Partiamo dall’ottima prestazione dei Piloti Ferrari in quel di Monza, Raikkonen e Vettel rispettivamente col 2° e 3° tempo dietro al solito Hamilton che ha un risicato margine di circa 3 decimi su entrambi; in effetti sembrava che al venerdì ci fossero i soliti 8-9 decimi se non di più tra la Mercedes e la Ferrari, complice l’utilizzo di Power Unit non aggiornate e una sana pretattica che fa sempre bene; poi si scatenain Q3 tutto il potenziale delle Rosse che hanno utilizzato una parte dei gettoni a disposizione e potranno finalmente sfruttare quasi in toto le caratteristiche del carburante Shell; ottimo veramente il giro di Kimi che in parte si riscatta da una stagione veramente in ombra, e speriamo che questa volta non abbia problemi in gara, perché le possibilità di arrivare sul gradino più alto ci sono tutte; è veloce, ha mostrato il suo potenziale; può partire meglio di Hamilton; anzi credo proprio che in partenza le due Ferrari daranno il benservito al Britannico; poi le gomme (ahinoi, speriamo vada tutto bene…) potrebbero fare la differenza , con la Rossa che potrebbe sfruttarle al meglio, soprattutto le Soft; insomma tutto è pronto, la tavola è imbandita per un bel pasto a base di champagne della Vittoria, in Mercedes si dicono sicuri vincerà la Rossa, a Monza sono arrivati tutti i dirigenti Ferrari, Maroni afferma che al 90% il GP è salvo, Ecclestone è sorridente; Toto Wolff elogia gli avversari, Niki Lauda si lascia andare a previsioni ottime per i diretti concorrenti; tutti felici che qui in Italia, la Ferrari possa cogliere un gran risultato. Ma perdonatemi, c’è qualcosa che non va davvero; io quando trovo delle belle tavole imbandite non so mai se essere felice per il buon pasto che seguirà o sospettoso per quel che accadrà dopo le fantastiche libagioni, e la sensazione che mi prende in questi giorni non è piacevole affatto e vi voglio rendere partecipi delle mie sensazioni.
Partiamo dall’intervista a Nikolas Tombazis del Corriere della Sera per mano di Flavio Vanetti; il Tecnico Greco dice la sua su una serie di fatti che potrebbero influire anche sul futuro Ferrari; innanzitutto si dice essere ‘padre’ dell’attuale vettura e che anzi è rimasto molto sorpreso quando è stato mandato via; questo potrebbe giustificare il fatto che questa vettura, ripeto la vettura non la Power Unit, non sia stata granché sviluppata, in effetti è complicato sviluppare una macchina pensata da altri; quindi anche il 2015 è stato deficitario dal punto di vista evoluzione, qualcosa che è oramai nel DNA della Rossa purtroppo; poi se la prende con le risorse di Maranello, in particolare la galleria del vento che come ricorderete non aveva i settaggi giusti; quindi i tecnici hanno lavorato con degli strumenti non adatti al loro lavoro; e infine parla del ritardo con cui in Ferrari si pensano le vetture e questa è la parte più critica per il prossimo futuro della Rossa; perché sappiamo che nel 2017 le vetture dovrebbero essere molto diverse ed i Team stessi stanno spingendo su questo tasto; ed allora in previsione 2016, cosa si farà a Maranello? Vale la pena di fare una vettura tutta nuova, questa volta sì firmata da Allison? Quando si sa benissimo che l’anno dopo si dovrà ricominciare tutto daccapo? Se così fosse vuol dire che si continua con l’errore di inseguire e mai ripartire con qualcosa di veramente nuovo ed innovativo; oppure ci sarà un altro anno sabbatico nel quale sviluppare la Power Unit pensando di dare il ‘colpo di grazia’ alla concorrenza con una vettura stupefacente in versione 2017? Se così fosse, e a questo punto lo speriamo, avremmo un altro anno di dominio assoluto Mercedes, con la Ferrari che potrebbe rendere il Campionato un poco più interessante cogliendo qualche risultato in più della stagione in corso; e il vero duello ci sarebbe fra 2 anni; eppure, visto che anche ai Tedeschi fa comodo una vittoria della Rossa, potrebbe accadere che la Pirelli costruisca delle gomme che vadano finalmente bene anche per la vettura Italica per eccellenza (cosa facile da fare, credetemi…) e allora assisteremmo ad un Campionato incerto e dalle grandi lotte tra almeno 3 Scuderie; qualcosa che risolleverebbe l’audience, che in questa estate è calato vertiginosamente fino a rasentare il minimo storico, è per questo infatti che Ecclestone si augura una Vittoria Rossa a Monza.
Parlavo di 3 Scuderie, sì perché la Red Bull se dovesse avere i motori Mercedes sarebbe molto ma molto forte, ritengo che ancor oggi, benché in difficoltà, abbiano il miglior telaio, e qui si innescano altri fattori concernenti il potere in F1, perché anche la Ferrari è disposta a fornire le proprie Power Unit cercando così di contrastare lo strapotere Tedesco. Ma per mettere in pratica il tutto ci vorrebbe una netta e forte influenza di Maranello nello scrivere le nuove regole, una presenza forte e massiccia a livello ‘politico’ e non solo sportivo all’interno della F1; ciò che è mancato con la vecchia gestione, è tutto qui il discorso, scrivere le regole, insieme agli altri ma cercando di imporre i propri punti di forza, non è quello che hanno fatto, in fondo, sia la Red Bull che la Mercedes negli ultimi anni? Per ripartire alla grande in futuro c’è bisogno che la Rossa metta in campo tutto il potere che ha, ma che soprattutto lo faccia in modo da ricavarne dei vantaggi e non accontentandosi delle briciole del fine pasto…
Rimane la considerazione, sempre parlando di Ferrari, che Allison per ora si è limitato a organizzare i reparti e renderli efficaci mettendo le persone giuste al loro posto, qualcosa che in passato (gestione Domenicali) non era riuscita molto bene; ma per vedere una vettura totalmente frutto del talento di James ci vorrà ancora del tempo; qualcosa che la Ferrari non ha e che soprattutto non ha la F1 a cui manca un Vittoria Rossa che porti interesse e vitalità a tutto il reparto. Insomma, ci si giocano i gettoni, si mettono in funzione i rulli della AVL, si confermano grandi Piloti, ma per essere Vincenti c’è bisogno di qualcosa di più, che si metta al lavoro il Genio in prima persona, che si programmi il futuro con organizzazione ed arguzia, che ci sia l’uomo giusto in ogni posto giusto; e che si metta in campo il proprio peso politico; qualcosa di complicato e di difficile realizzazione… Sempre Pirelli permettendo…

Marco Asfalto

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