Il bilancio dei primi 3 giorni di test della McLaren-Honda non è certo così entusiasmante visto che tra il 1° e il 2° giorno sono stati fatti pochissimi giri (12), oggi (3 febbraio n.d.r.) qualcosa in più anche se con tempi molto alti, quasi 15 secondi dal migliore (a proposito bellissimo sound la P.U. colto dal nostro inviato Alessandro Sala),

tuttavia qualcosa bisogna dirla su questa vettura che per certi versi è entusiasmante, almeno nelle forme più che nella Power Unit (per ora…), è acerba vero, ma dalle linee che promettono fascino e bellezza, un retrotreno rastremato al limite senza le ‘ciminiere’ adottate per l’unità Mercedes, eliminate anche le vistose carenature nelle sospensioni (pull-rod) che limitavano la velocità di punta (progettate per aumentare il carico al posteriore), ed ala agganciata alle paratie laterali, ma ciò che veramente lascia stupefatti è la zona a ‘coca-cola’ veramente minimizzata tanto che il posteriore sembra non esserci affatto, questo fa capire quanto la Power Unit Honda sia compatta e forse al limite degli ingombri minimi, ed infatti ci sono stati svariati problemi elettrici (tante connessioni tutte in pochissimo spazio) ed anche problemi ai radiatori sempre per la estrema compattezza di tutto il propulsore. Le pance sono ben scavate tuttavia le prese aria dei radiatori risultano leggermente più grandi di alcune concorrenti.

Insomma un progetto complesso e dalle grandi aspirazioni e sposato da Alonso il RONIN che ha cambiato DAIMIO e che professa calma e sangue freddo pur con qualche frecciatina (come suo solito…) alla Ferrari, infatti a chi gli ha fatto notare che ci vorrà tanta pazienza ha risposto serafico che in passato (quando era sulla Rossa n.d.r) ne ha già avuta moltissima e quindi ci è abituato… Ma quali sono le reali aspirazioni e possibilità di questa vettura partorita da Prodromou (ex Red Bull e braccio destro di Newey) e dai tecnici della Honda? Gli obiettivi sono ovviamente i migliori e più nobili, vincere ovviamente, ma anche un bel veicolo promozionale per la Casa Giapponese che già ha in listino vetture ibride e ha in Patria un’agguerrita concorrente, la Toyota; pur tuttavia, andando controcorrente, mi sembra che la monoposto di Woking abbia delle grandi potenzialità, un progetto estremo (per il propulsore) che però ha dei canoni di conformismo ed attualità, è evidente che si sta lavorando per il 2016 quando questa Power Unit, una volta raggiunta l’affidabilità e la prestazione dovrebbe poi essere installata su una vettura tutta estrema ricavando un bagaglio di esperienza tecnica che le consenta di essere veramente competitiva nel 2017; certo tutti gli altri andranno avanti, ma le potenzialità ci sono; i dubbi, semmai, sono di natura economica, sappiamo benissimo che senza il ‘dinero’ non si può vincere e non è sufficiente il solo impegno di Honda, ci vogliono sponsor ‘munifici’ che portino bei bigliettoni e qualche altro inserimento tecnico ma si potrebbe andare lontano; invito tutti ad osservare bene i Giapponesi durante la stagione, sono capaci di grandi cose ed è bene non sottovalutarli mai, in proposito riporto una dichiarazione di Yasushisa Arai “Gli altri motori sono nella tradizione, noi abbiamo fatto un propulsore davvero innovativo. Il nostro motore è il più sofisticato, presto avremo le stesse prestazioni in pista degli altri” diciamo che la volontà c’è ma forse ci vorrà più tempo . Per quanto riguarda i Piloti, la coppia è adatta a sviluppare la vettura, incarico destinato più che altro a Button, visto che Alonso non è proprio un genio nell’indirizzare il lavoro dei tecnici, quindi lo Spagnolo avrà un’ottima ‘spalla’ ma dovrà stare attento alla voglia dell’Inglese di primeggiare ancora, in fondo anche lui è un Campione del Mondo nonostante proprio il manager di Alonso, Briatore, lo definì un ‘paracarro’ tempo addietro.  Insomma tutto si gioca sull’integrazione Honda-McLaren, motore-telaio non sempre semplice, ancor meno con questi moderni propulsori ibridi molto complessi in tutti gli aspetti. Alonso ha dichiarato che farà la storia della McLaren e probabilmente cambierà la livrea, forse somiglierà a quella della fantastica vettura che guidava Senna, ma qui le cose si complicano, inneggiare al Brasiliano volendone imitare le gesta non sarà semplice e non tanto per quanti Campionati si hanno nel carniere, ma per il carattere, lo stile (anche di guida…) e la personalità, tante volte ho sentito questo refrain in Mc, tanti volevano far ricordare il Brasiliano a suon di Vittorie ed Imprese, ma non mi sembra ci sia riuscito qualcuno, meglio non parlare di Piloti passati e pensare a se stessi, al proprio di stile cercando di migliorare proprio lì dove si è deboli, e lo Spagnolo qualcosa dovrà fare, se non altro migliorare la sua prestazione in qualifica, settore nel quale non è mai stato un fulmine.  In definitiva la Mp4/30 mi è parsa una bella vettura con delle grandi aspirazioni, vedremo, se la capacità di farla evolvere ed essere reattivi negli inevitabili cambiamenti che si dovranno apportare, sarà all’altezza dei propositi della McLaren e della Honda, una sinergia che in passato ha ben funzionato…

Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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