Ferrari 2027, airbox ovale: il vantaggio nascosto e il rischio del baricentro

Vito Defonseca
11 Min Read
Ferrari 2027 airbox ricostruzione grafica Newsf1.it

La possibile modifica della presa d’aria superiore della Ferrari per il 2027 potrebbe nascondere una scelta progettuale più importante della semplice forma dell’airbox. L’ipotesi riguarda soprattutto il packaging dei radiatori, la gestione dei flussi aerodinamici attorno alle pance e il possibile compromesso con l’altezza del baricentro. Ma una soluzione più ovale non è necessariamente migliore di quella attuale.

Le indiscrezioni su un possibile cambiamento della forma dell’airbox Ferrari in vista del 2027 circolano già da tempo, ma la vera domanda non è se la presa d’aria diventerà triangolare oppure ovale. Il punto è capire quale obiettivo tecnico potrebbe nascondersi dietro questa scelta e quali compromessi comporterebbe.

Per andare oltre le immagini e le ipotesi circolate finora, abbiamo analizzato la questione con l’ingegner Riccardo Romanelli, professionista che lavora direttamente nel settore dell’ingegneria motorsport e che, nella puntata 171 di Race Tech, offre una spiegazione tecnica approfondita.

L’eventuale modifica non rappresenterebbe necessariamente una rivoluzione e non è detto che una soluzione sia migliore dell’altra in assoluto. Potrebbe trattarsi soprattutto di una scelta di packaging, legata alla disposizione dei radiatori e alla necessità di liberare spazio nella zona delle pance, con possibili vantaggi aerodinamici ma anche compromessi importanti, come l’eventuale innalzamento del baricentro.

È proprio questo il punto che vogliamo approfondire: non dare per certo un cambiamento ancora da confermare, ma capire perché Ferrari potrebbe valutare questa strada, quali vantaggi potrebbe ottenere e quali aspetti dovrebbe sacrificare.

Ferrari 2027, perché l’airbox potrebbe cambiare forma

Osservando la Ferrari SF-26, la presa d’aria collocata sopra la testa del pilota presenta una geometria triangolare, con una sezione relativamente compatta rispetto ad alcune soluzioni adottate dagli avversari.

Altri team hanno preferito forme più ovali, larghe oppure suddivise in più sezioni. Non esiste una geometria universalmente migliore: ogni configurazione risponde a una precisa organizzazione degli elementi interni e agli obiettivi aerodinamici del progetto.

Come ha spiegato Romanelli a Race Tech, l’airbox deve convivere con il roll hoop, la struttura di protezione sopra la testa del pilota, e con i passaggi necessari per alimentare i diversi sistemi della monoposto.

La progettazione deve quindi considerare contemporaneamente la resistenza strutturale, l’alimentazione del motore e le esigenze di raffreddamento.

Una forma più stretta e sviluppata verticalmente comporta compromessi differenti rispetto a una presa più larga e schiacciata. La scelta finale dipende dal modo in cui gli ingegneri riescono a integrare tutti questi elementi nel volume disponibile.

L’airbox non serve soltanto a dare aria al motore

Uno degli aspetti più interessanti dell’analisi tecnica riguarda proprio la funzione della presa d’aria.

Istintivamente si potrebbe pensare che un airbox più grande permetta semplicemente di far entrare più aria nel motore, aumentando la potenza disponibile. In realtà, sulle moderne power unit sovralimentate il rapporto tra dimensioni della presa e prestazioni è molto più complesso.

Come ha spiegato Romanelli, durante il movimento della vettura il flusso d’aria che raggiunge l’apertura può rallentare progressivamente in prossimità dell’ingresso. Questo fenomeno, noto come diffusione esterna, permette di recuperare parte della pressione dinamica e aumentare la pressione locale.

La pressione disponibile all’ingresso è uno degli elementi che concorrono alle condizioni di alimentazione del motore. Tuttavia, non basta aumentare le dimensioni dell’apertura per ottenere automaticamente un incremento significativo della potenza.

La portata necessaria, le perdite di pressione, la geometria dei condotti e l’organizzazione dei sistemi interni determinano il risultato effettivo.

L’airbox deve inoltre inserirsi nell’organizzazione termica della vettura. La zona superiore della monoposto può ospitare o alimentare passaggi destinati al raffreddamento, compreso quello dell’intercooler, che contribuisce a ridurre la temperatura dell’aria compressa dal turbocompressore.

Una modifica della geometria deve quindi essere valutata considerando l’intero sistema, non soltanto la quantità d’aria che entra dall’apertura.

red bull segreto tirante
red bull segreto tirante illustrazione credits newsf1.it

Il vero obiettivo potrebbe essere liberare spazio nelle pance

È qui che l’ipotesi di una nuova forma dell’airbox diventa particolarmente interessante.

La Ferrari attuale adotta una configurazione con radiatori laterali relativamente grandi. Una possibile revisione del progetto potrebbe prevedere due radiatori laterali più piccoli e un radiatore collocato nella zona centrale, in posizione più alta.

Si tratta di un’ipotesi tecnica, non di una configurazione confermata per la Ferrari 2027. Tuttavia, permette di comprendere quale logica progettuale potrebbe esserci dietro una modifica della parte superiore della monoposto.

Ridisegnare l’airbox e l’organizzazione dei sistemi di raffreddamento potrebbe consentire agli ingegneri di modificare il volume occupato dai componenti all’interno della carrozzeria. Riducendo l’ingombro dei radiatori laterali, si potrebbe liberare spazio nella zona delle pance e intervenire più liberamente sulle superfici esterne.

Il possibile vantaggio non sarebbe quindi necessariamente un raffreddamento più efficace. Potrebbe essere soprattutto la possibilità di organizzare diversamente i componenti interni per ottenere una carrozzeria più favorevole dal punto di vista aerodinamico.

La distinzione è importante: un airbox di forma diversa non dimostra, da solo, né una maggiore capacità di raffreddamento né un aumento della potenza del motore.

Per valutare un eventuale beneficio servirebbero informazioni sulla disposizione dei radiatori, sulle portate d’aria, sulle temperature di funzionamento e sul comportamento aerodinamico dell’intera vettura.

Il possibile collegamento con la filosofia Red Bull

L’idea di liberare spazio nella zona delle pance richiama, sul piano concettuale, alcune soluzioni aerodinamiche viste sulle monoposto Red Bull.

Una carrozzeria con maggiore libertà nella zona superiore e laterale può consentire ai tecnici di lavorare sulla forma delle fiancate e sulla gestione dei flussi diretti verso il retrotreno.

L’obiettivo è controllare meglio il percorso dell’aria lungo il corpo vettura, cercando di favorire il funzionamento del fondo e del diffusore e di migliorare l’efficienza complessiva.

Questo non significa che Ferrari voglia necessariamente copiare Red Bull. Le due squadre possono raggiungere obiettivi simili attraverso architetture differenti, perché il risultato dipende dall’interazione tra carrozzeria, raffreddamento, sospensioni e geometrie aerodinamiche.

Una modifica dell’airbox potrebbe quindi essere parte di un ripensamento più ampio del packaging della monoposto 2027, ma non è sufficiente per dedurre quale sarà l’intera filosofia aerodinamica della nuova Ferrari.

Il prezzo da pagare: un possibile baricentro più alto

Ogni scelta progettuale comporta compromessi. Se una nuova organizzazione dei radiatori prevedesse di collocare una massa significativa più in alto, uno degli aspetti da valutare sarebbe proprio l’innalzamento del baricentro.

Il baricentro è il punto in cui si può considerare concentrata la massa complessiva della vettura. La sua posizione influenza il comportamento dinamico della monoposto, soprattutto durante i trasferimenti di carico in frenata, accelerazione e percorrenza delle curve.

In linea generale, mantenere le masse più in basso può favorire il controllo dei trasferimenti di carico e contribuire a un comportamento dinamico più efficace.

Questo non significa, però, che qualsiasi componente collocato più in alto determini automaticamente una perdita di prestazione significativa. Bisogna considerare la massa effettiva dei componenti, la loro posizione, la distribuzione complessiva dei pesi e il modo in cui la vettura viene progettata nel suo insieme.

Una soluzione con radiatori centrali più alti potrebbe offrire vantaggi di packaging o aerodinamici, ma il beneficio dovrebbe essere confrontato con gli effetti sulla distribuzione delle masse e sul comportamento dinamico.

È proprio questo il tipo di compromesso che rende complessa la progettazione di una Formula 1: migliorare un’area senza penalizzare eccessivamente le altre.

Ferrari potrebbe anche scegliere una soluzione meno radicale

È importante considerare anche uno scenario alternativo.

L’indiscrezione sulla possibile forma ovale dell’airbox non implica necessariamente che Ferrari voglia modificare completamente l’architettura dei radiatori.

La squadra potrebbe valutare una presa d’aria leggermente più grande o con una geometria rivista, mantenendo sostanzialmente invariata la disposizione dei sistemi di raffreddamento.

In questo caso, il cambiamento sarebbe più circoscritto e non comporterebbe necessariamente l’introduzione di un radiatore centrale più alto.

Senza immagini attendibili della configurazione definitiva, informazioni ufficiali o dati tecnici verificabili, non è possibile stabilire quale scenario sia quello effettivamente considerato da Maranello.

Per questo motivo è prematuro affermare che la Ferrari 2027 adotterà certamente un airbox ovale oppure una nuova architettura di raffreddamento.

Airbox Ferrari 2027: non è una questione di forma, ma di compromessi

L’analisi affrontata con Riccardo Romanelli a Race Tech 171 permette di andare oltre il semplice confronto visivo tra una presa d’aria triangolare e una ovale.

La forma dell’airbox deve soddisfare contemporaneamente esigenze strutturali, termiche e aerodinamiche. Una modifica può offrire maggiore libertà nell’organizzazione dei componenti interni, ma non garantisce automaticamente un miglioramento del raffreddamento, della potenza o della prestazione complessiva.

L’ipotesi più interessante è che Ferrari possa utilizzare questa revisione per ripensare il packaging della monoposto, liberando spazio nelle pance e valutando una diversa gestione dei flussi. Se questo richiedesse di collocare parte dei sistemi più in alto, gli ingegneri dovrebbero anche valutarne le conseguenze sulla posizione del baricentro.

Non sappiamo ancora se questa sarà la strada scelta da Maranello. E proprio per questo è importante distinguere tra un’indiscrezione, una possibile spiegazione tecnica e una soluzione effettivamente confermata.

La vera domanda non è se l’airbox ovale sia migliore di quello triangolare, ma quale compromesso permetta alla Ferrari 2027 di ottenere il risultato complessivamente più efficace. La risposta dipenderà dall’intera architettura della monoposto, non dalla sola forma della presa d’aria.

Guarda la puntata numero 171 di Race Tech

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