Dopo il “deludente” quarto posto raccolto sul circuito dell’Albert Park, Sebastian Vettel arriva all’appuntamento del Bahrain con tanta voglia di riscatto.

Tra Sebastian Vettel e la pista di Sakhir sembra esserci un legame che sorride all’attuale pilota in forza alla Ferrari. Il palmares del pilota tedesco sul circuito del deserto del Bahrain parla chiaro : 4 vittorie, di cui 2 con la Red Bull nel 2012 e 2013 e due con la Ferrari (2017 e 2018). Oltre a ciò, il 31enne tetracampione detiene ben 3 pole position (2010,2012 e 2018).

Questi sono numeri che fanno sorridere Vettel, che dopo un quarto posto opaco e incolore nella gara inaugurale in Australia, vuole a tutti i costi riscattarsi e mostrare le reali potenzialità della Ferrari in questo 2019.

Da molti esperti, la pista di Sakhir rappresenta un banco di prova tra i più realistici per capire le potenzialità delle monoposto. Infatti si presenta come una pista completa, caratterizzata da due lunghi rettilinei per mettere alla prova la potenza della Power Unit , curve lente dove è necessaria una buona trazione meccanica e curvoni veloci dove fa la differenza avere un buon bilanciamento generale della vettura. Inoltre le condizioni ambientali estremamente calde, sono una banco di prova per le componenti del gruppo motore oltre che la presenza di brusche frenate ( curva 1) che mette alla frusta l’impianto frenante.

Pista di Sakhir / Foto di SuttonImage

Un circuito da “trazione e brusche frenate” quindi, terreno ideale per la Ferrari nel capire se i cambiamenti effettuati dopo la debacle australiana hanno dato i frutti sperati. Ferrari, che arriva nel deserto del Bahrain con due vittorie nelle ultime due edizioni: un plus per gli uomini in rosso per cercare di cancellare il brutto ricordo dell’Australia.

Oltre agli aspetti tecnici, il circuito di Sakhir presenta anche delle insolite condizioni che rendono insidioso trovare il giusto tempo sul giro : sabbia e vento. Lo stesso Sebastian Vettel, attraverso le righe del sito Ferrari, evidenzia questo aspetto.

Dal punto di vista del pilota, la pista del Bahrain a livello di difficoltà si può configurare come normale. Detto questo, non è sempre facile prendere il ritmo giusto nelle prove perché la pista è sporca di sabbia e spesso tira un forte vento“.

In molti casi ogni giro di pista è diverso dal precedente e questo può fare la differenza specie in qualifica: basta essere fuori dalla traiettoria ideale anche di pochi centimetri che le ruote iniziano a pattinare e si perdono irrimediabilmente dei decimi“ ha detto il 31enne di Heppenheim, colui che è riuscito a siglare per 2 volte pole e vittoria insieme (2012 e 2018) in Bahrain.

Vettel e Leclerc in cerca di riscatto dopo l’Australia

La presenza di sabbia e anche di poco grip in generale sull’asfalto del circuito arabo, sono insidie che non si trovano negli altri circuiti dei campionato. Ragion per cui, bisogna far attenzione  poiché ogni errore può costare molto caro in termini cronometrici sul giro.

Qui ogni errore si paga caro in termini di tempo: per la stessa ragione bisogna essere molto cauti nel portare i sorpassi, aspettando un piccolo errore del pilota davanti per provare a passargli davanti. I punti ideali per attaccare? Alla curva 1 e alla curva 14, dopo due lunghi rettilinei“ ha concluso il 4 volte campione tedesco

Giuly Bellani

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