Ferrari e Mercedes: quanto manca davvero? Silverstone riduce il gap, ma Antonelli resta il riferimento

Vito Defonseca
4 Min Read
Ferrari Silverstone Antonelli foto credits media Pirelli

Il Gran Premio di Silverstone ha restituito un’immagine diversa della Ferrari rispetto al difficile weekend dell’Austria. La SF-26 è tornata competitiva, Charles Leclerc ha conquistato una vittoria importante e Lewis Hamilton è salito sul podio, regalando alla Scuderia il primo doppio podio della stagione.

La domanda, però, è inevitabile: la Ferrari è davvero arrivata al livello della Mercedes oppure il divario resta ancora importante?

Leclerc tiene dietro Antonelli per quasi metà gara

Uno degli aspetti più interessanti emersi a Silverstone riguarda il primo stint di gara.

Dopo un eccellente scatto al via, Leclerc è riuscito a prendere la leadership mantenendo alle proprie spalle Kimi Antonelli per circa 28 giri con pneumatici Medium.

Non è stato un semplice “trenino”: il monegasco ha gestito il vantaggio senza mai concedere reali occasioni di attacco, dimostrando una Ferrari finalmente equilibrata e capace di lavorare bene sulle gomme.

È probabilmente il segnale più incoraggiante dell’intero weekend.

Mercedes resta ancora il punto di riferimento

Nonostante il successo Ferrari, è importante non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo.

Analizzando il passo gara emerge come la Mercedes continui ad avere qualcosa in più, soprattutto nella gestione del degrado.

Antonelli, infatti, nella seconda parte dello stint sembrava avere un ritmo superiore e stava progressivamente riducendo il distacco da Leclerc.

L’impressione è che, senza il problema tecnico che lo ha costretto al ritiro, la lotta per la vittoria sarebbe rimasta apertissima fino alle ultime fasi della corsa.

Questo non significa che Mercedes avrebbe sicuramente vinto, ma conferma come la W17 resti ancora la monoposto di riferimento del campionato.

La Ferrari, però, è molto più vicina

La differenza rispetto alle gare precedenti è evidente.

In Austria la Ferrari aveva mostrato limiti importanti dovuti a un assetto estremamente scarico e a una configurazione poco adatta al Red Bull Ring, fattori che avevano compromesso soprattutto il comportamento degli pneumatici in gara.

A Silverstone la situazione è cambiata completamente.

La SF-26 è tornata stabile nelle curve veloci, più costante sul passo e decisamente più efficace nella gestione delle gomme.

Non è ancora sufficiente per affermare che Ferrari abbia raggiunto Mercedes, ma il distacco osservato fino a poche settimane fa appare decisamente ridotto.

Russell mai realmente in gara

Un altro elemento interessante riguarda George Russell.

Il britannico non è mai riuscito a inserirsi nella lotta per la vittoria e, sia Leclerc sia Hamilton, hanno mostrato un passo complessivamente superiore.

Questo conferma come il vero parametro tecnico della Mercedes, almeno in questa fase della stagione, sia rappresentato da Antonelli, autore ancora una volta di una prestazione di altissimo livello prima del ritiro.

Spa sarà il vero banco di prova

La risposta definitiva arriverà però in Belgio.

Spa-Francorchamps rappresenta una pista completamente diversa da Silverstone: lunghi rettilinei, forte richiesta di efficienza aerodinamica e gestione della parte elettrica della Power Unit.

Sarà lì che capiremo se la crescita Ferrari vista a Silverstone rappresenta un vero cambio di passo oppure se il circuito inglese ha semplicemente esaltato le caratteristiche della SF-26.

Per ora una certezza esiste: la Ferrari non è ancora la monoposto di riferimento del Mondiale, ma è tornata abbastanza vicina da poter mettere pressione alla Mercedes. Ed è già una notizia importante dopo le difficoltà viste soltanto una settimana prima.

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