Abbiamo aspettato molto prima di scrivere sull’argomento e questo per un semplice motivo, volevamo avere le idee più chiare, aspettare, non lanciarci in affermazioni che servono solo a fare tanti ‘clic’ e soprattutto rispettare le opinioni che all’interno della nostra Redazione non erano convergenti; poi è normale basta scrivere quello che si pensa e non si fa un torto a nessuno perché si è sinceri, ma a noi piace approfondire gli argomenti ed analizzarli. Voglio subito mettere in chiaro alcune cose, qui nessuno crede ciecamente alle teorie ‘complottistiche’ in quanto è abbastanza facile giustificare degli eventi che sembrano inspiegabili dando le colpe a fantomatici manipolatori che sempre lavorano nell’ombra, altre volte certe teorie possono essere quelle giuste perché l’essere umano ha la tendenza a modificare gli eventi per proprio tornaconto o a giustificarli modificando la realtà ed in questo è anche abbastanza determinato e molto bravo quando vuole. Detto questo ribadiamo che ciò che andremo a scrivere non vuole assolutamente essere lesivo verso la McLaren-Honda, Fernando Alonso o verso alcuni Giornalisti che probabilmente non hanno potuto o voluto dare informazioni più dettagliate sull’argomento.

Ora tutti sapete ciò che è accaduto Domenica 22, Alonso nella curva 3 del circuito di Montmelò a Barcellona è andato a sbattere contro il muro interno per poi fermarsi diversi secondi dopo l’impatto. Ecco alcune domande che ci siamo posti, le pubblichiamo rendendovi partecipi del nostro dibattito:

1) In quale esatto punto della pista lo Spagnolo ha cominciato a frenare

2) la convergenza verso l’interno a cosa è stata dovuta

3) la foto che gira in internet con i segni delle gomme è corretta? E se lo è perché si nota solo la striscia della gomma destra

4) Vettel che era dietro ad Alonso ha dichiarato A CALDO che lo Spagnolo stava andando piano ed infatti lo ha anche sorpassato, non era possibile controllare la vettura che procedeva a soli 150-160 Kmh?

5) è possibile che una folata di vento seppur molto violenta provochi non una sbandata ma una vera uscita di strada di una monoposto di F1

6) come mai Alonso non ha controllato la vettura dopo che ha preso il muretto e non è riuscito a scendere da solo

7) quale è esattamente l’angolo di impatto tra la vettura e il muro

8) è possibile che la vettura ha fatto quasi 150 mt attaccata al muro perché Alonso teneva il volante tutto a destra

10) sembra che lo Spagnolo fosse in preda all’agitazione e per farlo uscire i paramedici abbiano dovuto sedarlo, un impatto del genere non dovrebbe creare in un Pilota così esperto nessun tipo di panico, anzi è un incidente quasi nella ‘norma’, come mai è accaduto il contrario

Come vedete tante domande a cui non sarà facile rispondere, ma vediamo di fare chiarezza e cercare di capire.

Il punto esatto in cui la vettura ha iniziato a frenare in realtà non lo sappiamo, dando per vere le foto pubblicate sul web

fotochhiara(Fonte Omnicorse)

la fase di frenata inizia a ridosso della parte interna alla curva 3 dove termina il cordolo verniciato bianco-rosso ed inizia la piccola area laterale verde che è tra il prato e la riga bianca che delimita la pista,

( per avere una visione completa  vi invitiamo a visionare la pista tramite google map )

google_map1

la vettura si è poi fermata a pochi metri dal cavalcavia percorrendo dal momento della frenata fino all’arresto totale circa 200 mt,

google_map2

di questi circa 25 mt sono rigati con la striscia nera dello pneumatico e gli altri percorsi sul prato. In teoria già in quei 25 mt la vettura dovrebbe aver rallentato di circa 54 Kmh, ma questo dipende da molti fattori esogeni, grip a sua volta influenzato dalle condizioni climatiche, carico aerodinamico ed anche dal ‘piede’ del Pilota, la sua sensibilità in pratica; ora considerando le gomme fredde che erano MEDIUM e la temperatura molto bassa, anche se la pista di Barcellona è molto abrasiva, possiamo decrementare questo valore portandolo a circa 25 Kmh, lo stiamo facendo per eccesso tenendoci molto ‘prudenti’, questo vorrebbe dire che la vettura al momento dell’impatto viaggiava a circa 135 Kmh, quindi è plausibile, come rilevato dalle strumentazioni di bordo, che l’urto abbia superato i 15G; pur tuttavia bisogna argomentare che i sensori della FIA possono non essere precisi soprattutto in casi di urto laterale in quanto è sufficiente che un braccetto dello sterzo o un altro componente li possa attivare in maniera sensibile per provocare la segnalazione; quindi prendiamo per buona la foto con inizio della frenata, domanda come mai la vettura scarta verso destra repentinamente pur andando a velocità molto limitata per una F1?

La risposta Ufficiale è che il vento abbia spostato di poco la vettura fino a farle toccare il cordolo esterno a quel punto per mancanza di grip sulle ruote sinistre la vettura converge nella direzione delle altre due ruote che invece sono ben salde sull’asfalto e in accelerazione (si presume, o comunque in trazione), può il vento spostare di pochi cm una vettura di F1 che procede a quella velocità? La risposta è sì, una folata di vento molto forte (deve essere almeno di circa 60 Kmh) può generare la forza sufficiente a far scartare la monoposto in una direzione seppure di pochissimi cm (siamo nell’ordine di 5-10 cm) ma per ottenere una dinamica del genere si dovrebbe spostare tutto lo pneumatico e non una piccola parte di esso; mi spiego, la vettura deve già avere mezza ruota fuori dal cordolo (la pista non era bagnata) e il vento far finire fuori il resto, la sensazione però, in questo caso, è che uno scarto così repentino sia stato dovuto sì al vento ma abbinato ad una violenta accelerazione da parte del Pilota un caso quanto mai raro, Vettel sconfessa questa versione solo in parte in quanto ha visto Alonso andare piano e mettersi a destra probabilmente per farsi passare e solo dopo dovrebbe aver dato molto gas. Quindi prendiamo per buona l’ipotesi del vento, per ora. Arriviamo al vero punto dolente, un solo segno di frenata e sbandata a destra; anche se la ruota sinistra lascia una debole striscia proprio lì dove termina la pista delimitata dalla riga bianca e c’è quella piccola zona verde di cui abbiamo parlato, fotochhiara2 in quel preciso istante la ruota dx era sull’erba e la sinistra lasciava la piccola impronta che è ben visibile, si nota anche come la frenata sia progressiva, ovvero la striscia diventa sempre più scura man mano che il muro si avvicina e il fatto che ci sia solo un segno denota solamente che ci sia stato un solo bloccaggio e quindi i freni hanno funzionato entrambi come dimostrato dal piccolo segno della ruota sx di cui ho parlato sopra, tra l’altro frenare in questo modo richiede sensibilità che solo un Pilota abile può avere, quindi è improbabile che lo Spagnolo avesse ricevuto una fantomatica scossa elettrica, il punto è un altro, dalla dinamica sembra invece ci sia stato un cedimento meccanico, allo sterzo o alle sospensioni, ripeto a quella velocità è abbastanza semplice per un professionista  controllare una vettura di F1 che viaggia a circa 160 Kmh, appare invece che la monoposto sia stata incontrollabile e comunque sbilanciata enormemente a destra tanto da non lasciare nessun spazio a delle soluzioni per il Pilota che non ha potuto far altro che cercare di tenere la vettura fino a farla fermare.



Sapete che Alonso ha subito uno shock alla colonna vertebrale tanto da essere ancora in ospedale, pur tuttavia ha salutato i suoi Fans senza neppure indossare un collare, si dirà che si è fatto fotografare così per tranquillizzare tutti e ci sta, in fondo per fare uno scatto bastano pochi secondi; a questo proposito cerchiamo di capire l’angolo di impatto della vettura contro il muro sempre partendo dalla foto sopra citata; ora abbiamo simulato più volte la frenata in questione prendendo come riferimento il limite della pista (riga bianca) il muro e i pali che reggono la rete metallica posta sopra al manufatto, molto importanti perché utili per dare delle grandezze dimensionali alle nostre osservazioni, dalle nostre simulazioni effettuate incrociando le ipotesi con diversi processi, siamo arrivati alla conclusione che l’angolo di impatto è addirittura superiore ai 45° indicati dalla McLaren arrivando a circa 55°, questo significa che l’urto è stato sì forte, ma non del tutto laterale ed il fatto che la ruota destra anteriore non sia saltata via dal mozzo ed anzi, sembra da altre foto, ben salda al suo posto, conferma che la velocità al momento dell’incidente non fosse molto elevata (forse anche minore di quella da noi calcolata), fatto sta che con un angolo di incidenza del genere e visto il muro che in quel punto è leggermente curvato, la vettura sarebbe dovuta rimbalzare verso sinistra o almeno tendere a questo comportamento dinamico; altra domanda è se si possono subire shock come quello di Alonso per urti del genere? Se parlate con un ortopedico specializzato in sport motoristici vi risponderà che un incidente sopra i 9G può provocare una situazione del genere ma in casi molto rari soprattutto su vetture così sicure come quelle di F1, dalle quali si può uscire incolumi anche ad impatti di 40G, dipende da altri fattori, traumi di vecchia data con le vertebre, posizione delle gambe in relazione a quella del collo, peso del casco, postura di guida. Insomma è giustificabile l’agitazione di Fernando se ha avuto una sorta di ‘scossa’ traumatica alle gambe e per un certo periodo di tempo non le sentiva; posso dare una testimonianza diretta di ciò dopo aver praticato tanti anni arti marziali, ho visto accadere cose simili, atleti portati immediatamente in ospedale nel panico più assoluto, ma che dopo una settimana camminavano normalmente; perdonate la divagazione, comunque sia la spiegazione data dai sanitari ha una sua logica e quindi perfettamente ragionevole e che va a confermare quei 150 mt durante i quali la McLaren si è fermata quasi per inerzia piuttosto che per l’azione dello Spagnolo sul pedale dei freni.

Foto Marca.com


Fin qui le ipotesi di cui abbiamo parlato hanno un solo punto oscuro, come mai la vettura sia scartata a destra così repentinamente e come mai Alonso non sia riuscito a controllarla.

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Adesso entriamo nel campo dell’imponderabile, l’Asturiano può aver subito una scossa elettrica complice la famosa guarnizione difettosa dell’Ers? Voglio precisare che sembra si sia utilizzata una MGU-K del 2014 per sopperire al problema della guarnizione nella volontà di girare a tutti i costi ed accumulare dati e questo sarebbe molto grave, perché un’unità del genere si utilizzava per un altro tipo di Power Unit e non sempre questi apparati si possono scambiare l’un l’altro senza che vi siano guasti o malfunzionamenti, comunque la teoria sarebbe questa; Alonso viene quasi folgorato dall’elettricità (ricordiamo che il telaio è in carbonio un ottimo conduttore elettrico), riesce ad accostare toccando il muro (ma senza frenare) ma non a controllare completamente la vettura, cosa plausibile per un Pilota di F1 se non altro per l’istinto e i riflessi, sempre per istinto (di sopravvivenza) scarta a destra ma non repentinamente anzi quasi cerca di parcheggiare per non occupare la pista, la scossa non è fortissima ed anzi è continua e di una certa intensità e lo lascia inchiodato al volante girato sempre a destra,

Alonso_incidente

le gambe si irrigidiscono e si contraggono, non ha i piedi sui pedali del freno e dell’acceleratore e quindi la vettura percorre 150 mt per inerzia ed attrito contro il cemento fino a fermarsi, forse perde i sensi per qualche attimo e forse fino al momento in cui si è fermato, risvegliandosi in grande agitazione e cercando di uscire dalla vettura il panico lo assale ancora di più dopo quello che è accaduto, i sensori segnalano che non c’è pericolo di scosse elettriche e forse sono guasti. Arrivano gli steward e si rendono conto subito della situazione abbastanza grave, al momento in cui accorrono i paramedici lo sedano e lo portano via di peso dalla vettura, si mettono dei teli proprio per non far pensare al peggio visto che essendo incosciente la cosa potrebbe sembrare più grave della realtà.

Qualcuno ha parlato dell’agitazione di Alonso dicendo che era ingiustificata, invece lo stato in cui era, se avesse preso la scossa elettrica è perfettamente conforme ad una situazione del genere e il nostro inviato Alessandro Sala ha parlato con un noto Primario di un Ospedale Italiano che gli ha confermato come il tutto possa essere plausibile, infatti in una condizione simile il cuore va in fibrillazione, e ci possono essere lesioni degenerative dei muscoli e del sistema nervoso; e poi c’è il fattore umano, un Pilota di F1 è pronto anche a correre i suoi rischi ma se la sua vita dipende da un difetto del mezzo meccanico la sua emotività può essere moltiplicata a livelli altissimi.

Ora c’è da dire che delle varie ipotesi della ricostruzione dei fatti da noi tentata non se ne esce soprattutto se leggete la versione del fotografo che ha immortalato l’incidente e che abbiamo pubblicato in un articolo di Alessandro Sala (http://www.newsf1.it/il-fotografo-spagnolo-jordi-vidal-conejo-smentisce-parte-il-comunicato-mclaren3057/) e che riportiamo qui sotto:

“Dato che vedo che continuano le polemiche sull’incidente di Alonso, torno a dire quanto da me visto.
Non voglio polemiche, non voglio polemiche!
Iniziai a fare foto nella zona della curva 1, alla fine del rettilineo, con il sole alle spalle e moltissimo vento,molto fastidioso. Nella zona della curva due, lo stesso.
Proseguii camminando per la parte esterna alla pista e mi fermai alla curva 3, dato che li il sole ce l’avevo in faccia e non c’era praticamente vento. E visto che avevo freddo mi fermai li un po’ a fare delle foto e per questo riuscii a fotografare gli attimi dell’accaduto . Guardo la sequenza delle foto scattate e nelle due in cui riprendo Alonso ancora in pista non tocca con nessuna ruota la zona verde di astrotour.
La macchina non ha alcun comportamento strano,ne osservo che volino pezzi della stessa;l’unica cosa che notai è che andava piú piano. Vettel gli era abbastanza vicino dietro, nella mia sequenza di foto sorpassa Alonso quando ancora sta strisciando contro il muretto: Vettel andava molto piú veloce di Alonso.

Nella stessa sequenza noto che né la prima né la seconda traccia di frenata sono di Alonso. Detto questo non sono un esperto: l’impatto non e`stato forte per me, sono un umile lavoratore e fotografo per hobby. Chiudo dicendo che la McLaren mi ha chiamato ai loro box insieme al loro capo degli ingegneri per mostrare loro le mie foto”.

Come avete letto, i fatti, semmai ce ne fosse bisogno, diventano ancor più oscuri, la testimonianza di Jordi Vidal Conejo è molto chiara soprattutto deve far riflettere un punto, quando dice che “né la prima né le seconda traccia di frenata sono di Alonso” e questo andrebbe a demolire tutta la prima parte del nostro discorso, perché è proprio da lì che siamo partiti, dalla versione ufficiale e da fotografie di Giornalisti accreditati, tra l’altro anche sky ha fatto delle riprese notturne proprio nel punto della frenata facendo ben vedere anche i segni sul muretto. Il fatto poi che il fotografo sia stato convocato dal capo degli Ingegneri McLaren il quale ha voluto visionare le fotografie è alquanto sospetto, dovrebbe bastare la telemetria per capire, o forse si voleva invece capire cosa avevano in mano i media? Ed infatti non ci sono sequenze filmate e neppure le foto di Jordi Vidal Conejo chiariscono l’accaduto perché non mostrano le impronte degli pneumatici a terra, rimane la sola sua parola, facilmente confutabile come spesso accade; non voglio neppure pensare a cosa potrebbe accadere se il tutto fosse stato causato da una perdita di elettricità con conseguente scossa elettrica al Pilota, bisognerebbe fermare tutto, i test, la prima gara in Australia e probabilmente riscrivere le regole, un atto che la F1 odierna non può permettersi visti i tanti interessi economici e l’altro fattore sarebbe la caduta di immagine della Scuderia nel suo insieme, qualcosa di altrettanto grave.

Noi abbiamo esposto una serie di fatti e le conclusioni a cui portano, poi ognuno è libero di farsi la propria idea, tante domande rimangono comunque senza risposta…

 

Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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