NEWSF1 RACE ANALYSIS OMBRE ROSSE

Qualche giorno addietro avevamo detto che istintivamente sentivamo potesse accadere qualcosa di straordinario e di nuovo nel GP della Spagna, non c’erano motivi apparenti e neppure degli indizi, era qualcosa di indecifrabile che balenava nella testa; dobbiamo dire che in effetti qualcosa di nuovo è accaduto, anzi di storico direi, le Mercedes che fanno SEPPUKU dopo poche curve e Max Verstappen che vince il GP aiutato dal muretto ma sorretto da talento e freddezza che solo un adulto e un Campione può possedere, o almeno questo era il parametro fino ad oggi; Max è stato bravo a tenere a distanza l’altro Pilota glaciale quello che si è conquistato il nomignolo di ICEMAN, Kimi Raikkonen, ed ha fatto tutto questo senza una sbavatura, senza un tentennamento, con perspicacia e tecnica; dire bravo è dir poco; complimenti a Verstappen anche se adesso dovrà portare il fardello di un Vincente e questo è un peso molto ingombrante, immaginiamo che il Papà saprà ben consigliare il giovane talento e non farlo distrarre dalla grande e improvvisa popolarità come invece sta accadendo a qualcun altro…

Se le Mercedes hanno fatto Seppuku, poco c’è mancato che lo facessero le Ferrari anche se in modo molto più sottile e senza Katana, attirati dalla strategia su Ricciardo che era in testa, hanno sottovalutato la fine astuzia del muretto Red Bull che già li aveva gabbati nel 2010 facendo gara su Webber e portando Vettel al titolo iridato, la storia si ripete purtroppo e così la casa delle lattine riesce ad invertire l’ordine che si era prefigurato all’inizio del GP, Ricciardo davanti a Verstappen con Vettel e Raikkonen ad inseguire. Ora c’è da dire che sulle gomme Soft la Red Bull ha iniziato a soffrire molto di più della Ferrari e grazie ad alcuni giri dietro alla safety-car si è riusciti ad allungare lo stint, ecco lo schema tempi dei primi giri

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Come si può notare sia Raikkonen che Vettel stavano abbassando i tempi mentre i due Piloti Red Bull (con timing simili) iniziavano a subire un degrado importante, tanto che Ricciardo dal 4° al 10° giro alza il crono di oltre 1 sec. a questo punto l’Australiano viene chiamato al box per primo per montare le Medium, seguito a ‘ruota’ sia da Verstappen che da Raikkonen; per Vettel invece si decide altrimenti, viene lasciato in pista per altre 3 tornate, in quella che sembrava essere una chiara strategia a 2 soste; in questa manciata di giri il Tedesco girava sul 1:30 medio quasi come Ricciardo mentre gli altri due sul 1:29 alto. E fin qui tutto nella ‘normalità’ se vogliamo, Vettel rientra per il cambio gomme alla tornata 15 e monta le Medium; subito si nota una grossa difficoltà da parte delle Ferrari, non si riesce ad entrare in zona DRS per prendere le Red Bull, infatti Sebastian marca stretto Verstappen ma senza risultati soddisfacenti; ricordiamo le posizioni dopo il giro 16; 1°RICCIARDO, 2° VERSTAPPEN +2,387, 3°VETTEL +4,804 e 4°RAIKKONEN +8,608. Il Tedesco della Ferrari cerca l’attacco alla 2° posizione per ben 10 giri senza mai arrivare alla soglia di apertura dell’ala per poter attaccare sul serio, questo è dato dal fatto che soprattutto nel 3° settore la Red Bull riusciva ad avere una buonissima trazione e scappare via soprattutto nell’ultima curva, dove bisogna parzializzare il gas e dove telaio e trazione fanno la differenza; il punto cruciale della gara è avvenuto al giro 28, fino a quel momento le posizioni erano abbastanza ‘statiche’ benché Kimi avesse guadagnato sui primi tre; viene chiamato Ricciardo al box e gli vengono montate gomme Soft; ora dobbiamo tenere a mente una cosa importantissima, i tempi dello stint di Ricciardo che non ha subito nessun degrado delle gomme, ha girato invece in modo molto costante sul 1.30 medio per tutto lo stint, eguagliando addirittura i tempi delle tornate 25-26-27 a quelle dei giri 17-19-21 con una differenza di pochi millesimi; e qui si è giocata l’astuzia Red Bull, che ‘sacrificando’ l’Australiano ha dato via libera a Max; la manovra riesce molto bene perché la Ferrari fa subito entrare Vettel al box per montare le stesse gomme di Daniel, le Soft, con una marcatura su quello che doveva essere la 1° guida e al comando della gara; di fatto con i compound più morbidi ed usati per entrambi si prospetta una gara in sofferenza, benché il serbatoio si stia scaricando, perché questi pneumatici non possono durare più di una decina di giri, ma con una caduta in termini prestazionali che arriva già dopo solo 5 tornate; quindi Vettel è costretto ad una sosta in più rispetto a Raikkonen e Verstappen; le sue gomme nell’arco di questi pochi giri perdono ben 1 sec. di prestazione; ci si accorge dell’errore troppo tardi ed infatti già alla tornata 37 viene richiamato per montare di nuovo le Medium. Questa ultima sosta avviene a ridosso di quella di Verstappen (34) e Kimi (35) e come guadagno in termini cronometrici non ha portato che una manciata di secondi recuperati (circa 9) ma con un pit stop aggiuntivo.

Ora non sappiamo se con altra strategia Vettel fosse riuscito a sorpassare Verstappen, non tanto per i tempi che dicono questo si poteva fare, quanto per il fatto che come ha dimostrato Raikkonen con Max, era molto difficile passare le Red Bull, negli ultimi giri quando Kimi ci ha provato insistentemente, era più veloce ma la difficoltà del 3° settore di cui abbiamo parlato ha fatto la differenza; tuttavia sembra di esser caduti nel più semplice dei trabocchetti. Che la Ferrari potesse vincere la gara (sorpassi permettendo) ce lo dicono anche i numeri di Vettel su gomme Medium, ecco le tornate dalla 39 alla 63; MEDIA VERSTAPPEN 1:29.649; MEDIA RAIKKONEN 1:29.588; MEDIA VETTEL 1:29.501; quindi una Ferrari competitiva sulle gomme bianche rispetto alla Red Bull, ma che ha pagato la scelta di seguire le strategie del muretto avversario; come ammesso dallo stesso Vettel a fine gara, con una frecciatina ai suoi, le cose giuste si devono fare al momento giusto…

Una nota a mio parere importante; nella fase dell’incidente Mercedes, Vettel forse si distrae e si fa sorpassare da Sainz, questo gli è costato molto tempo perso per recuperare sulle Red Bull, rallentando anche Kimi che gli era dietro; tanto da arrivare ad avere un GAP  di circa 6 secondi dalla vetta al giro n. 7; da lodare invece Carlos che ha approfittato di questa situazione facendo poi una bellissima gara terminata in 6° posizione.

Insomma non è bastato alla Ferrari che le Mercedes fossero fuori gioco, adesso c’è da lottare anche con la Red Bull, che avrà un aggiornamento della Power Unit, e che possiede una gran bella vettura; si aspetta di capire bene cosa è avvenuto in Spagna, soprattutto in qualifica quando, rispetto al mattino, le temperature della pista si sono alzate di 10° e si è usciti dalla finestra di utilizzo delle gomme Soft; forse qualche parametro della Push-rod non ancora ben assimilato, visto che il tutto sembra da ricondurre a problemi di assetto; fatto è che si è persa una buona occasione, e la si è persa Sabato non Domenica…

Marco Asfalto