Il recente precipitare delle condizioni di salute di Sergio Marchionne ha costretto il board Ferrari alla nomina di John Elkann e Louis Carey Camilleri rispettivamente a presidente e a.d.
E per i due le sfide da affrontare, sia in ambito sportivo che produzione, saranno fin da subito incalzanti e decisive per il futuro del Cavallino.

Sergio Marchionne ha indubbiamente fatto tanto per l’auto italiana, e anche in Ferrari il peso delle sue decisioni s’è fatto sentire, positivamente, fin da subito.
Ora che si trova in lotta per la vita l’azienda di Maranello ha dovuto a malincuore prendere drastiche e tempestive decisioni per garantire al Cavallino una “linea di successione” che possa dar seguito ai piani strategici delineati dall’ex presidente.
Vediamo quali saranno gli scenari, sia dal punto sportivo che della produzione di serie, con cui Elkann e Camilleri dovranno confrontarsi a breve e medio-lungo termine.

Gestione Sportiva: i nuovi regolamenti F1 2021 e le “lotte di potere” (con una finestra sul WEC)

La prima sfida per Ferrari, quella più imminente, riguarda l’ambito sportivo.
Tornata a lottare per i titoli iridati in F1, grazie alla nuova impostazione del lavoro in GeS voluta da Marchionne, Elkann e Camilleri dovranno difendere questo “status quo” in ottica 2021, quando verrà introdotto un nuovo regolamento tecnico.
Ogni team e Costruttore impegnato nella massima formula (Mercedes soprattutto, ma anche Renault e Honda) cerca di “tirare la giacchetta” a vertici e tecnici FIA per ottenere condizioni più vantaggiose dal nuovo regolamento.

E proprio qui Camilleri in particolare (provenienza dalla galassia Philip Morris, main sponsor Ferrari, come il team principal Arrivabene, e già presente nel CdA come Senior Non-Executive Director) dovrà far valere tutto il peso specifico del Cavallino Rampante in sede politica, per evitare che si ricreino situazioni analoghe a quelle del 2013-2014, dove Mercedes riuscì a influenzare a proprio vantaggio i regolamenti tecnici.

La recente caduta d’interesse del gruppo Volkswagen (con Porsche) per un ingresso in F1 dal 2021, con probabile decisione di mantenere l’attuale architettura delle Power Unit, potrebbe inoltre aprire un nuovo scenario.
Infatti, i fondi “liberati” dall’impiego nella progettazione ex novo di motori F1 differenti dagli attuali potrebbero riportare Ferrari ad un impegno abbastanza diretto nel Mondiale Endurance, che dal 2020 definirà un nuovo regolamento tecnico economicamente più accessibile (alla cui stesura Ferrari sta già prendendo parte).

Produzione/Automotive: il nuovo SUV e l’innovazione sull’ibrido

In ambito Produzione gli scenari paiono essere più delineati e in gran parte già definiti, come anticipato da Marchionne in una delle sue ultime uscite.

A Maranello sono già al lavoro sul SUV (e Marchionne dichiarò d’aver già valutato le proposte di stile per il modello novità assoluta nella gamma Ferrari), ed è notizia di pochi giorni fa il brevetto Ferrari per un propulsore dotato di e-turbo (turbo supportato elettricamente – NdA), sulla falsariga della MGU-H adottata nella massima formula (e che in questo momento sembra essere la chiave della superiorità motoristica ritrovata dai tecnici guidati da Mattia Binotto nei confronti degli avversari).
Un motore che prevede anche un sistema per migliorare, ai bassi carichi d’impiego, la resa sonora del propulsore.

Brevetto e-Turbo Ferrari

Un’unità a 4 cilindri (ma la tecnologia potrebbe essere applicata anche ai V8 e magari V12) che magari sarebbe il “cuore ideale” anche per quella Dino di cui tanto s’è parlato in questi ultimi anni, e che darebbe al Cavallino quel modello “entry level” di gamma che, insieme al SUV, alzerebbe i volumi di produzione (ma senza esagerare, la Ferrari deve mantenere il suo grado d’esclusività), come prospettato dallo stesso Marchionne un anno fa.

E così anche sull’ibrido il Cavallino non si farà trovare impreparato, sfruttando il background acquisito, oltre che in Formula 1, anche con LaFerrari di serie e la FXX-K (giunta alla seconda generazione).

Per sancire ancora una volta il legame diretto e strettissimo tra corse e serie intrinseco nel dna Ferrari, che contraddistingue l’unicità del Cavallino più amato e desiderato del panorama Automotive mondiale.

Tante e importanti, quindi, le sfide che il nuovo direttivo si troverà ad affrontare, per assicurare all’azienda quel futuro eredità della cultura del lavoro che Sergio Marchionne ha, con enorme capacità, donato fino all’ultimo ad un’azienda che amava e nel quale avrebbe concluso la sua illustre carriera automobilistica.

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)