Come ben sappiamo, la stagione di F1 2022 della Ferrari è stata contraddistinta da un andamento tutt’altro che positivo, con un inizio spumeggiante (fatto di due vittorie nelle prime tre gare) e un proseguo di stagione che definire fallimentare (viste le premesse) sarebbe fin troppo gentile.

Le 12 pole conquistate durante tutto l’arco della stagione non hanno fatto altro che aumentare i rimpianti e le recriminazioni di tifosi e addetti ai lavori per il mancato sfruttamento dell’ottima Ferrari F1-75. Sebbene la vettura più veloce dell’anno sia stata e rimanga la RB18 sfornata dagli uomini di Milton Keynes, la rossa non ha quasi mai dato l’impressione di essere nettamente inferiore in termini di velocità pura, né di essere una vettura tanto più lenta da terminare la stagione con un distacco di 200 punti in classifica.

La mancanza di una prima guida ben definita, la mancanza di affidabilità, le difficoltà nello sviluppo della monoposto, gli errori del muretto box e quelli dei piloti hanno fatto sì che una velocissima macchina come la F1-75 venisse surclassata dalla perfetta Red Bull, e addirittura quasi ripresa dalla bistrattata W13 di casa Mercedes.

“Ci sono stati alcuni fattori che ci hanno impedito di essere competitivi fino alla fine”, ha dichiarato al termine della stagione Mattia Binotto, ex team principal della Ferrari, giusto qualche momento prima di comunicare le sue dimissioni in maniera ufficiale.

“Il primo è stato che in termini di sviluppo la Red Bull aveva una chiara motivazione, ossia ridurre il peso generale della vettura, cosa che non era un problema per noi. Sapevano che cosa avrebbero dovuto fare per migliorare le prestazioni della loro vettura. Per noi sviluppare è stato più complicato perché è stato tutto incentrato sul ricercare uno sviluppo aerodinamico, cercando quindi di migliorare la macchina dal mero punto di vista concettuale e aerodinamico. Se guardiamo a ciò che abbiamo fatto durante l’anno, lo sviluppo non è stato certamente sufficiente. Ci siamo fermati molto presto, non solo per scelta nostra ma anche per motivi legati al budget cap. forse avremmo potuto fare uno sviluppo della macchina migliore e più adeguato rispetto a quello che abbiamo effettivamente fatto, ma questo è un qualcosa che dobbiamo rivedere tutti insieme. penso che il principale motivo per cui la Red Bull ha migliorato la vettura più di noi sia da attribuire al fatto che loro hanno avuto un percorso chiaro da seguire per migliorare le prestazioni della macchina, ovvero la riduzione del peso. E una volta fatto questo penso che sia stato più facile estrapolare prestazioni migliori dalla monoposto”.

Le parole di Binotto individuano dunque un chiaro fattore responsabile della debacle 2022 della Ferrari, quanto meno per quanto concerne la macchina. Certo è che liquidare un’intera stagione zeppa di clamorosi errori in pista attraverso queste dichiarazioni sarebbe quanto meno semplicistico e riduttivo. Quanto detto da Binotto, infatti, rappresenta perfettamente la sua visione miope del quadro Ferrari.

Abbiamo imparato bene durante il corso di questi anni come all’ex team principal della rossa piaccia particolarmente difendere a spada tratta i suoi uomini pur d’innanzi ad errori inspiegabili ed ingiustificabili, talvolta finendo addirittura per prendersi colpe non direttamente sue. E questo, probabilmente, è stato uno degli aspetti ad aver pesato non poco sulla scelta di sostituire lo stesso Binotto con Frederic Vasseur.

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