Daniel Ricciardo è senza alcun dubbio uno dei piloti più motivati in griglia. Al di là della sua simpatia contagiosa, l’australiano può contare su un talento cristallino come pochi.

Ricciardo , fino ad oggi il neo pilota McLaren non ha mai avuto una vera chance per giocarsi il mondiale, anche a causa delle vetture non sempre competitive che ha guidato. Ripercorriamo le tappe principali della sua carriera in Formula 1.

Daniel è arrivato in RedBull nel 2014, affiancando Vettel in una stagione parecchio difficile per il team austriaco. I campioni in carica hanno sofferto il passaggio ai motori ibridi, facendosi surclassare dall’arrembante Mercedes. In questa stagione Daniel ha ottenuto ben tre vittorie, classificandosi terzo in campionato e sopratutto battendo il compagno Vettel, che terminò quinto.

Nel 2015 le cose andarono decisamente peggio per il team austriaco, con una vettura troppo poco competitiva e una coppia Ricciardo-Kvyat che più di tanto non poteva farci. I due terminarono la stagione in settima ed ottava posizione, con il russo che raccolse quattro punti in più del compagno.

La RedBull risalì la china nel 2016, anno in cui Max Verstappen fu chiamato a sostituire Kvyat dal GP di Spagna, gara che vinse. Daniel in questa stagione vinse solo una gara, ma riuscì a collezionare ben 8 podi, che gli consentirono di eguagliare il suo miglior risultato finale in campionato: il terzo posto.

Ad essere decisivi per la carriera di Ricciardo sono stati sicuramente il 2017 e il 2018. Nel corso di questi due anni la RedBull ha deciso di puntare su Verstappen per il futuro, mettendo Daniel in secondo piano nonostante i risultati allora migliori del compagno.

La rottura arriva proprio a metà 2018. Tra guasti tecnici e favoritismi verso il compagno, Daniel riesce comunque a disputare una stagione di tutto rispetto, vincendo in Cina e a Monaco. Questi risultati fanno gola a parecchi Team, ma alla fine l’australiano ha scelto Renault.

I due anni passati con il team francese sono stati di luci ed ombre. Nel 2019 Ricciardo, affiancato da Nico Hulkenberg, ha concluso la stagione al nono posto. Ma c’è del potenziale. La stagione successiva, infatti, è più che positiva: arrivano ben due podi ed un quinto posto nel mondiale piloti.

Arriviamo dunque al punto di questo discorso: perché dopo una stagione del genere Ricciardo ha scelto comunque di cambiare aria passando in McLaren? Perché Daniel sa che questa Formula 1 cambia da un momento all’altro, e sa che il tempo per vincere è limitato. Daniel ha fame, e continuerà continuerà ad averne fino a quando non finirà sul gradino più alto. Non ci resta che aspettare e vedere cosa gli riserverà il futuro in McLaren.

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