Mi hanno incuriosito alcuni tempi che sono saltati all’occhio ieri mattina quando compilavo la RACE ANALYSIS, e cioè quanto veramente è migliorata la vettura d’argento nel circuito di Melbourne. Ricordo, come già scritto ieri, che la pista è atipica e alcuni numeri potrebbero non essere gli stessi di altre piste, tuttavia è interessante andare a vedere la curva di evoluzione soprattutto di Mercedes che ci ha fornito, involontariamente, dati comparabili, in quanto lo scorso anno fece in 2° stint sulle gomme MEDIUM come nella gara di Domenica; più difficile comparare esattamente la Ferrari in quanto lo scorso anno fece il 1° stint con le SOFT ed il 2° con le MEDIUM quest’ultima mescola non utilizzata in questo GP mentre la Soft utilizzata solo nella ultima parte di gara.

Per la mia comparazione ho preso come riferimento le tornate di Hamilton della gara 2016 e le tornate di Rosberg della gara 2015, la motivazione di tale scelta va ricercata nel fatto che Rosberg nel 2015 stava spingendo per cercare di vincere la gara infatti è arrivato al traguardo (secondo) con solo 1,36 sec. dal compagno di Squadra, mentre Domenica Hamilton ha dovuto spingere nella fase finale per evitare il ritorno di Vettel, tanto che al giro 41 commette anche un errore e al giro 48 segna il suo miglior tempo della giornata con 1:30.646. Le tornate che andremo a prendere in considerazione sono quelle dalla 42 alla 51 di entrambi i Gran Premi; da rilevare che anche Rosberg nel 2015 segnò il suo miglior timing nella finestra che stiamo esaminando, ed esattamente al giro 47 con il timing di 1:31.092. Da considerare un altro fattore, nel 2015 Rosberg cambiò gli pneumatici al giro 26 mentre quest’anno Hamilton al giro 19. Quindi le gomme del Britannico hanno alle spalle 7 giri in più dei tempi 2015, tuttavia mi sento di poter fare questo paragone per un motivo tanto palese quanto dimostrato, la Mercedes utilizza le mescole MEDIUM come nessun altro riesce a fare e il degrado che subisce è infinitesimale nell’arco di soli 7 giri, tanto che Domenica ne ha percorsi più di 40 senza accusare cali repentini di prestazioni. Altro fattore da tenere a mente è la temperatura della pista, quest’anno c’erano circa 5° in meno, tuttavia il compound a fascia bianca è quello che meglio si adatta a temperature meno elevate e possiede una finestra di utilizzo più ampia delle altre mescole più morbide.

Nel 2015 Rosberg ottenne il suo giro veloce in 1:31.092 tornata 47. Hamilton nel 2016 1:30.646 giro 48, tra i due tempi un miglioramento di circa 4 decimi; andiamo a vedere la media delle tornate 42-51. La media del 2015 è di 1:31.420 mentre quella del 2016 è 1:31.121; siamo intorno ai 3 decimi, se poi vogliamo essere pignoli ed assegnare a quei 7 giri di differenza sulle gomme un piccolo degrado, una quota rilevata dall’andamento dei diagrammi dello scorso anno, dobbiamo aggiungere circa 1-1,5 decimi e questo ci porta ad una evoluzione di massimo ½ secondo in un anno; possibile che l’astronave Mercedes sia evoluta di soli 5 decimi nel GP d’Australia? E come mai questa enorme differenza con i tempi delle Qualifiche? Parlando delle qualifiche è innegabile che le vetture d’argento hanno qualcosa in più degli altri, mandano in temperatura gli pneumatici immediatamente e posseggono un surplus di potenza oramai ben evidente, nel 2015 la POLE se la aggiudicò Hamilton con 1:26.327, mentre sempre il Britannico quest’anno ha segnato sul crono il tempo di 1:23.837, ben 2,5 secondi dei quali almeno 1 imputabile alle gomme Super Soft (nel 2015 Soft), quindi potremmo asserire che in qualifica la Mercedes si è migliorata di 1,5 secondi che di certo non corrispondono minimamente ai 5 decimi della gara. Ora credo di capire in che direzione si è spinta la casa Tedesca, conscia di avere la vettura migliore sulla distanza e consapevole di un ritorno prestazionale della Ferrari, si è concentrata sulle prestazioni delle qualifiche, troppo importante con l’aerodinamica e con le gomme odierne partire davanti per poi scegliere strategie più o meno conservative sui compound preferiti; una volta davanti, contando anche su un Pilota 3 volte Campione del Mondo, la gara diventa di gestione e non più di attacco; in pratica si mette a reddito quanto costruito in questi 2 anni, senza dover ricercare performance oltre il limite. Da non sottovalutare anche il fatto che una evoluzione di soli 5 decimi è probabilmente frutto di uno sviluppo che non ha più un grosso potenziale come 2 anni addietro. Rimane il fatto che una volta che si è in POLE POSITION, tutto diventa più difficile per gli avversari, che dovranno ricorrere a delle partenze record, come quelle di Domenica della Ferrari, per supplire a questo GAP in qualifica.

Marco Asfalto

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