale per la SF-26.
Il Circus della Formula 1 fa le valigie e sbarca in Nord America. Ad attendere piloti e scuderie c’è l’iconico tracciato di Montreal, sull’Isola di Notre-Dame, intitolato all’indimenticabile leggenda ferrarista Gilles Villeneuve. Un appuntamento dal fascino intramontabile, che per la scuderia di Maranello rappresenta però un tabù ormai longevo: l’ultimo alfiere rosso a salire sul gradino più alto del podio canadese è stato Sebastian Vettel, nell’ormai lontano 2018.
Gli uomini in rosso cercheranno in tutti i modi di interrompere questo digiuno, ma le premesse tecniche di questo avvio di stagione 2026 suggeriscono che non sarà un’impresa facile. Il tracciato semi-cittadino di Montreal, infatti, presenta caratteristiche che rischiano di esporre i nervi scoperti della SF-26.

foto credits Media Pirelli
Il dilemma del tracciato: curve contro lunghi rettilinei
Montreal è la classica pista “stop-and-go”, caratterizzata da frenate violente, chicane in cui bisogna aggredire i cordoli e lunghissimi tratti a gas spalancato. Ed è proprio su quest’ultimo punto che scatta l’allarme rosso.
I lunghi rettilinei (come quello che porta al celebre “Muro dei Campioni”) rappresentano l’attuale tallone d’Achille della Ferrari. Con una cronica carenza di cavalli e i problemi di clipping elettrico emersi nelle gare precedenti, la SF-26 si presenterà vulnerabile: attaccare chi sta davanti o difendersi da chi sfrutta il boost-to overtake, rischia di essere una missione ai limiti dell’impossibile contro i rivali motorizzati Mercedes. Per tentare l’assalto, la Scuderia dovrà necessariamente costruire il proprio vantaggio nei tratti più guidati e nelle staccate profonde, dove la vettura di Maranello ha finora mostrato eccellenti doti telaistiche e aerodinamiche.
Trazione e posteriore “ballerino”: la sfida meccanica
Se i rettilinei premiano il motore, le brusche ripartenze in uscita dalle varianti canadesi mettono alla frusta la meccanica. Qui entra in gioco un altro fattore critico: la gestione del retrotreno e il riscaldamento degli pneumatici.
La SF-26 ha mostrato una tendenza ad avere un posteriore un po’ “ballerino”. Questa instabilità non permette di scaricare a terra nel migliore dei modi tutta la trazione necessaria in uscita dalle curve lente. Domare il retrotreno ed evitare macro-scivolamenti che surriscaldano la superficie della gomma Pirelli sarà la chiave per sopravvivere agli stint di gara senza distruggere le coperture.
L’incubo Sprint e la necessità di ottimizzare Miami
Ad aggiungere un ulteriore livello di difficoltà ci sarà il formato Sprint. Con una sola sessione di prove libere a disposizione prima di fare sul serio, trovare il setup ideale su una pista così insidiosa sarà un vero rompicapo per gli ingegneri diretti da Loic Serra.
Tuttavia, c’è un lato positivo:
- Il parco chiuso “aperto”: Sfruttando la regola che permette di riaprire il Parco Chiuso dopo la Sprint Race del sabato, la Ferrari avrà un’occasione vitale per limare l’assetto e correggere i difetti in vista delle qualifiche ufficiali e del Gran Premio domenicale.
- I dati di Miami: Il Canada dovrà essere la gara della comprensione. Sarà imperativo ottimizzare il corposo pacchetto di 11 aggiornamenti introdotto (e forse mal digerito) in Florida.
- La “Macarena”: Sicuramente, per scaricare la resistenza aerodinamica sui rettilinei, rivedremo in azione la famosa e chiacchierata ala posteriore ad aerodinamica attiva.
L’incognita meteo: il giudice supremo
In questo complesso puzzle ingegneristico, l’ultimo e decisivo pezzo potrebbe metterlo il cielo di Montreal, da sempre imprevedibile. Il weekend sarà caratterizzato da un caldo stabile, o il circuito verrà investito da forti scrosci d’acqua?
In caso di gara bagnata, i valori in campo subirebbero un brutale azzeramento. L’acqua andrebbe a mitigare l’impatto della potenza pura dei motori (sfavorendo chi ha decine di cavalli in più) e consegnerebbe lo scettro nelle mani di chi riesce a incollare la macchina a terra. Sarà in quelle condizioni limite che il Dio del meteo scoprirà le carte, mostrando al mondo quale dei 4 top team possiede veramente il miglior carico aerodinamico e il bilanciamento più puro della griglia 2026.
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