F1 La gara – non – gara che è andata in scena domenica scorsa sul tracciato di Spa ha fatto infuriare molte persone, lo stesso Lewis Hamilton ha criticato gli unici due giri effettuati dietro safety car secondo molti puramente per ragioni commerciali. Così facendo infatti la FIA si è smarcata dall’impossibilità di vedersi pagare i debiti. Gli organizzatori del circuito devono infatti ogni anno versare contributi di milioni di dollari a Liberty Media per l’organizzazione del round mondiale, ma se la gara domenicale non viene disputata l’obbligo che vige di pagare decade automaticamente. 

Bernie Ecclestone ha criticato duramente, come molti altri, il modo in cui si è deciso di portare avanti le decisioni nel piovoso fine settimana belga. 

Bernie Ecclestone & Fabiana Ecclestone

“È stato un disastro.  Non hai alcuna influenza sul tempo, ma su come lo affronti.  Sembrava che nessuno volesse assumersi la responsabilità e prendere decisioni.  E alla fine, tutti insieme, hanno sbagliato tutto.  Come puoi semplicemente lasciarli correre due giri dietro la safety car, poi finire la gara e poi essere lì come Stefano (Domenicali, CEO F1; ndr) e dire: ‘Non avevamo ragioni commerciali  per fare questo!’?”.  Lo contesto: Non è vero. Precisa Ecclestone Ci sono contratti.  Iniziando la gara e completando i loro due giri minimi per un risultato, il loro contratto è stato rispettato.  Quindi l’organizzatore è obbligato a pagare il titolare dei diritti”.

 Anche Ecclestone ha ammesso che avrebbe cercato di onorare i contratti e generare le entrate monetarie corrispondenti.  “Ma se così avessi fatto”, ha detto il britannico, “avrei fatto molti più giri dietro la safety car piuttosto che solo due.  Da un lato avrei sperato davvero in un miglioramento del tempo e in una pista che si asciuga.  E in secondo luogo, non avrei finito la gara come quando iniziata.  Ora tutti sanno che era solo per ragioni commerciali”.

Bernie però è favorevole al punteggio parziale assegnato

“Max Verstappen, George Russell e tutti gli altri hanno rischiato il culo in qualifica e hanno fatto un lavoro fantastico.  Quindi è giusto che sia apprezzato.  Forse ora, più di prima, dovremmo pensare anche a dare punti in qualifica”. 

Ma il caro e vecchio Bernie cosa avrebbe fatto se fosse stato ancora lui al vomendo?

  “La stessa di sempre”, dice senza scuse, citando tre esempi dei tempi in cui era ancora al timone della classe regina.  “Nel 1976 al Fuji abbiamo avuto la prima copertura televisiva mondiale.  Pioveva a dirotto, davvero spiacevole.  Tuttavia, volevo che iniziasse.  Ho detto a tutti: ‘Non vi sto costringendo a correre!  Se non volete, non fatelo.  Ma lascerò che la gara abbia inizio.  Niki Lauda è rientrato ai box dopo il primo giro e ha rinunciato.  Ho pensato che fosse coerente.  Gli altri invece sono andati avanti».

 La stessa cosa accadde ad Adelaide nel 1990: “Pioveva anche più che a Spa.  I piloti si sono lamentati, ma ho detto loro: “Non dovete guidare per forza, scegliete voi!” Abbiamo iniziato la gara e dopo 14 giri ci siamo resi conto: non aveva senso continuare, ma almeno ci abbiamo provato a dovere

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