Ferrari e l’ala “Macarena”: perché può funzionare in Cina

Vito Defonseca
7 Min Read
Ferrari F1 ala 2026 rotante

Dopo il Gran Premio d’Australia, in cui la Ferrari ha mostrato segnali incoraggianti ma ancora un leggero deficit di potenza rispetto a Mercedes, torna al centro dell’attenzione una delle soluzioni tecniche più discusse dei test invernali: la cosiddetta ala “Macarena”. Molti tifosi la considerano una soluzione potenzialmente miracolosa, ma la realtà tecnica è molto diversa. Si tratta infatti di una configurazione pensata per circuiti con rettilinei lunghi, come Shanghai, e non di una soluzione universale per tutta la stagione.

Ferrari e l’ala “Macarena”: da dove nasce la soluzione

Durante i test prestagionali Ferrari ha provato una particolare configurazione dell’ala posteriore che il team principal ha scherzosamente ribattezzato “Macarena”. Il soprannome, diventato rapidamente virale tra media e tifosi, ha contribuito ad alimentare un certo entusiasmo attorno alla soluzione.

In realtà si tratta di un dispositivo aerodinamico che sfrutta in modo molto intelligente i limiti imposti dal regolamento. La Federazione stabilisce infatti due configurazioni principali per l’ala posteriore: una ad alto carico aerodinamico (high downforce) e una a basso drag (low drag).

Il sistema Ferrari sfrutta la fase di transizione tra queste due configurazioni. Durante il passaggio da un assetto all’altro, alcuni elementi dell’ala possono temporaneamente uscire dal cosiddetto “box regolamentare” perché si trovano in una fase dinamica e non stazionaria.

È proprio in questa finestra regolamentare che Ferrari ha individuato un possibile vantaggio.

F1 2026 Test ala Ferrari SF 26
F1 2026 Test ala Ferrari SF 26

Il funzionamento: meno drag e più energia sul rettilineo

Dal punto di vista aerodinamico, il sistema Ferrari comporta un movimento molto particolare dei flap dell’ala. In una fase della transizione, il secondo e il terzo elemento arrivano a posizionarsi quasi a 90° rispetto al flusso d’aria.

Questo genera una trasformazione molto marcata del campo di moto attorno all’ala. In termini pratici, durante la fase di apertura si può ottenere una riduzione del drag più significativa rispetto alle soluzioni tradizionali adottate da altri team.

Il vantaggio principale non è solo la velocità di punta, ma soprattutto la gestione dell’energia.

Con meno resistenza aerodinamica nei tratti ad alta velocità:

  • diminuisce il consumo di energia elettrica
  • si riduce la dissipazione della potenza ibrida
  • la fase di clipping arriva più tardi rispetto agli avversari

Ed è proprio questo aspetto che oggi incide molto nei sorpassi.

Nel Gran Premio d’Australia si è visto chiaramente come chi riesce a mantenere più a lungo la piena erogazione di potenza sul rettilineo abbia un vantaggio decisivo in fase di attacco.

Perché non è un’ala “miracolosa”

L’idea che questa ala possa essere utilizzata in tutti i Gran Premi è però fuorviante.

Il motivo è legato agli effetti aerodinamici della transizione. Durante il movimento dei flap, Ferrari genera una perturbazione molto più forte del flusso rispetto alle soluzioni utilizzate da altri team, che si limitano a far ruotare gli elementi attorno al bordo d’ingresso o d’uscita.

Nel caso Ferrari il profilo cambia addirittura curvatura, creando un’inversione aerodinamica momentanea tra superficie dorsale e ventrale. Questo produce una forte non stazionarietà del flusso che richiede più tempo per stabilizzarsi quando l’ala torna nella configurazione ad alto carico.

In altre parole: quando il pilota chiude l’ala per affrontare la frenata, il flusso aerodinamico impiega più tempo a ristabilizzarsi.

Questo significa che:

  • l’ala deve essere richiusa prima rispetto alle soluzioni concorrenti
  • il vantaggio sul rettilineo si riduce se il rettilineo è troppo corto

Ecco perché il sistema diventa realmente efficace solo su piste con rettilinei molto lunghi.

GP CINA TRACCIATO E GOMME PIRELLI
GP CINA TRACCIATO E GOMME PIRELLI

Perché Shanghai è il circuito ideale

Il circuito di Shanghai rappresenta uno dei tracciati più adatti per una soluzione di questo tipo.

Il lungo rettilineo principale permette infatti di sfruttare appieno la fase di riduzione del drag e di massimizzare il vantaggio energetico prima della frenata.

In queste condizioni, il compromesso tra apertura e chiusura dell’ala diventa favorevole e il sistema può offrire un piccolo ma significativo guadagno prestazionale.

Questo spiega perché le voci su un possibile debutto proprio nel Gran Premio di Cina siano plausibili.

Non è un aggiornamento ritardato: Ferrari l’ha già testata

Un altro punto importante riguarda le tempistiche. Alcune indiscrezioni avevano parlato di un’introduzione prevista solo dopo quattro Gran Premi.

In realtà questa interpretazione sembra poco fondata. Ferrari ha già provato la soluzione nei test invernali, raccogliendo dati su:

  • delta di carico aerodinamico
  • variazione del drag
  • affidabilità del sistema di attuazione

Se il team riterrà i dati sufficientemente positivi, l’ala potrebbe essere utilizzata già nelle prossime gare più veloci del calendario.

Analisi finale

L’ala “Macarena” Ferrari non è una soluzione rivoluzionaria in senso assoluto, né tantomeno una componente capace di azzerare il gap con Mercedes.

Si tratta piuttosto di una soluzione estremamente specifica, pensata per sfruttare alcune condizioni di pista ben precise. Nei circuiti con rettilinei lunghi può offrire un piccolo vantaggio nella gestione dell’energia e nella fase finale del deployment della power unit.

In tracciati più lenti o con rettilinei brevi, invece, il bilancio tra benefici e svantaggi potrebbe non giustificare il suo utilizzo.

Proprio per questo motivo il Gran Premio di Cina potrebbe rappresentare il contesto ideale per vederla in azione.

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