Secondo quanto riferito, l’amministratore delegato Stefano Domenicali ha ricevuto un “cane morto” dalla PETA, come protesta contro la sponsorizzazione di “Iditarod”, una corsa di slitte trainate da cani che si tiene in Alaska, da parte di Liberty Media.

Ovviamente non si è trattato di un cane vero, per fortuna, ma un oggetto di scena coperto di sangue finto per dimostrare un punto, come menzionato dalla PETA sul loro sito web, pubblicando anche una foto di quella che hanno definito una “consegna speciale per il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali”.

PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) ha parlato della sponsorizzazione dell’Iditarod da parte di Liberty Media attraverso GCI, una consociata di Formula 1, che sponsorizza la gara per un importo di £ 180.000 all’anno.

La gara di slitte trainate da cani si svolge nella tundra ghiacciata dell’Alaska con l’organizzazione di attivisti animali che afferma di aver ucciso oltre 150 cani nel corso degli anni. Stefano Domenicali ha anche ricevuto una lettera dalla PETA che gli chiedeva di fare pressione su Liberty Media per annullare la loro sponsorizzazione dell’Iditarod.

E questo in seguito anche alla causa di ExxonMobil, Jack Daniel’s e Coca-Cola che hanno tutti annullato la loro sponsorizzazione della slitta trainata da cani dell’Alaska corsa.

La PETA ha dichiarato sul proprio sito web: “Cosa hanno in comune ExxonMobil, Jack Daniel’s e Coca-Cola? Dopo aver appreso della crudeltà dell’Iditarod e aver ascoltato i sostenitori delle entità PETA, hanno ritirato la loro sponsorizzazione e tagliato tutti i legami con la mortale razza canina”.

Neat Burger di Lewis Hamilton ottiene il premio Company of the Year

Il sette volte campione del mondo di F1 Lewis Hamilton ha annunciato nel 2017 di essere passato a una dieta vegana e nel 2019 ha lanciato “Neat Burger”, un hamburger a base vegetale a Londra. Nel dicembre 2021, la PETA ha annunciato di aver assegnato all’Hamilton’s Neat Burger il premio inaugurale di “Company of the year”, dopo aver assegnato a Hamilton stesso il premio “Persona dell’anno” nel 2018, descrivendo il britannico come un punto di svolta.

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