Un secondo posto piloti e un altro nel costruttori è sicuramente un traguardo che mai la Ferrari del 2019 si sarebbe potuta aspettare. Considerando che quell’anno con Leclerc e Vettel, la scuderia di Maranello vinse a malapena 3 gare. Ma nel 2022 in tutto le gare vinte sono 4, quindi cosa cambia?

Cambiano le aspettative. Il 2019, soprattutto la vittoria a Monza, ha dato l’impressione di una macchina in evoluzione, ma mai veramente all’altezza.

Il 2020 l’anno delle discordie e dei record negativi, la peggior stagione mai disputata dalla Ferrari. Leclerc arrivò ottavo, Vettel tredicesimo, e addirittura sesti nella classifica Costruttori dietro Mercedes, Red Bull, McLaren, Racing Point e Renault.

Il 2021 è stato caratterizzato da un leggero miglioramento: Sainz quinto, Charles settimo e terzi nei costruttori. Leggero, perché ha protratto a 45 le gare senza vittoria. Un traguardo umiliante.

UN 2022, DUNQUE, INCORAGGIANTE

Dopo queste premesse, dire che il 2022 ha portato un secondo posto piloti e costruttori è sicuramente dire di aver fatto un grossissimo passo in avanti. Soprattutto se si considerano le 4 vittorie, 11 pole, 5 giri veloci, 20 podi, la F1-75 sempre in lotta e che dava quindi una speranza. Fino alla seconda metà del mondiale.

Questa Ferrari poteva fare meglio? Forse. Contro una Red Bull così, perfetta e senza sbavature, poco hanno potuto Charles Leclerc e Carlos Sainz contro l’ormai 2 volte Campione del Mondo Max Verstappen e il suo compagno Sergio Perez.

Eppure le due vittorie ad inizio stagione (Bahrain e Australia) hanno reso la Ferrari F1-75 l’auto da battere, visti anche gli evidenti problemi accusati sulla RB18. Ma gli errori di strategia al muretto box, qualche errore anche da parte dei piloti, una macchina forse non ancora abbastanza perfetta, hanno fatto sfumare il sogno mondiale dopo la sosta estiva, recuperata addirittura dalla Mercedes sul finale.

Poteva, quindi, andare meglio, gestire bene determinate situazioni, non farsi sopraffare dalla pressione. E’ ovvio che i Tifosi della Rossa avrebbero voluto che il mondiale tornasse a Maranello dopo troppo tempo, ma è vero anche che la Ferrari aveva giurato che sarebbe tornata a competere. E lo ha fatto. Le modalità attraverso le quali ha operato rimangono comunque molto discutibili.

2023: affidabilità, strategia e … fortuna

Un motore più affidabile per il 2023 è tra le priorità assolute. Per non parlare delle strategie. Troppo spesso confusionarie e senza senso. Il muretto box deve prendersi le sue responsabilità. Una buona guida arriva da una moltitudine di fattori, anche dalla fortuna. Ma la fortuna aiuta gli audaci, e forse l’essere audaci e coraggiosi può spingere questa Ferrari a non far illudere troppo alla prima vittoria in stagione che, si spera, possa arrivare presto,

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