Lewis Hamilton e Max Verstappen hanno fornito la propria versione sugli episodi che li hanno visti coinvolti nel GP d’Arabia Saudita.

Il primo GP d’Arabia Saudita nella storia della F1 sarà ricordato come una delle gare più caotiche e controverse nella storia del circus. Tra bandiere rosse, figuracce della Direzione Gara e una condotta contestabile da parte di alcuni piloti, a spuntarla è stato Lewis Hamilton, che avendo ottenuto anche il giro veloce ha raggiunto Max Verstappen, secondo al traguardo, in Classifica Piloti. I tanti episodi al limite occorsi tra i due continueranno tuttavia a far discutere: in due circostanze l’olandese ha commesso una scorrettezza per restare di fronte all’inglese, venendo penalizzato per aver tagliato Curva 2 ed aver ottenuto un vantaggio. E poi c’è il caso del tamponamento: i commissari hanno giudicato colpevole Verstappen di aver provocato la collisione frenando in maniera sconsiderata mentra lasciava passare Hamilton, ma i dieci secondi aggiunti al suo tempo di gara non hanno cambiato il risultato finale. L’inglese e l’olandese hanno comunque commentato tutti gli eventi più controversi nelle interviste post-gara, mostrando punti di vista ben diversi.

Queste le parole di Hamilton, citato da Autosport: “Per quanto mi riguarda devo soltanto cercare di rimanere calmo, ma oggi è stato molto difficile farlo. In ventotto anni di carriera ho corso contro moltissimi piloti e ne ho incontrati di ogni tipo dal punto di vista caratteriale. Ed alcuni di questi vanno oltre il limite: o secondo loro le regole non valgono, oppure si disinteressano delle regole. Io oggi volevo cercare di far parlare la pista, mantenendo la macchina sul tracciato e comportandomi nel modo giusto. Max è uno di quei piloti che va oltre il limite. Ho evitato il contatto con lui già moltissime volte, ma a me non dispiace farlo perché so che ci saranno altre opportunità, che oggi ho sfruttato”.

“Il tamponamento?” – prosegue il sette volte campione del mondo – “Non avevo ricevuto informazioni, quindi non capivo cosa stesse succedendo: di colpo ha iniziato a rallentare e a spostarsi. Mi sono chiesto se fosse una strana tattica, ma poi, proprio quando all’improvviso ha frenato molto decisamente, è iniziato ad arrivare il messaggio. Per poco non gli sono saltato addosso con la macchina, ma ho evitato che entrambi ci ritirassimo. A lui non importa se facciamo tutti e due uno zero, mentre per me bisogna arrivare al traguardo entrambi. Sarà interessante vedere cosa succederà. Personalmente, sono tranquillo in vista dell’ultima gara. Mi sembra di essere in un ring e sono pronto a combattere”.

Verstappen ha invece criticato duramente le scelte della Direzione Gara, nell’occhio del ciclone dopo la terribile gestione dell’evento di Gedda: “Fortunatamente gli appassionati [che lo hanno votato Driver of the Day, ndr] sanno bene come funzionano le corse, perché ciò che è successo oggi è incredibile. Io sto solo cercando di gareggiare, ma ormai in questo sport sono più importanti le penalità rispetto alla lotta. Per me questa non è F1, ma almeno i fan si sono divertiti. Ho dato tutto oggi, ma chiaramente non eravamo veloci abbastanza. Comunque sono contento del secondo posto. Quando ho saputo dei cinque secondi di penalità ho smesso di difendermi perché non sarei mai riuscito a guadagnare così tanto su Lewis. Non avevamo un ritmo eccezionale e le gomme medie non sono state la scelta migliore per arrivare fino alla fine, le hard avrebbero resistito meglio. Però è facile parlare col senno di poi”.

“Ci sono stati tanti episodi.” – ha concluso il numero 33 – “Penso che la penalità di cinque secondi non sia giusta, ma non voglio parlarne troppo perché non si meritano le mie parole. Almeno ho provato a dare tutto in pista. Per quanto riguarda il contatto con Lewis, io ho rallentato e mi sono spostato a destra per lasciarlo passare. Lui però non voleva superarmi e ci siamo toccati. Non capisco davvero cosa sia successo”.

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