L’inizio della nuova Formula 1 non ha convinto affatto: i regolamenti 2026 hanno snaturato qualifiche e gara. Ma è davvero così per tutti?
Disastro regolamenti 2026 in Australia
Sia la Sprint Race che il Gran Premio di Cina, hanno regalato uno spettacolo più interessante rispetto al primo appuntamento australiano, soprattutto se si considera la prospettiva di Liberty Media. A seguito dei diffusi timori su come si sarebbero rivelate le tanto criticate norme del 2026, il CEO della F1 Stefano Domenicali era già sulla difensiva in occasione dei test in Bahrain, prima ancora che la stagione avesse inizio.
È chiaro che Melbourne è stato un banco di prova impietoso per la nuova Formula 1, specialmente la qualifica del sabato, ma anche i sorpassi durante il gran premio sono sembrati estremamente artificiali. C’è stato un po’ di divertimento dato da alcuni sorpassi tra George Russell e Charles Leclerc, ma l’Australia ha davvero messo in luce il peggio del regolamento F1 2026 con alcuni dei casi estremi, ed estremamente deludenti, di clipping e harvesting in qualifica.
Shanghai si è adattata meglio a queste nuove regole e, di conseguenza, alcune delle gare offerte sono state davvero divertenti, e non tutto è dipeso dai giochi con la batteria: queste auto più agili e con meno carico aerodinamico offrono davvero il potenziale per alcune battaglie ruota a ruota interessanti, come dimostrato da Leclerc e dal suo compagno di squadra alla Ferrari, Lewis Hamilton.
I piloti si dividono: Hamilton approva, Verstappen no
Anche qui però c’è chi si è diviso: lo stesso Hamilton ha affermato di non essersi mai divertito così tanto come in questa occasione, mentre Max Verstappen ha continuato a demolire, verbalmente, i nuovi regolamenti, suggerendo che chiunque abbia apprezzato ciò che ha visto non capisce cosa sia davvero l’automobilismo.
In tanti hanno detto che le dichiarazioni di Verstappen sarebbero diverse se fosse lui a dominare. Niente di più sbagliato: l’olandese già nel 2023 aveva criticato aspramente la direzione verso la quale si stava dirigendo la nuova Formula 1. Quindi si può dire qualunque cosa di Verstappen, tranne che sia ipocrita.
Ma è sentimento comune, in merito a questi nuovi regolamenti, che vadano separate qualifiche e gara. Le prime, vero banco di prova della velocità della vettura e del pilota su un giro, sono state completamente rovinate. Il pensiero dei piloti che affrontano alcune delle curve più temibili del calendario semplicemente per ricaricare le batterie è semplicemente deprimente, ed è la principale fonte di frustrazione tra i piloti.
In gara invece alcune voci fuori dal coro non si sono scagliate direttamente contro il nuovo corso della Formula 1, riuscendo a vedere alcuni lati positivi anche in queste circostanze. Ma domenica scorsa, il sorpasso più bello di giornata non è stato effettuato in Formula 1, bensì in IndyCar, quando Kyle Kirkwood si è buttato all’interno di Alex Palou per prendere la leadership della gara.
È stata una grande dimostrazione di abilità e coraggio, un climax soddisfacente di un emozionante gioco al gatto e al topo dopo che Kirkwood aveva recuperato terreno sul campione in carica poco a poco. Ed è emblematico di quanto anche un campionato storicamente subalterno alla Formula 1, come l’IndyCar, possa regalare emozioni più autentiche rispetto alla massima espressione dell’automobilismo.
F1: artificiale o no?
Altri ancora rifiutano di utilizzare il termine “artificiale” per descrivere i sorpassi che avvengono in questo 2026. Anche il DRS effettivamente era artificial3. Nella maggior parte dei circuiti, le auto non erano comunque in grado di seguirsi da vicino, il che significava che rimanevano bloccate in file di DRS. Almeno queste regole hanno eliminato quel problema.
È chiaro che anche in questo caso serve coerenza: artificiali erano entrambi i modi di concepire i sorpassi, probabilmente non ce n’è uno meglio dell’altro. Ma allargando lo sguardo, la Formula 1 ibrida aveva nella gestione il suo punto cardine: non il massimo sicuramente, ma un compromesso che avevamo imparato ad accettare. E il pilota in alcuni casi riusciva a fare la differenza rispetto al mezzo.
In questa nuova Formula 1, non c’è niente di tutto ciò. Il pilota è un passeggero, ed è difficile capire dove e come possa fare la differenza. Un eventuale adeguamento delle norme, con una prima correzione di rotta che potrebbe arrivare già in occasione del Gran Premio di Miami a maggio, coinciderà probabilmente con un progressivo ammorbidimento delle posizioni da entrambe le parti.
Ma sarebbe una clamorosa ammissione di colpa. Guardando la Formula 1 attuale, si ha l’impressione di assistere a qualcosa di artificiale e troppo lontana dallo spettatore, anche’egli confuso nel cercare di interpretare i nuovi regolamenti. Tornare indietro si può, ed è la posizione più auspicabile, ma ciò che abbiamo visto in Australia e in Cina, non è Formula 1, con buona pace di chi prova a dire il contrario.
Per restare aggiornato sulle ultime notizie, analisi tecniche e approfondimenti sulla Formula 1, visita https://www.newsf1.it/ e iscriviti al nostro canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT.
