Le prossime riunioni dei team con i dirigenti di Liberty Media saranno cruciali per il futuro della F1. In ballo ci sono i proventi del circus ma non solo questioni economiche, in qualche modo anche tecniche e di immagine. Tuttora grazie al patto della concordia viene distribuita ai team una quota del 68% dei ricavi della F1. Di questa enorme fetta una parte importante viene incassata dalla Ferrari, parliamo di circa 68 milioni di dollari; questa quota è denominata ‘bonus long standing’, in pratica la Rossa percepisce questa somma come riconoscimento della sua importanza in F1, è la squadra che ha partecipato a tutte le edizioni ed anche quella che ha vinto più titoli. Le altre quote vengono poi distribuite in base ad altri criteri, vittoria nel mondiale, piazzamenti finali etc. Attualmente le scuderie più ricche sotto questo punto di vista sono Ferrari e Mercedes; i Tedeschi hanno vinto ben 4 campionati e il team di Maranello confermandosi al 2° posto incasserà, in totale, qualcosa in più della Mercedes. Altri bonus vengono poi incassati sia da Mercedes che da Red Bull, McLaren e Williams a cui vengono riconosciuti dei meriti che potremmo definire ‘storici’. La fetta da dividere è vicina al miliardo di dollari tuttavia alle squadre minori arrivano solo le briciole; e questo è il vero nodo della questione; soprattutto da quando è rientrata ufficialmente la Renault; il costruttore Francese non vede di buon occhio come vengono distribuiti i proventi e benché sia anche un fornitore di Power Unit vorrebbe ci sia un maggiore equilibrio tra le squadre.

EQUILIBRIO questa è la parola che dobbiamo tenere a mente per capire le prossime mosse di Liberty Media; gli Americani, andando incontro alle esigenze dei piccoli team, vogliono anche perseguire una loro personale concezione della F1 che negli USA è qualcosa di normale ma che in Europa non è un’abitudine; a lottare per la vittoria finale di una competizione devono essere in molti; tutti dovrebbero avere la capacità di farlo; questo consente una maggiore visibilità del prodotto e quindi l’apporto di più sponsor; di fatto una crescita dell’intero business. La strategia è abbastanza chiara, fare leva su team come Force India, la stessa Renault, e chiunque sia scontento del trattamento attuale, per diminuire la quota da distribuire alle squadre di vertice; ma il vero obiettivo è il bonus della Ferrari giudicato da molti iniquo e non giustificato; di qui il collegamento con le norme tecniche proposte per il 2021 con la soppressione della MGU-H o con l’adozione di un apparato uguale per tutti ed altre componenti standard. La Ferrari, dopo aver investito somme enormi nella ricerca si trova così messa all’angolo non potendo disporre di un componente frutto della sua tecnologia e molto importante per la potenza e l’affidabilità delle PU, adottare componenti standard snatura anche l’immagine del Cavallino Rampante. Più volte ho ribadito un concetto, la Ferrari dovrebbe rinunciare a questo bonus, per un motivo molto semplice, grazie al denaro percepito viene sempre zittita al tavolo delle decisioni, una sorta di ricatto bello e buono; tuttavia Marchionne non vuole certo rinunciare ad una cifra del genere e quindi la Rossa si trova spesso a dover lottare in maniera impari in pista, paga di fatto una sorta di ‘peccato originale’ prende più denaro degli altri e non deve quindi alzare la testa. Mi riferisco soprattutto alle sospensioni che sono sotto l’occhio del ciclone da due anni, e solo una lettera nell’inverno 2016 (quella inviata da Simone Resta) ha impedito che alcuni team usufruissero di apparati illegali nel 2017; quando sembra che li abbiano messi in pista comunque nel 2016. La posizione Mercedes non è ancora ben chiara, anche i Tedeschi hanno speso una fortuna per i loro componenti, tuttavia non sono una squadra storica e la loro partecipazione in F1 non è detto che sia eterna; potrebbero nicchiare fino al 2021 e poi ritirarsi, soprattutto se entreranno altri competitors come la Porsche avvantaggiata dalle scelte di Liberty Media.

In una situazione del genere la FIA è silenziosa e sembra assente e questo è alquanto anomalo visto le imposizioni assurde che ha partorito negli ultimi anni, come l’adozione di 3 sole Power Unit per il 2018; i motoristi stanno spendendo cifre molto più alte per rimanere sugli stessi livelli di potenza ed affidabilità del 2017, di fatto per ogni propulsore che va in pista altri 50 vengono provati al banco e i costruttori dovrebbero venderli ai team clienti ad un prezzo minore. Un assurdo vortice da cui non si esce facilmente e a cui si è dato il via con le regole 2014, adottate per favorire Mercedes; negli ultimi anni sembra che i regolamenti vengano scritti in base a quale motorista o squadra entrerà in F1 e questi sono proprio i progetti per il 2021…

Marco Asfalto

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