F1 2026 Newey rompe gli schemi: Aston Martin AMR26 nata contro il tempo

Vito Defonseca
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F1 2026 Aston AMR26 Alonso Test

Nei giorni scorsi abbiamo analizzato nel dettaglio le soluzioni tecniche emerse dai primi test F1 2026 , evidenziando come la Aston Martin AMR26 rappresenti, al momento, una delle interpretazioni più avanzate e coerenti del regolamento 2026 dal punto di vista aerodinamico. Una monoposto che, pur con un chilometraggio estremamente limitato, ha catalizzato l’attenzione del paddock per scelte progettuali che sembrano spingersi al limite delle superfici consentite.

La AMR26 non nasce però dal nulla. Alcuni elementi chiave richiamano concetti già visti in precedenti progetti firmati Adrian Newey, riadattati e reinterpretati alla luce delle nuove regole.

Il muso largo con il “gozzo” centrale, ad esempio, rievoca soluzioni già introdotte sulle Red Bull di alcune stagioni fa (2009 2010) , così come l’architettura della sospensione posteriore con attacchi posizionati molto in alto, una filosofia che aveva trovato una delle sue massime espressioni sulla Red Bull del 2021.

In questo contesto, la Aston Martin 2026 appare come una sintesi evolutiva del metodo Newey: non una semplice rottura con il passato, ma un’evoluzione ragionata di concetti già sperimentati con successo, ora integrati in un progetto nato sotto forti vincoli temporali e regolamentari. Proprio su questa monoposto così particolare, Adrian Newey ha deciso di intervenire pubblicamente, spiegando la filosofia e le scelte che hanno guidato lo sviluppo della AMR26.

Guarda la nostra analisi video

F1 2026 Aston Ferrari
F1 2026 Aston Ferrari

Un progetto che ha sorpreso il paddock

La Aston Martin AMR26 è stata una delle vetture più osservate dei test privati di Barcellona, pur avendo completato appena 65 giri. Comparsa solo nell’ultima ora della quarta giornata, la monoposto ha immediatamente attirato l’attenzione per una filosofia progettuale percepita come radicale rispetto alla concorrenza.
( Fonte intervista Racignnews365.com)

Secondo diverse analisi tecniche, la AMR26 rappresenta una rottura netta con i concetti adottati dagli altri team, suggerendo un’interpretazione dei regolamenti 2026 tutt’altro che conservativa.


f1 2026 Newey aston martin
f1 2026 Newey aston martin

Newey e il packaging più estremo mai visto in Aston Martin

Adrian Newey, entrato in Aston Martin come managing technical partner prima di assumere il ruolo di team principal, ha confermato che la AMR26 è la monoposto più compatta mai realizzata dal team.

Il progetto si basa su un packaging estremamente estremo , frutto di una collaborazione molto stretta tra aerodinamici e progettisti meccanici. Una scelta che ha complicato il lavoro sulle strutture e sugli organi interni, ma che è stata accettata come necessaria per ottenere le forme aerodinamiche desiderate.


Aggressiva o semplicemente coerente?

Newey ha evitato di definire la AMR26 come un’interpretazione “aggressiva” dei nuovi regolamenti, sottolineando come il suo approccio non sia mai stato guidato dalla volontà di estremizzare, ma dalla ricerca della direzione ritenuta corretta.

La vettura presenta soluzioni inedite in più aree, ma secondo il progettista inglese questo è semplicemente il risultato di scelte coerenti con la filosofia complessiva del progetto, non di una volontà di forzare il regolamento.


Un approccio olistico alla progettazione

La AMR26 nasce da un concetto globale che parte dal posizionamento delle masse lungo il passo e arriva fino alla gestione dei flussi aerodinamici generati da sospensioni, ali e carrozzeria.

F1 2026 Aston Martin
F1 2026 Aston Martin

Sospensione anteriore e posteriore, ala anteriore, muso, pance laterali e zona posteriore sono stati sviluppati come elementi interconnessi, con l’obiettivo di controllare il campo di flusso complessivo piuttosto che ottimizzare singole componenti in modo isolato.


Il ritardo iniziale e lo sviluppo contro il tempo

Uno degli aspetti più critici del progetto AMR26 è stato il ritardo con cui Aston Martin ha potuto avviare lo sviluppo aerodinamico. Newey ha iniziato a lavorare sulla vettura circa due mesi dopo la pubblicazione del regolamento 2026.

Il primo modello da galleria del vento è arrivato solo a metà aprile, quando molti team avevano già accumulato mesi di test aerodinamici. Questo ha imposto un ciclo di ricerca e progettazione estremamente compresso, con la vettura assemblata praticamente all’ultimo momento.


Una monoposto ancora da decifrare

Il debutto tardivo a Barcellona non consente valutazioni prestazionali attendibili. La AMR26 rappresenta una scommessa tecnica che potrà essere giudicata solo con programmi di sviluppo completi e condizioni di pista rappresentative.

Resta aperta anche la possibilità che altri team convergano su soluzioni simili, elemento che emergerà solo con la presentazione ufficiale delle vetture e i test collettivi.


Conclusione

La Aston Martin AMR26 è il primo vero manifesto tecnico di Adrian Newey a Silverstone. Un progetto nato in ritardo, sviluppato in modo estremamente compatto e basato su un approccio olistico che privilegia l’architettura globale della vettura. Più che aggressiva, la AMR26 appare come una scelta di rottura consapevole, il cui potenziale reale emergerà solo nel corso della stagione 2026.

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