Sebastian Vettel conquista la pole position n. 50 in Messico superando Verstappen di soli 86 millesimi; un vero e proprio scatto d’orgoglio del pilota Tedesco e della Ferrari, dopo le tante critiche apparse soprattutto sui social, se ne sono dette tantissime sul 4 volte campione del mondo, alcune impietose ed anche offensive, in un giudizio quasi corale dei tifosi anti-Ferrari che lo hanno definito il 3° o 4° driver in una classifica dei più forti di questa stagione. Opinioni, e di questo si tratta, che vanno rispettate ma che non mi sento certo di condividere; Vettel è stato primo in classifica fino al GP di Monza devastato dai problemi meteo che hanno impedito di trovare il giusto assetto della Ferrari, da rimarcare che questa è una vettura nuova e il venerdì è importantissimo per capirne il comportamento; molto differente da quanto viene fatto in Mercedes con una macchina che è frutto di un affinamento nel tempo di un progetto partito nel 2014; sembra quasi ovvio che gli Anglo-Tedeschi conoscano ogni minimo dettaglio della monoposto mentre in Ferrari si deve faticare ed accumulare dati ad ogni GP. Ma quanto fatto ieri da Vettel, contro tutti e tutto, è da elogiare, ha messo in mostra un gran talento pur combattendo contro una ‘strana’ Red Bull, insomma il Tedesco ha messo tutti a tacere tirando fuori gli attributi e compiendo il giro perfetto nella pista Messicana. Vettel ha compiuto anche degli errori durante la stagione, forse troppa foga e una fragilità che non sembrava nel suo DNA, ma come ho scritto più volte, questo fa integralmente parte del comportamento di chi si trova a dover rincorrere in maniera esasperata, nella fretta si commettono errori come accaduto a tutta la squadra. Raikkonen dal canto suo non ha offerto, benché sia sempre un ottimo pilota, appoggio in tutte le gare ed ha sottratto pochissimi punti ai rivali, anche in Messico non ha trovato la quadra di una vettura che invece sembra straordinaria ottenendo il 5° tempo a circa 7 decimi dal compagno di squadra. La Ferrari può guardare con ottimismo al 2018, tuttavia ci sono da migliorare molti aspetti; l’organizzazione innanzitutto con Arrivabene che è sembrato molto turbato, in Ferrari hanno detto che il suo posto non è in discussione, tuttavia il linguaggio del corpo dice ben altro, chissà che non ci siano sorprese in inverno; e poi a Maranello bisogna anche pensare che farebbe molto comodo un altro pilota più in forma e più competitivo di Kimi; il prossimo anno ci sarà da lottare ancora più duramente perché forse saranno in tre a giocarsi il mondiale visti gli ‘strani’ progressi di Red Bull.

Marco Asfalto

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