Finalmente oggi è il giorno del debutto della nuova Ferrari, chiamata ad una stagione completamente diversa rispetto alla passata, una delle poche priva di vittorie per il Cavallino

La vettura presenta molte soluzioni innovative ed alcune curiose.
Partendo dalla parte alta della vettura, notiamo una presa motore di dimensioni ridotte(1): è improbabile che la sezione permetta di alimentare sia il propulsore termico che raffreddare i componenti elettronici e il turbo e probabilmente l’aria che deve asportare il calore prodotto da questi componenti viene presa dalle due inusuali bocche che si trovano ai lati dell’abitacolo (2).

Ieri la Mercedes ha stupito tutti con una T alla fine del cofano, in molti hanno pensato fosse un componente “sostitutivo” della pinna, ma oggi la Ferrari ha mostrato un componente analogo che coabita con una pinna molto estesa(3).
Che sia solo un convogliatore per portare più aria all’ala posteriore, disposta più in basso e quindi più “disturbata” dalla carrozzeria rispetto a quella dell’anno passato?
La cosa che colpisce di più però è la forma dell’imbocco delle prese radiatori, estremamente ridotte(4) ,alte e “fuse” con i candelabri (che non sono più candelabri ma cornici) e associate alle due bocche di cui parlavamo prima (2).
La vettura, con un passo notevole nonostante quanto immaginato e criticato da alcuni esperti del settore prima della presentazione, mostra una sagoma in vista dall’alto più elegante di quella della diretta concorrente Mercedes.
Anche nel caso della ferrari le forme più allungate hanno permesso di rimanere attillati ad un cambio ed un motore molto “snelli” ,con un fondo vettura invece molto più ampio della carrozzeria, con la possibilità di incanalare aria dai lati,

foto 6

sotto il simbolo della Shell (6)
Numerosi i bargeboard come per tutte le altre vetture, il muso è abbastanza classico, con i piloni(7) del muso molto allungati (ma non estremi quanto quelli Renault).

foto 7

In contrapposizione con le altre vetture, la Rossa mostra due piloni di supporto dell’ala, ai lati dello scarico; probabilmente l’idea è di stabilizzare l’alettone permettendo comunque una certa deflessione in rettilineo. Presente anche un monkey seat, che però potrebbe essere abbandonato in alcune gare.
Grande attenzione è stata dedicata alla zona sotto le gambe del pilota, una serie di deviatori di flusso ed ali hanno fatto la loro comparsa per guidare man mano i flussi, creando un tunnel aereodinamico verso il fondo e le pance.
Non ha fatto nulla per nascondere l’S-Duct neanche il team di Maranello, con l’imbocco bene evidente ai lati del muso e la fuoriuscita subito dietro la pinna verticale che accoglie i tubi di Pitot (sensori di velocità)
Molto diverse e pronunciate le prese freni anteriori, con un periscopio di notevole dimensioni,contrapposto alla “palpebra” Mercedes.
Sulla parte alta della scocca, tra abitacolo e muso, troviamo diverse alette, probabilmente destinate a sparire nel corso della stagione.
Che questa sia un’auto “coraggiosa” non c’è ombra di dubbio, bisognerà capire se si tratti anche di un’auto vincente.
 Ing. Werner Quevedo Twitter 

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