L’Alfa Romeo ha pubblicato oggi il video in cui la Giulia, in allestimento Quadrifoglio e dotata del nuovo cambio automatico ZF a 8 rapporti (con possibilità di selezionare la marcia adatta  attraverso i paddle posti dietro al volante), ha ritoccato il tempo della medesima versione ma dotata di cambio manuale.


Il cronometro sul traguardo, per la variante più sportiva della gamma (condotta eccellentemente dal collaudatore Fabio Francia, “vecchia

conoscenza” per tutti gli alfisti), recita 7 primi e 32 secondi: ben sette secondi meno del record precedente, e più rapido pure del 7:38 fatto segnare dalla Porsche Panamera Turbo (vettura del segmento F).
Un tempo che vale per la Giulia il record nella sua categoria (berline del segmento E): record “ufficioso”, visto che per evitare una “corsa agli armamenti” l’organizzazione del circuito non ufficializza più i crono; ma alle Case ciò sembra non importare troppo, visto che continuano a pubblicare video dei record ottenuti dalle loro nuove vetture…
Tornando alla Giulia, la berlina del “nuovo corso Alfa” ha clamorosamente “messo in fila” vetture accreditate di ben più alto “lignaggio”: 1 secondo rifilato alla Pagani Zonda F, 2 alla Audi R8 GT, e addirittura 16 a una “diretta rivale” nel suo segmento quale la BMW M3 GTS, di cui però, va detto, si attende la nuova generazione a breve.
A rendere possibile questa “magia” è il powertrain evoluto concepito dai tecnici della Casa di Arese: dai 510 CV del 6 cilindri turbo da 2.9 litri (con manovellismi a 90° che ne “dichiarano” la progenie di scuola Ferrari, anche se solo come concezione: il propulsore infatti è tutto “made in Alfa”, degno successore di quel V6 “Busso” emblema del “Cuore Sportivo” tanto caro agli appassionati) alla trasmissione automatica, di cui abbiamo accennato prima, che ha una velocità di cambiata di soli 150 millisecondi in modalità Race, passando per un corpo vettura leggerissimo (che fa uso anche della fibra di carbonio), con i pesi distribuiti in maniera perfettamente equa tra i due assi, Torque Vectoring (che assicura il miglior lavoro possibile da parte del differenziale), aerodinamica attiva, e arrivando a
 uno schema sospensivo assolutamente al top, con quadrilateri leggeri anteriori (che donano allo sterzo la miglior efficacia e direzionalità di tutto il segmento d’appartenenza) e Alfalink (brevetto esclusivo Alfa che “interpreta” il classico multilink) al posteriore.
E si sussurra che a ritoccare questo tempo già di per sé eccezionale possa arrivare, a breve, una versione ancora più “spinta”
  della berlina col Biscione sullo stemma: non ci resta allora che attendere il prossimo video…

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)