Torniamo sull’argomento dopo aver smaltito la rabbia per un episodio che non solo ha sbigottito tutti ma che ancora oggi è inspiegabile e voglio dirlo chiaramente a Montecarlo se sei 1° ad una manciata di giri dalla fine ed entra la safety-car non cambi le gomme neppure se sei sulle ‘tele’, questa non è una semplice considerazione ma è uno dei Comandamenti della Bibbia della Formula Uno, qualsiasi cosa accada, pioggia, safety-car vera o virtuale non si rischia  un primo posto al buio senza sapere bene cosa si sta facendo e guardate neppure una persona poco esperta avrebbe preso una decisione del genere, per una serie di motivi; primo perché la vettura di sicurezza potrebbe rimanere in pista per diversi giri facilitando la vittoria finale; secondo perché gli altri non hanno fatto la stessa scelta; terzo perché è praticamente impossibile farsi sorpassare soprattutto se si guida la Mercedes di quest’anno; quarto perché i giri precedenti confermavano che la vettura era  più veloce della coppia inseguitrice; quinto perché prendersi un rischio a Montecarlo vale la pena solo se si è indietro e bisogna rimontare e sesto perché si dovrebbe anche parlare col Pilota e capire le sue sensazioni e la sua valutazione. Spero che questi 5 motivi possano esplicare bene quello che vado dicendo; ora che la Mercedes non avesse bene chiara la situazione è impossibile, la vedevamo anche noi dalle immagini TV e dalle rilevazioni del satellite; vero che Hamilton aveva circa 21-22 secondi di vantaggio sugli inseguitori, ma perché rischiare un cambio gomme che a nulla sarebbe servito? Tanto più che per tutti gli altri pit-stop erano stati necessari circa 24-25 secondi per essere portati a termine tra entrata e uscita dalla pit-lane; quindi chi è stato che ha rischiato così tanto e soprattutto perché? Ieri nell’articolo subito dopo la gara ho provato a dare una spiegazione che ancora oggi sembra la più plausibile perché l’unica logica non certo per andare a pescare dietrologie da 007; ed oggi infatti si parla solo di marchiano errore, come se si potesse davvero commettere uno sbaglio del genere con tutta la tecnologia presente in F1; certo qualcuno dirà errare è umano e questo bisogna riconoscerlo per carità, ma per come stanno andando le cose negli ultimi anni sono portato e pensare  che di marchiani errori ce ne siano ben pochi in certi frangenti; e poi diciamoci la verità se non fosse accaduto il ‘fattaccio’ di cosa avremmo parlato oggi? Vi faccio una panoramica, Hamilton sarebbe scappato in classifica rendendo i prossimi GP meno interessanti; nessun grande coinvolgimento mediatico con titoloni sulla Mercedes e sui suoi Piloti; gara di Montecarlo da far addormentare tutti e invece audience con una netta impennata nelle ultime fasi… Insomma tutto questo ha riportato interesse per la massima serie, c’è poco da fare è così; poi se tutto questo sia stato frutto di ingenuità, arroganza o di un calcolo ben preciso, per l’impatto mediatico ha poca importanza, l’obiettivo di rendere le prossime gare più interessanti è stato raggiunto nel bene o nel male… Ed anzi adesso tutti andranno a vedere le gare per capire cos’altro potrà succedere nel Team Mercedes e tra i due contendenti Rosberg ed Hamilton, quest’ultimo con tutti i riflettori ben puntati ed attenti. Poi tutto il resto è passerella, scuse, riunioni al fulmicotone, mea culpa etc. etc. fa tutto parte del grande gioco della F1; sentite però le parole di Toto Wolff tratte dalla Gazzetta dello Sport: Temevamo che Vettel potesse fermarsi a montare le gomme di mescola più soffice (i meccanici Ferrari non sono usciti per il pit n.d.r) e ciò avrebbe costituito un potenziale pericolo nel finale. Insomma c’è da dire che questa Ferrari è davvero uno spauracchio per la Mercedes francamente non ce ne eravamo accorti, l’intervista prosegue: “La decisione va presa in frazioni di secondo con Lewis ci siamo confrontati via radio, c’era un drastico calo delle temperature e le gomme non avevano più aderenza. Ma la decisione è stata solo nostra, la chiamata finale l’abbiamo fatta a soli 50 metri dall’ingresso della corsia box, con la macchina già alla Rascasse”.  Wolff parla di gomme che “non avevano più aderenza” e nel grafico di ieri abbiamo dimostrato come invece Hamilton viaggiasse, prima dell’incidente, su tempi inferiori sia a Rosberg che a Vettel; poi parla di temperature in calo, supponiamo si riferisse sempre alle gomme perché per la Power Unit non è un male che queste siano basse come per i freni del resto; quindi una strategia così scellerata è maturata per un problema alle gomme? Faccio veramente molta ma molta fatica a digerire entrambe le cose e cioè sia che ci fosse lo spauracchio di un recupero della Ferrari di Vettel (che avrebbe dovuto sorpassare anche Rosberg) sia che Hamilton fosse in crisi di gomme, e poi strano che il Team-Radio in cui parlavano con Lewis non sia stato messo in onda, tra l’altro il Britannico è sembrato molto contrariato durante la premiazione tanto di prendere lo champagne e andarsene via benché avesse teoricamente appoggiato la scelta; le sue dichiarazioni in conferenza stampa (a freddo e dopo essersi consultato con il Team?)  hanno confermato però quello che ha detto Wolff e cioè che credeva che gli altri si fossero fermati a cambiare le gomme al giro prima e che era in tensione per le temperature degli pneumatici che si erano notevolmente abbassate. Dando per buone tutte queste parole dei diretti interessati dovremmo parlare di errore colossale di comunicazione, qualcosa che può anche accadere visto che capita anche tra moglie e marito; però, perdonatemi, il dubbio rimane…

Marco Asfalto

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