Molte polemiche attorno alle regole F1 2026 soprattutto per la gestione dell’energia. I piloti chiedono un intervento della FIA, che è pronta a intervenire
Polemiche sulle regole 2026
Il regolamento F1 2026 non ha scaldato i cuori di addetti ai lavori e tifosi. Per tutto lo scorso anno, si sono susseguite voci (effettivamente troppo catastrofiche) che presentavano uno scenario da brividi per questa nuova stagione. I test hanno in parte smentito le previsioni, ma ci sono ancora aspetti che suscitano diverse perplessità.

Nel momento in cui Max Verstappen ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alle nuove regole della Formula 1, ha subito aggiunto: “Su questo circuito in Bahrain non è poi così male, ma quando andremo a Melbourne, lì sì che vedremo davvero quanto ci manca l’energia sui rettilinei”. Da allora, il pilota della Red Bull ha ricevuto il sostegno di altri membri del paddock.
Tra questi, Oliver Bearman e Oscar Piastri hanno previsto che la gestione dell’energia sarà notevolmente più difficile in Australia rispetto ai circuiti dove i team di F1 hanno testato finora le loro nuove vetture. “Melbourne è difficile perché semplicemente non è possibile recuperare tanta energia”, ha spiegato Bearman, intervistato da Autosport.
Il fattore sottostante è la mancanza di lunghe zone di frenata e curve a bassa velocità dove i piloti possono ricaricare la batteria durante la fase di frenata o applicando metà acceleratore. Il layout del Circuito Internazionale del Bahrain ha mascherato questo problema, ma il quadro potrebbe essere diverso nelle prossime settimane.
Mentre Piastri indica che dipende principalmente dal layout, il suo capo alla McLaren, Andrea Stella, chiarisce ulteriormente i dettagli. Secondo l’italiano, bisogna distinguere tra due diversi tipi di circuiti: quelli ricchi di recupero e quelli poveri di recupero. “In Bahrain è stato relativamente facile perché si passa abbastanza tempo a frenare, quindi praticamente si recupera tutta l’energia durante la frenata. Non è necessario fare nulla di speciale in termini di rilascio dell’acceleratore, ad esempio, per aumentare il tempo in cui si recupera energia dal propulsore. Ora andiamo in Australia, dove torniamo su un circuito che sarà un po’ più difficile”.

I piloti chiedono un intervento della FIA
Appare evidente quindi come la Formula 1 potrebbe andare incontro a un rischio enorme una volta che le vetture scenderanno in pista già dal venerdì. Lo scenario peggiore ipotizzato dai piloti è quello di dover alzare il piede già in qualifica per risparmiare energia, e sarebbe uno smacco enorme soprattutto per la FIA, che tanto ha insistito per questi regolamenti.
Proprio per questo motivo, Carlos Sainz ha esortato la FIA ad affrontare tale monitoraggio con “mente aperta”, poiché il pilota della Williams non esclude che possano essere necessarie modifiche al regolamento. Il campionato non è nemmeno iniziato, ma c’è il forte sospetto che queste regole non siano state ben capite e soprattutto accettate dai piloti in primis, e il segnale non è positivo.
Il direttore monoposto della FIA Nikolas Tombazis ha già indicato di essere aperto alla possibilità di modificare le regole. L’organo di governo non vuole apportare alcuna modifica prima della prima gara, poiché Tombazis ritiene che ciò creerebbe solo maggiore incertezza e anche perché vuole prima raccogliere ulteriori dati da una gara reale, comprese le battaglie in pista.
“Penso che abbiamo fatto, a mio avviso, il 90% del lavoro per arrivare a un punto ragionevole”, ha detto. Potrebbero esserci alcune modifiche man mano che impariamo a conoscere le auto, e siamo pienamente disponibili a farlo”.
Quali soluzioni può adottare la Federazione
La domanda successiva è, ovviamente, quali opzioni abbia effettivamente a disposizione la FIA. Tombazis ha riconosciuto che alcuni elementi relativi alla raccolta e all’utilizzo dell’energia potrebbero essere modificati, anche se non ha voluto entrare nei dettagli. A questo proposito, la FIA vuole aspettare anche le gare di apertura prima di presentare proposte concrete.
Due opzioni sembrano le più ovvie come soluzioni a breve termine. Per quanto riguarda l’utilizzo, la FIA potrebbe ridurre la potenza elettrica in gara a 250 kW invece che a 350 kW, il che abbasserebbe la potenza di picco ma significherebbe che i piloti sarebbero meno spesso “a corto di energia” alla fine dei rettilinei, come ha descritto Verstappen.
Per quanto riguarda il recupero, la maggior parte delle recenti discussioni dietro le quinte ruotano attorno al termine “super clipping”. È proprio l’idea che Stella ha condiviso nel caso in cui le prime gare si rivelassero problematiche. “Abbiamo testato la possibilità di aumentare il super clipping a 350 kilowatt. Temo che qui entriamo nei dettagli tecnici delle nuove regole, con cui sono sicuro che tutti dovremo familiarizzare un po’ e che dovremo aiutare i nostri fan a familiarizzare”, ha sorriso Stella.
A seguito delle discussioni in seno alla Commissione F1, questa soluzione è stata provata durante l’ultimo giorno di test in Bahrain. Alla McLaren non ha posto alcun problema, come ha indicato Stella, ma per la Honda, che già deve affrontare ulteriori sfide sul fronte del propulsore, un intervento di questo tipo potrebbe rivelarsi più problematico.

Di nuovo un flop da parte della FIA?
Senza voler fare troppa polemica, ma ancora una volta la FIA si è dimostrata totalmente inadeguata e impreparata a sostenere un cambio regolamentare così grande. Forse le parole di Ben Sulayem a inizio 2025 che spingevano per un ritorno ai V8 avevano un motivo, se questi sono i risultati.
In questo modo il regalo più grande rischia di riceverlo la Formula E, come già spiegato dal presidente della categoria full-electric: il DNA della Formula 1 non può essere stravolto in questo modo per rincorrere costruttori (Audi ma anche Honda) che altrimenti avrebbero abbandonato. Esistono molti modi per rendere questo sport più sostenibile dal punto di vista economico per le squadre, ma a rimetterci, come sempre, sono i tifosi.
