Archiviata la gara in terra malese mi ritrovo di nuovo a leggere i soliti commenti disfattisti di chi vorrebbe vedere una Ferrari già immediatamente al livello della Mercedes, eppure in passato nei miei precedenti articoli, avevo predicato cautela e pazienza, perché non si può azzerare il vantaggio che hanno gli anglo-tedeschi in breve tempo, in fin dei conti “loro” hanno avuto diversi vantaggi tangibili: hanno iniziato prima; avevano una galleria del vento già perfettamente in ordine e non ultimo hanno investito un grosso capitale nel progetto.

Ora con queste premesse era chiaro che dovessero essere necessariamente davanti alla Ferrari che. Tra l’altro, ha iniziato ad usare a pieno ritmo la galleria del vento di Maranello aggiornata (o meglio rifatta), solo dal mese di ottobre 2013, per cui è plausibile che determinati aggiornamenti ancora non siano pronti. Sono del parere, però, che gli elementi in possesso dei team abbiano quasi un limite fisico allo sviluppo, perché in fin dei conti la maggior parte dei parametri sono fissati per regolamento e non possono essere modificati, un esempio per tutti è il limite dei 100 kg/h dopo i 10500 giri, che di fatto vanno a limitare le effettive possibilità di sfruttare al massimo le potenzialità delle vetture, così mi aspetto che alcuni top team impieghino un pò più di tempo per giungere a livelli simili a quelli della Mercedes (e spero superiori per la Ferrari).

 

L’impressione personale è che a Maranello siano sulla strada giusta, ma in ritardo ragguardevole, addirittura più indietro della Red Bull, in ogni caso la gestione software è notevolmente migliorata e senza aggiornamenti sull’aerodinamica, rimangono piuttosto alti i margini di miglioramento complessivo, di fatto abbiamo visto la Ferrari che nella gara di esordio era a malapena a livello di Mclaren e Williams anche se con la nota diatriba sulla gestione del ers che sarebbe rimasto in modalità launch nei primi 10 giri, ma nonostante ciò sia stato ” fixato ” dopo il primo pit stop, la Ferrari non era certo al livello della Mercedes e della Williams, ora, invece sembra aver fatto un notevole passo in avanti, anche se io credo che in realtà sono gli altri che hanno progredito di meno rispetto alla Ferrari, forse cominciano a delinearsi i limiti dei motori Mercedes, almeno con i loro team clienti.

 

Ritornando alla Ferrari, senza approfondire troppo il discorso, occorre evidenziare che effettivamente ha ulteriormente migliorato in percorrenza curva, tanto che nel secondo settore  (quello più guidato) andava quasi quanto la Red Bull, ma ha probabilmente rinunciato ad un bel po’ di velocità di punta e lo si è visto chiaramente nel sorpasso di Alonso ad Hulkenberg, dove è vero che forse Alonso non ha rischiato più di tanto, ma essendo due secondi al giro più veloce, mi aspettavo che ne facesse un solo boccone, invece così non è stato.

 

Ritornando alle prestazioni in pista, prima di affrontare il discorso Red Bull, vorrei prendere in esame i giri migliori, perché anche in questo la Ferrari non ha certo demeritato, infatti la classifica è questa:

 

1) Hamilton    al giro 53 – 1:43.066 pit stop al giro 51 con gomme orange;

2) Rosberg      al giro 55 – 1:43.960 pit stop al giro 50 gap 0,894 con gomme orange;

3) Alonso        al giro 47 – 1:44.165 pit stop al giro 42 gap 1,099 con gomme white;

4) Vettel          al giro 51 – 1:44.289 pit stop al giro 49 gap 1,099 con gomme orange.

 

Quindi probabilmente anche stavolta il maggior quantitativo di benzina e le gomme più usurate compensano i divari dovuti alla differenza di mescola.

 

Veniamo ora al raffronto con la Red Bull, certamente non possiamo fare un confronto diretto con le prestazioni di Vettel, perché era con una diversa strategia ed in condizioni diverse di gara, in pratica non è mai stato in scia di chi lo precedeva e solo nei giri dal 35 al 37, si è avvicinato a Rosberg, ma subito ha dovuto desistere, secondo il mio parere, perché non aveva la velocità sufficiente per superare Rosberg e perché standogli troppo vicino avrebbe causato un precoce logorio delle coperture, un pò come sarebbe potuto succedere a Ricciardo, infatti c’è stato un momento in cui il team ha gli ha chiesto di mantenere un distacco da Vettel superiore ai due secondi al che Ricciardo ha pure ribadito che se succedeva qualcosa lì davanti lui voleva esserci, ma credo che la richiesta del team fosse diretta solo a preservare gli pneumatici.

 

Se non possiamo fare i raffronto diretto con Vettel possiamo farlo però con Ricciardo, che di fatto ha “marcato” stretto lo spagnolo “copiando” la sua strategia di gara e secondo il mio parere le prestazioni di Alonso non sono stato affatto inferiori a quelle di Ricciardo, ma solo influenzate da un maggior degrado delle coperture dovuto al fatto di essere stato in scia dell’australiano. Per aiutarmi in questo compito mi sono dilettato a compilare questo simpatico foglio di calcolo:

 

Alonso

Ricciardo

distacco a favore di Ricciardo

distacco a favore di Alonso

1

16.05,520

   

16.05,500

00.00,020

   

2

01.49,154

   

01.48,779

00.00,375

   

3

01.48,190

   

01.48,881

 

00.00,691

 

4

01.48,801

   

01.49,060

 

00.00,259

 

5

01.48,527

   

01.48,535

 

00.00,008

 

6

01.48,139

   

01.48,271

 

00.00,132

 

7

01.48,317

   

01.48,127

00.00,190

   

8

01.48,347

   

01.48,466

 

00.00,119

 

9

01.48,955

   

01.48,622

00.00,333

   

10

01.49,871

   

01.48,707

00.01,164

 

00.00,873

11

01.52,322

P  

01.48,835

00.03,487

   

12

02.06,093

  P

01.52,315

00.13,778

   

13

01.47,764

   

02.06,441

 

00.18,677

 

14

01.48,370

   

01.47,346

00.01,024

   

15

01.47,418

   

01.46,919

00.00,499

   

16

01.47,250

   

01.46,882

00.00,368

   

17

01.47,198

   

01.47,820

 

00.00,622

 

18

01.47,364

   

01.47,242

00.00,122

   

19

01.47,197

   

01.46,948

00.00,249

   

20

01.47,131

   

01.47,308

 

00.00,177

 

21

01.47,127

   

01.46,930

00.00,197

   

22

01.47,650

   

01.47,079

00.00,571

   

23

01.47,595

   

01.47,130

00.00,465

   

24

01.48,022

   

01.47,197

00.00,825

   

25

01.47,632

   

01.47,205

00.00,427

   

26

01.47,780

   

01.47,507

00.00,273

 

00.04,221

27

01.51,206

P  

01.47,497

00.03,709

   

28

02.05,534

  P

01.50,874

00.14,660

   

29

01.46,658

   

02.05,768

 

00.19,110

 

30

01.46,496

   

01.45,831

00.00,665

   

31

01.46,281

   

01.46,969

 

00.00,688

 

32

01.46,485

   

01.47,251

 

00.00,766

 

33

01.46,840

   

01.47,014

 

00.00,174

 

34

01.46,302

   

01.46,965

 

00.00,663

 

35

01.46,644

   

01.46,979

 

00.00,335

 

36

01.46,114

   

01.46,845

 

00.00,731

 

37

01.46,030

   

01.46,505

 

00.00,475

 

38

01.46,403

   

01.46,702

 

00.00,299

 

39

01.46,910

   

01.46,715

00.00,195

 

00.03,271

Credo che sia di semplice lettura, perché in giallo ho evidenziato, giro per giro tutti i tempi fatti registrare dai due piloti nel primo stint di gara con gomme soft, naturalmente non interessando solo le prestazioni in pista ho escluso i giri in cui i piloti sono rientrati in pit lane.

 

In questa prima parte di gara, con gomme white medium, è palese che Alonso è  stato praticamente sempre dietro Ricciardo, ma è sintomatico il fatto che abbia fatto registrare il suo peggior crono al giro 10 dove ha perso nei confronti del pilota australiano oltre 1 secondo, quindi Alonso non poteva più tirare avanti con quelle gomme ed è dovuto rientrare per il cambio.

 

Analoga situazione si è ripresentata per la seconda parte di gara evidenziata in verde dove per i primi 10 giri dello stint, Alonso è praticamente rimasto sempre in scia di Ricciardo, (il giro 14 è quello in cui ha lottato proprio con l’australiano all’uscita dei box ed è il solo dei primi giri in cui ha perso un secondo) ma dal giro 22 in poi i distacchi sono aumentati fino a perdere oltre 4 secondi nello stint e rimanendo ad un distacco complessivo di circa 5,4 secondi da Ricciardo.

 

Nell’ultimo stint evidenziato in azzurro Alonso ha montato le coperture più dure e si noterà che a parità di gomme, Alonso era nettamente più veloce di Ricciardo nella prima parte, ed in poche tornate si è portato vicinissimo all’australiano, tanto da costringerlo a rientrare ai box per primo nel fatidico 40° giro e stavolta Alonso che era rimasto in scia per minor tempo, è riuscito a percorrere due giri in più dell’australiano e nell’ultima colonna si è intravista l’inversione di tendenza con un guadagno sensibile di Alonso di 3,271 secondi.

 

Certo sarebbe stato interessante vedere come sarebbe finita la competizione fra i due nell’ultimo stint di gara, perché, per la prima volta Sky ci ha permesso di avere una proiezione dei consumi delle varie scuderie e, guarda caso, la Red Bull è al vertice della classifica:

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Questa è la situazione di Vettel e quella di Ricciardo era ancora peggiore, tanto che non mi stupirei affatto se il ritiro al giro 49 fosse stato causato da una previsione di consumo eccessivo tale da non poter comunque ultimare la gara, in fin dei conti per il consumo bisogna tener presente anche il tempo perso ai box per l’ “unsafe release” ed il cambio ala, oltre che il maggior consumo dovuto al giro effettuato con l’handicap e quello in cui avrebbe dovuto scontare la penalità., ma, giusto per alimentare una sana polemica, non è che il maggior consumo patito dalle Red Bull è correlato al flussometro???

 

Leonardo Fiorentino

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