Introduzione Ferrari F1 : Un Vecchio Amico Ritorna Sulla Rossa?
I test shakedown a porte chiuse (ma non troppo) di Barcellona hanno già acceso l’entusiasmo degli appassionati di Formula 1. Tra le tante indiscrezioni emerse, una in particolare ha catturato l’attenzione di molti addetti ai lavori: il possibile ritorno dell’S-Duct sulla Ferrari SF-26. Una soluzione aerodinamica che, come ricorderà chi segue la Rossa da tempo, ha avuto le sue stagioni di gloria e altre di oblio. Ma di cosa si tratta esattamente? E quale impatto potrebbe avere sulla nuova monoposto di Maranello?
Ne abbiamo parlato con il nostro ospite fisso, l’ingegner Riccardo Romanelli
L’S-Duct: Una Soluzione Aerodinamica Non Nuova, ma Sempre Efficace
“La soluzione dell’S-Duct,” spiega l’ingegner Romanelli, “non è ovviamente una novità. È una gestione di una quota parte di flussi di bassissima energia, sostanzialmente strato limite che va sul fianco della scocca.”
Ma perché è così importante intercettare questo flusso? L’obiettivo è impedirgli di disturbare l’aerodinamica cruciale sotto la vettura, in particolare nella zona delle pance e dell’estrattore. “Una delle tecniche è quella di catturare questa quota parte di flusso a bassa energia e scaricarla a valle, facendogli fare questo percorso, dal basso verso l’alto, con una sorta di andamento a S. Da qui il nome S-Duct.”

Parallelismi con l’Aeronautica: L’Arte di “Pulire” i Flussi
L’ingegnere traccia un interessante parallelo con il mondo dell’aeronautica: “Questa tecnica di separare lo strato limite si usa in ambito aeronautico da una vita. È una soluzione che serve quando vuoi minimizzare le prese d’aria che vanno ad alimentare i motori, evitando di buttare all’interno del tunnel di alimentazione una quota parte di strato limite che non ti dà nessun vantaggio.”
In pratica, si crea un canale parallelo per catturare questo flusso “sporco” e scaricarlo nella parte posteriore, senza che interferisca con le zone dove l’aerodinamica attiva è preponderante.

L’S-Duct sulla Ferrari F1 SF-26 : Un “Nice to Have” Piuttosto che un “Game Changer”
Per la Ferrari F1 , l’adozione (o il perfezionamento) dell’S-Duct potrebbe portare benefici tangibili. “È sicuramente un qualche cosa che aiuta a mantenere pulita una zona abbastanza critica del sottopancia per evitare che ci possano essere, in determinate condizioni di regime di velocità e numeri di Reynolds critici, delle separazioni non volute che causerebbero il ‘sporcare’ il flusso a valle,” afferma Romanelli. “È un artificio intelligente, funzionale, che integri nella parte di fluidodinamica interna per pulire questa zona.”
Tuttavia, è importante moderare le aspettative. Nonostante l’ottimizzazione e l’esperienza acquisita, l’ingegnere è cauto nel definirlo un elemento rivoluzionario: “Per quanto tu la possa ottimizzare, ricercare anche sulla base dell’esperienza di tutti questi anni, non è sicuramente uno di quegli elementi che può far fare alla vettura quel quid di differenza che sorprende tutti gli altri.”
In sintesi, l’S-Duct sulla SF-26 non è un “game changer” capace di ribaltare gli equilibri, ma piuttosto un “nice to have”: un’ottimizzazione raffinata che contribuisce a massimizzare l’efficienza aerodinamica complessiva, un tassello in più nel complesso puzzle della performance. Ferrari, ancora una volta, dimostra una ricerca costante del dettaglio per affinare l’architettura e il concetto della vettura.
Conclusione: La Caccia ai Dettagli Continua
Mentre i test proseguono, ogni singolo dettaglio aerodinamico viene passato al setaccio. L’S-Duct, seppur non rivoluzionario, è un esempio lampante di come la ricerca della perfezione in Formula 1 passi anche attraverso l’ottimizzazione di soluzioni consolidate. Staremo a vedere se questa scelta, unita ad altre innovazioni, permetterà alla Ferrari di fare quel passo avanti tanto atteso.
Non dimenticare di iscriverti al nostro canale Per restare aggiornato su notizie, analisi tecniche e approfondimenti sulla Formula 1, visita https://www.newsf1.it/ e iscriviti al nostro canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT
