F1 NEWS GRAN PREMIO DEL BRASILE ANALISI ALONSO RAIKKONEN

Domenica scorsa abbiamo visto finalmente Kimi essere più efficiente e più a suo agio alla guida della F14T, cosa è accaduto esattamente? Un insieme di fattori più che un solo motivo. Partiamo dalla sospensione posteriore che Rory Byrne ha scoperto essere errata, sembra che quella provata il venerdì non fosse altro che più rigida e solo leggermente diversa geometricamente, questo ha consentito anche in gara di far pattinare meno le ruote e quindi ottenere una migliore efficienza in fase di accelerazione; poi c’è da considerare il lato umano, cioè un feeling che finalmente inizia ad arrivare dopo tanti guasti e problemi, soprattutto col brake-by-wire, è infatti noto che con queste vetture bisogna frenare in modo molto diverso rispetto allo scorso anno e trovare l’esatto bilanciamento della frenata, il giusto assetto, soprattutto con la pull rod anteriore e una ‘confidenza generale’ non è stato semplice per il Pilota Finlandese, ci sono volute 18 gare ma alla fine sembra si sia trovata la giusta soluzione (sempre molto ma molto tardi…). Raikkonen ci ha anche regalato un piccolo duello con Alonso, che aveva gomme molto più fresche, e questo porta entusiasmo e positività in squadra soprattutto in ottica 2015 tanto che Mattiacci in persona ha parlato di ‘gara fantastica’ , c’è da osservare che senza alcune defezioni (Ricciardo ritirato e Bottas con problemi) probabilmente staremmo qui a scrivere cose ben diverse però qualcosa di buono si è visto. Ricordo anche che Kimi è stato l’unico Pilota ad effettuare 2 soli pit stop e che probabilmente senza un errore ad un cambio gomme la storia poteva essere un poco diversa, andiamo a dare un’occhiata al solito grafico che ci può dare qualche indicazione in più, in questo caso abbiamo compilato i dati inserendo anche i tempi delle soste

GP_BRAZIL_race_analys

Si può notare come al pit stop del giro n. 35 Raikkonen abbia perso tanti secondi rispetto alla sosta di Alonso del 28° giro circa 4 secondi, ma questo è accaduto anche nel 1° pit, con almeno 2 secondi di differenza, questa volta dovuti ad altre variabili, parliamo del giro di uscita dai box durante il quale c’era molto traffico, è stato infatti il momento di tantissimi cambi, quasi tutti avvenuti tra la tornata n. 6 e la n. 9. Rimane comunque come valore indicativo quell’errore che avrebbe consentito, forse, al Pilota Finlandese di rimanere davanti allo Spagnolo fino al traguardo. Osservando il grafico, inoltre, ci si rende conto del buonissimo ritmo della vettura n. 7  che ha marcato quasi per tutto il GP tempi molto simili a quelli dell’altra Ferrari, guidata da Alonso e questo con una sosta in meno al box e quindi con gomme molto meno efficienti, da notare che a Interlagos ci sono stati parecchi problemi di blistering (Il blistering si origina nella parte più interna della gomma, quella sottoposta alle temperature più elevate e a maggior stress, Il fenomeno si verifica quando la gomma vicina alla carcassa si surriscalda creando delle bolle d’aria all’interno del pneumatico, che gradatamente possono attivare un inizio distacco della gomma in alcuni punti.) di cui hanno sofferto anche le Mercedes, dovuti probabilmente al fatto che la pista è stata dotata di nuovo asfalto più abrasivo e le temperature siano state più alte del previsto.

Insomma una gara finalmente in cui Kimi ha intravisto la ‘luce’ sulle orme della stagione 2013, quando faceva della costanza di rendimento e del talento a sfruttare le gomme le sue armi migliori…

Marco Asfalto 

Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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