A Sochi, su una pista particolarmente “green” (sporca), scivolosa e “fredda”, le Mercedes continuano a far valere la loro supremazia, piazzandosi al primo posto in entrambe le sessioni di prove libere di questo venerdì di Gran Premio.

Rosberg al mattino, ed Hamilton al pomeriggio, han mostrato delle Frecce d’Argento particolarmente a loro agio con la combinazione asfalto freddo-mescole Soft e Supersoft, sia nella simulazione di “hot lap” sia nei long-run.
In più, l’équipe di motoristi diretta da Andy Cowell ha ufficializzato in Russia (ma l’impiego sarà posticipato alla prima sostituzione utile) la prima evoluzione della Power Unit della Stella, impiegando 2 tokens in una nuova evoluzione dell’impianto d’alimentazione della parte termica del propulsore. Secondo fonti spagnole, ciò dovrebbe essere l’antefatto per l’impiego di una nuova specifica di carburante Petronas, che garantirebbe una nuova “iniezione di cavalli” alla PU106C Hybrid (e nuove “notti insonni” ai principali antagonisti…).
Completo “blackout”, invece, per la “sfidante rossa”: nonostante le premesse “battagliere” della vigilia, date dall’impiego di una nuova Power Unit evoluta nella camera di combustione dell’ICE (motore endotermico), spendendo 3 dei nove tokens rimanenti, vari piccoli “grattacapi” (come quelli al DRS per Raikkonen ed i “lunghi” con annesso testacoda per Vettel al mattino) hanno infastidito la giornata degli uomini di Maranello, fino ad arrivare al problema più grosso, di natura elettrica, che ha fermato il tedesco di Heppenheim in pista e gli ha fatto perdere buona parte delle FP2.


Entrando nel dettaglio, pare che sia “saltato” un fusibile di protezione dell’impianto elettrico di connessione dell’ERS al pacco batterie, che ha causato l’avaria di tutta l’elettronica di gestione.
Un problema facilmente risolvibile, ma al quale si è sommato quello emerso al cambio a seguito del contatto al via nello scorso Gp di Cina, che ne comporterà la sostituzione (con annesse 5 posizioni di penalità in griglia): di certo la sorte, ultimamente, sembra non essere “amica” del 4 volte iridato…


Sicuramente ciò è dovuto anche al fatto che i tecnici del Cavallino stanno (giustamente) “premendo sull’acceleratore” dello sviluppo alla ricerca della massima prestazione velocistica (ed il secondo posto di Vettel nelle FP2, a 6 decimi da Hamilton e davanti a Rosberg, può fornire un lieve conforto in merito), anche a costo di arrivare vicinissimi al limite di rottura. Ed è così che è necessario procedere per cercare di colmare il gap prestazionale dalle Mercedes, perché la sola affidabilità, alla luce dei continui progressi del team anglo-tedesco, può garantire, attualmente, soltanto il gradino più basso del podio.
Lavoro extra, quindi, per l’altro alfiere Ferrari Kimi Raikkonen, che ha dovuto sobbarcarsi anche il lavoro di simulazione gara del team-mate, comparando le due mescole più morbide tra quelle qui fornite da Pirelli e riuscendo, comunque, ad approvare la nuova ala anteriore portata oggi in pista.


Alle loro spalle, confermano il buon momento Red Bull (che, con Ricciardo, ha portato al debutto in pista il nuovo prototipo di protezione per la testa del pilota, chiamata “canopy” sulla falsariga di quelle utilizzate dagli aerei “da caccia” militari) e Williams, che han mostrato (in particolare nel caso della seconda) il passo-gara più prossimo a quello dei due Mercedes.
Domani, con una pista in progressivo miglioramento, vedremo se le Ferrari riusciranno ad almeno impensierire le due Mercedes: di sicuro c’è che, alla luce della partenza arretrata di Vettel, in Ferrari dovranno fare affidamento su una sola “punta” d’attacco.
E sperando che almeno stavolta la malasorte si “dimentichi” di Raikkonen, uno dei suoi “bersagli preferiti” negli ultimi tempi…

Di  Giuseppe Saba

Tabella tempi FP1 ed FP2 Gp Russia F1:

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