RedBull aggressiva in questo weekend di F1 in Francia al Paul Ricard, con una nuovissima configurazione degli specchietti retrovisori.

Il weekend del GP di Francia 2019, al circuito Paul Ricard, non è ancora iniziato e già sono partite le prime discussioni. Oltre ad attendere una decisione della FIA sull’esito dello scorso GP del Canada, c’è un altro tema che tiene banco: gli specchietti retrovisori della RedBull. Dalle foto già disponibili si può vedere quanto lavoro abbiano svolto in galleria per affinare i particolarissimi e studiatissimi supporti degli specchietti retrovisori, ma la domanda è: sono legali?

La domanda sorge ancora più spontanea dopo ciò che è accaduto l’anno scorso quando una soluzione simile ma decisamente meno estrema, è stata di fatto vietata sulla Ferrari. Sempre l’anno scorso però, altre scuderie (RedBull e Force India) utilizzavano supporti per gli specchietti con funzioni aerodinamiche ma nessuno ha mai detto nulla. Solamente Ferrari aveva subito questa decisione. Tutto questo arriva in un momento assolutamente delicato per la FIA che dovrà gestire eventuali reclami nel miglior modo possibile.

L’anno scorso Nicholas Tombazis dichiarava: “Pur accettando che i team progettino legittimamente gli specchietti, alloggiamenti e supporti per ridurre al minimo gli effetti aerodinamici negativi che potrebbero causare, riteniamo che qualsiasi beneficio aerodinamico dovrebbe essere incidentale o almeno minimo”. Ricordiamo che Tombazis è il responsabile delle monoposto FIA, pertanto ogni decisione tecnica lecita o meno dovrebbe, almeno teoricamente, passare da lui.

Ritornando al Paul Ricard, a RedBull verranno vietati gli specchietti retrovisori? Come si comporterà la FIA? Sarà coerente con il divieto inflitto a Ferrari l’anno scorso o, ancora una volta, due pesi e due misure? Di certo avrà un bel da fare.

Foto AutoMotorUndsport