Lewis Hamilton ha lanciato un messaggio chiaro alla Formula 1: il suo ritiro non arriverà finché il campionato non tornerà in Africa. Il pilota Ferrari, sette volte campione del mondo, è da anni uno dei principali sostenitori del progetto di riportare un Gran Premio nel continente africano, assente dal calendario dal 1993.
Hamilton e la promessa: niente ritiro senza un GP in Africa
Lewis Hamilton ha tracciato una linea chiara sul proprio futuro in Formula 1. Il sette volte campione del mondo ha infatti dichiarato che non prenderà in considerazione il ritiro finché il mondiale non tornerà a correre in Africa.
Alla vigilia del Gran Premio d’Australia, prima gara della stagione, il pilota Ferrari ha ribadito quanto questo tema sia importante per lui sia dal punto di vista sportivo che personale.
L’ultimo Gran Premio disputato nel continente africano risale al 1993, quando il campionato fece tappa in Sudafrica sul circuito di Kyalami. Da allora la Formula 1 non è più tornata in Africa, lasciando il continente privo di rappresentanza nel calendario.
Hamilton ha spiegato di lavorare dietro le quinte da diversi anni per cercare di favorire il ritorno di una gara africana.
Un impegno che dura da anni
Il pilota britannico ha raccontato di aver visitato numerosi paesi africani e di essere coinvolto da tempo in incontri con diversi stakeholder per promuovere l’idea di un Gran Premio.
Secondo Hamilton, la questione non riguarda solo la Formula 1 ma anche la rappresentanza globale del campionato.
«Sono stato in circa dieci paesi africani e ce ne sono ancora molti che voglio visitare. Da sei o sette anni sto lavorando dietro le quinte per cercare di portare un Gran Premio lì. Mi chiedo sempre: perché non siamo in Africa? C’è una gara in ogni altro continente».
Tra i luoghi che più lo hanno colpito durante i suoi viaggi, Hamilton ha citato Kenya, Rwanda e Sudafrica, ritenendoli potenziali candidati credibili per ospitare una gara del mondiale.
Rwanda e Sudafrica tra i candidati
Negli ultimi anni sono emerse diverse candidature per il ritorno della Formula 1 in Africa. In particolare Rwanda e Sudafrica sono considerati i progetti più concreti.
Il circuito di Kyalami, storico tracciato sudafricano, ha ottenuto nuovamente l’omologazione FIA di Grado 1 nel 2025, requisito fondamentale per ospitare una gara di Formula 1.
Hamilton ha sottolineato quanto sarebbe speciale per lui correre in Africa prima di concludere la propria carriera.
«Non voglio lasciare questo sport senza aver disputato un Gran Premio lì. Continuo a chiedere quando succederà, perché sento che potrei rimanere senza tempo. Per questo potrei restare ancora a lungo in Formula 1».
Il pilota Ferrari ha anche ricordato le proprie origini familiari, con radici in paesi come Togo e Benin, che rendono questo obiettivo ancora più significativo a livello personale.

Il messaggio politico di Hamilton
Durante il suo intervento, Hamilton ha affrontato anche temi geopolitici legati al continente africano, auspicando una maggiore unità tra i paesi della regione e un futuro di maggiore autonomia economica e politica.
Il pilota britannico ha sottolineato come l’Africa possieda enormi risorse naturali e un potenziale ancora inespresso, ribadendo il suo forte legame emotivo con il continente.
Secondo Hamilton, portare la Formula 1 in Africa rappresenterebbe anche un segnale importante per il motorsport globale, completando davvero la presenza del campionato in tutti i continenti del pianeta.
Analisi finale
Le parole di Lewis Hamilton evidenziano un tema sempre più discusso all’interno della Formula 1: la necessità di espandere il calendario in modo realmente globale. Il ritorno di un Gran Premio in Africa rappresenterebbe non solo un passo storico per il campionato, ma anche un’opportunità strategica per il futuro del motorsport. Per Hamilton, ormai nella fase finale della sua carriera, questo obiettivo è diventato una vera missione personale. Se il progetto dovesse concretizzarsi nei prossimi anni, il sette volte campione potrebbe decidere di prolungare la propria permanenza in Formula 1 proprio per vivere quell’appuntamento simbolico.
