I primi test della F 1 2026 stanno alimentando più polemiche che certezze. Dal regolamento sui piloni dell’ala posteriore alle critiche su Ferrari e Binotto, fino alle valutazioni dei bookmaker, emerge un quadro complesso che merita una lettura tecnica e meno emotiva.
- Regolamento 2026: perché il doppio pilone non è una scelta libera
- Addio ai supporti a collo d’oca
- Ferrari, Binotto e il fraintendimento sul peso politico
- Test invernali e livree nere: uno spettacolo impoverito
- Polemiche secondarie e rischio di perdere credibilità
- Quote Mondiale: Ferrari davvero fuori dai giochi?
- Test bagnati: dati poco indicativi
- Il caso Williams e il nodo telaio
- Analisi finale
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Regolamento 2026: perché il doppio pilone non è una scelta libera
Uno dei temi più dibattuti riguarda il supporto dell’ala posteriore. Il regolamento F1 2026 non impone esplicitamente il doppio pilone, ma definisce volumi geometrici vincolanti che di fatto escludono la possibilità di un pilone centrale.
I volumi ammessi partono da 25 mm dal piano di simmetria e si estendono fino a 80 mm. Questo rende impossibile collocare un supporto sul piano centrale della vettura, costringendo i team a utilizzare due piloni laterali. Non è una scelta stilistica o filosofica, ma una conseguenza diretta delle superfici regolamentari.

Addio ai supporti a collo d’oca
Un altro effetto poco discusso del nuovo regolamento riguarda la scomparsa dei supporti “a collo d’oca”. I piloni devono essere completamente oscurati dall’ala e non visibili inferiormente nella zona interessata.
Questo vincolo elimina soluzioni che in passato permettevano maggiore libertà di gestione dei flussi, imponendo configurazioni più semplici e standardizzate.

Ferrari, Binotto e il fraintendimento sul peso politico
Le critiche rivolte a Ferrari e a Mattia Binotto continuano a emergere anche in questa fase di transizione regolamentare. Spesso, però, le argomentazioni risultano contraddittorie: da un lato si sostiene che Ferrari non avesse peso politico, dall’altro si afferma che la vettura fosse tecnicamente dominante in alcune fasi.
In Formula 1 le decisioni passano da maggioranze regolamentari, non da imposizioni individuali. Nemmeno un team come Ferrari può orientare unilateralmente le scelte FIA, soprattutto quando una soluzione risulta chiaramente vantaggiosa per una sola squadra.

Test invernali e livree nere: uno spettacolo impoverito
I test 2026 hanno evidenziato un problema sempre più evidente: l’uso massiccio di livree nere per mascherare le soluzioni aerodinamiche. In un campionato iper-regolamentato, questa scelta penalizza la leggibilità tecnica e visiva dello schieramento.
Test ufficiali dovrebbero essere trasparenti, trasmessi e riconoscibili, non un esercizio di mimetizzazione che riduce l’interesse del pubblico e degli appassionati.
Polemiche secondarie e rischio di perdere credibilità
Le critiche su elementi marginali, come le luci sugli specchietti in caso di pioggia, rischiano di indebolire le istanze più importanti dei tifosi. Si tratta di soluzioni di sicurezza, analoghe alla luce posteriore da pioggia introdotta anni fa e oggi unanimemente accettata.
Lamentarsi di tutto porta a un unico risultato: non essere ascoltati su nulla.
Quote Mondiale: Ferrari davvero fuori dai giochi?
Secondo i bookmaker, i favoriti al titolo sono Verstappen e Russell, mentre Ferrari viene relegata molto indietro, con quote elevate per Leclerc e Hamilton. Una valutazione che sorprende, considerando la scarsa rappresentatività dei test disputati quasi interamente sul bagnato.
Le condizioni viste finora permettono solo verifiche funzionali, non confronti prestazionali reali. Le gerarchie restano quindi largamente aperte.
Test bagnati: dati poco indicativi
La pioggia altera completamente il significato dei tempi sul giro. Le prestazioni aerodinamiche e di dinamica del veicolo passano in secondo piano, mentre emergono differenze legate soprattutto al pilota e alla sensibilità sul grip.
Non a caso, i migliori riferimenti cronometrici non sono arrivati da piloti considerati candidati al titolo.
Il caso Williams e il nodo telaio
L’assenza della Williams dai test non è un dettaglio trascurabile. Un telaio che non supera i test FIA non può essere “riparato” rapidamente: nel carbonio strutturale una mancata omologazione implica spesso settimane di riprogettazione.
Scendere in pista con un solo telaio comporta rischi elevatissimi, e alcuni team possono aver preferito rinviare piuttosto che compromettere l’intera preparazione.
Analisi finale
La Formula 1 2026 è ancora tutta da decifrare. I test bagnati, le polemiche regolamentari e le valutazioni dei bookmaker stanno creando un racconto distorto rispetto alla realtà tecnica. Ferrari compresa. Le vere risposte arriveranno solo con condizioni asciutte e programmi completi, quando il rumore lascerà spazio ai dati.
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