di Stefano De Nicolo’

Con la scelta infelice del momento in cui scendere in pista si può riassumere la giornata difficile per la Ferrari a Budapest. Al termine di una qualifica interminabile, funestata dalla pioggia e dagli incidenti, sia Vettel che Raikkonen raccolgono risultati deludenti proprio a causa di problemi di tempistica e traffico al momento in cui serviva il giro perfetto. Vettel quinto e Raikkonen addirittura quattordicesimo senza nemmeno accedere al Q3 non può definirsi un buon risultato su una pista che doveva essere un’ottima opportunità per dimostrare che la debacle di Silvertsone fosse un episodio isolato.
La griglia di partenza del Gran Premio d’Ungheria è infatti ancora sotto esame perchè in Q1 molti piloti hanno fatto registrare un tempo che supera il limite del 107% e quindi non avrebbero potuto disputare il Q2 e dovrebbero in teoria partire dietro agli altri. Al momento la confusione è totale, e solo in tarda serata arriverà probabilmente la griglia di partenza provvisoria.
Per il momento vi commento quello di cui abbiamo la certezza.
Quello che sappiamo è che anche su un tracciato stretto e angusto come quello ungherese (storicamente amico peraltro), che doveva rappresentare l’occasione di ricossa, la Ferrari rimane dietro alla Mercedes. Quello che non piace è vedersi battuti anche dalla Red Bull, che piazza i due piloti in seconda fila. Solo dalla quinta casella scatterà infatti Vettel, incappato nella bandiera gialla in Q3 per il testacoda di Alonso e rallentato da Button lentissimo. Il tema di questa bandiera gialla è centrale nel racconto della giornata di oggi perchè anche Rosberg, in pole, ha fatto segnare il miglior tempo proprio mentre Sebastian rallentava. Il rammarico è grande come spesso accade. Perchè essendo abbondantemente dietro alle Mercedes oggi almeno una delle due Red Bull si poteva battere, i parziali del giro veloci di Vettel dimostrano infatti che senza l’interruzione della bandiera gialla poteva piazzarsi davanti a Ricciardo. “Non sono contento del risultato” ha dichiarato Vettel “avevamo una buona velocità ma non riamo riusciti a trovare il giro buono a causa del traffico. Abbiamo un passo gara per lottare per il podio domani, ma servirà una buona partenza”.
Chiude male invece Kimi Raikkonen, eliminato in Q2 e primo a prendere la bandiera a scacchi mentre tutti gli altri miglioravano. A metà della sessione infatti la pista era ormai adatta per montare le intermedie e tutti i piloti sono quindi rientrati per montare gomme supersoft per il giro finale. La seconda sessione di qualifiche è stata infatti particolarmente entusiasmante. Negli ultimi minuti, con la pista che migliorava giro dopo giro, è stata una lotta avvincente per entrare nei 10 e guadagnare il Q3. L’errore della Ferrari è stato far uscire Kimi troppo presto per l’ultimo tentativo. Su una pista che si velocizzava secondo dopo secondo questo è costato l’eliminzione al finlandese. Questo errore è stato in realtà commesso analogamente anche dalla Mercedes, con Hamilton che con il 10° tempo riesce a prendere il taglio per pure fortuna.
Con una qualifica così difficile è certo difficile aspettarsi una gara in rimonta, ma sia Vettel che Raikkonen hanno detto che con una buona velocità qualche sorpasso è possibile. Kimi ha infatti mostrato un ottimo passo venerdi in FP2 su gomma soft, quindi l’attesa rimane.
Arrivabene l’aveva detto a Silverstone: “A Budapest per fare sul serio”.

La gara domani alle 14, con griglia potenzialmente rivoluzionata.


Qualifiche GP UNGHERIA STEFANO DE NICOLO’ F1 2016 di graftechweb

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