Il primo Gran Premio della stagione (poiché assente causa Covid nei primi due) per Sebastian Vettel, non poteva che finire peggio.

Il suo Gran Premio d’Australia è stato pieno di problematiche che il tedesco ha dovuto affrontare con difficoltà. Prime nelle FP3, poi la possibilità di effettuare un solo giro nel Q3 e poi l’incidente in gara la domenica che lo ha costretto al ritiro.

Non un bel momento per lui e il team.

Il tedesco dal 2008 ha sempre dato un nome da donna, alle sue monoposto, per evocarne il carattere. Questa usanza ha sempre rappresentato una tradizione importante, forse per scaramanzia, forse per gioco. La curiosità è che quest’anno l’AMR22 non ha ancora un nome.

Lo stesso Vettel ne ha spiegato il motivo alla fine del suo sfortunato GP di Melbourne.

L’AMR21 era la Bondgirl “Honey Rider” in onore alla tradizione che lega James Bond, l’agente 007, all’Aston Martin.

“Aspetterò quando saremo più veloci per darle un nome – ha detto a Melbourne – Questa volta ci vorrà un po’ più di tempo del solito”.

Ecco tutti i nomi delle sue auto:

2008 – Julie (Toro Rosso STR3)

2009 – Kate/Kate’s dirty sister (Red Bull RB5)

2010 – Luscius Liz/Randy Mand (Red Bull RB6)

2011 – Kinky Kile (Red Bull RB7)

2012 – Abbey (Red Bull RB8)

2013 – Hungry Heidi (Red Bull RB9)

2014 – Suzie (Red Bull RB10)

2015 – Eva (Ferrari SF15-T)

2016 – Margerita (Ferrari SF16 H)

2017 – Gina (Ferrari SF 70H)

2018 – Loria (Ferrari SF71 H)

2019 – Lina (Ferrari SF90)

2020 – Lucilla (Ferrari SF1000)

2021 – Honey Rider (Aston Martin AMR21)

2022 – ?

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