Il pilota della Ferrari, dopo aver voltato pagina sul capitolo “Paul Ricard”, è concentrato dell’imminente Gp austriaco, lanciando qualche frecciatina ai rivali teutonici…

Per Sebastian Vettel e la Ferrari il capitolo Paul Ricard può dirsi chiuso. È tempo di concentrarsi sulla seconda delle tre gare consecutive, sul circuito di Spielberg. Tra Austria e Gran Bretagna ci sono 50 punti da giocarsi in due settimane e per chi deve recuperare 14 punti di svantaggio, come il tedesco su Hamilton, possono rappresentare un buon bottino di punti.

Ferrari che secondo i rumors dovrebbe portare un sostanzioso pacchetto di aggiornamenti aerodinamici per la prossima settimana a Silverstone.

Nell’ormai consueta conferenza stampa del giovedì, Sebastian Vettel ha parlato delle differenze prestazionali che hanno caratterizzato Ferrari, Mercedes e Red Bull in queste prime 8 gare, evidenziando come il team teutonico abbia degli “strani” alti e bassi tra un weekend e l’altro.

Abbiamo fatto tappa su circuiti molto diversi tra loro, ma per me è difficile capire perché in alcuni weekend la Mercedes è particolarmente competitiva, mentre in altri fanno più fatica. Nel caso della Red Bull è tutto più semplice: c’è una tipologia di tracciati che si sposa bene con la loro monoposto, ed altri in cui la performance non è da primissime posizioni”.

“Per quanto riguarda noi, ad inizio stagione abbiamo visto di essere molto competitivi su alcune piste, ed abbiamo identificato le aree in cui necessitavamo di migliorare. La Francia è stato un esempio: rispetto a Barcellona siamo andati molto meglio, e le condizioni erano simili come asfalto, temperature e layout del tracciato. Ma resta l’interrogativo legato alla competitività della Mercedes a cui non so dare risposta”.

Ritornando a parlare della gara conclusasi domenica con un quinto posto dopo il “patatrac” al via, Sebastian Vettel ammette di aver già messo alle spalle l’accaduto senza però non lanciare qualche stoccata ad un certo Max Verstappen…

“Ho perso dei punti perché senza l’incidente avrei potuto concludere la gara in una posizione migliore, ma quanto migliore non lo so. Durante la gara ho girato sempre con pneumatici differenti rispetto ai miei avversari diretti, ma penso che abbiamo confermato un buon passo, veloce e costante”.

“Credo che non sarebbe stato facile provare a battere le Mercedes, ma ormai è andata, e nella mia testa non penso più alla Francia. Su Max credo che sia un po’ come quel gioco in cui ci si mette in fila ed inizia il passaparola da una persona all’altra…e alla fine la parola iniziale è sempre travisata”.

Per questo gp è stata introdotta una terza zona DRS e vista la lunghezza ridotta del tracciato austriaco si può dire come la maggior parte del circuito sia occupato da zone dove si potrà azionare “l’ala mobile”. È stata chiesta l’opinione sulla questione e il pilota della Ferrari non ha nascosto il suo disappunto sottolineando come i sorpassi non debbano essere ttoppo scontati e artificiali.

“È una cosa che riguarda i rettilinei, quindi non credo che ci sia molto da fare. Ma sono un po’ sconcertato, perché come in tutti gli sport anche la Formula 1 alterna gare entusiasmanti ad altre più noiose, e sembra che le opinioni cambino di volta in volta”.

“Dopo un Gran Premio meno spettacolare sento spesso commenti negativi, ma non credo che aumentare le zone DRS sia una soluzione. Non fraintendermi: ci sono molte persone che probabilmente amano l’idea di un approccio alla Mario Kart, e mi ci metto anche io, che ho giocato a quel videogame quando ero adolescente. Ma poi penso che la Formula 1 non dovrebbe diventare troppo artificiale, il soprasso non deve essere una cosa scontata. C’è più tensione ed eccitazione se non si è certi che chi segue possa sopravanzare chi lo precede” ha concluso il 30enne tedesco.

Giuly Bellani

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