Mentre la F1 2026 si prepara al debutto a Barcellona, i team combattono con l’obiettivo di rientrare nel peso minimo imposto dalla FIA.
Tra circa dieci giorni si aprirà il sipario sulla nuova stagione di Formula 1. Le attese sono tutte rivolte verso la nuova generazione di vetture che farà il suo esordio sul Circuito di Barcellona per i test a porte chiuse che si svolgeranno dal 26 al 30 gennaio.
Si è discusso a lungo di quanto saranno cruciali le nuove power unit, con la componente elettrica che è diventata molto più importante rispetto agli anni passati e in generale all’era ibrida.
Si è tenuto meno in considerazione il discorso relativo al peso delle vetture, uno dei problemi atavici di questi ultimi anni, che ha impedito molto spesso di vedere duelli entusiasmanti in pista.

Il peso minimo: un tema cruciale
Il peso minimo delle vetture per la nuova era delle regole della F1 è stato fissato a 768 kg, 32 kg in meno rispetto al limite di 800 kg del 2025. Ciò nonostante l’aumento del peso delle batterie per consentire una ripartizione quasi equa tra la potenza della combustione interna e l’energia derivata dal sistema MGU-K ampliato.
La FIA è intenzionata a ridurre ulteriormente il peso delle vetture, dopo che negli ultimi due decenni è aumentato di oltre 200 kg. Tuttavia, quando è stata annunciata per la prima volta questa drastica riduzione di peso, i team sono rimasti perplessi, preparandosi ad affrontare un altro importante campo di battaglia per il 2026.
Molti addetti ai lavori ritengono troppo ambizioso il limite stabilito dalla Federazione: “Sarebbe utile sapere a che punto sono gli altri, ma penso che la maggior parte sarà in sovrappeso”, ha dichiarato James Vowles, team principal della Williams, ad Autosport ad Abu Dhabi.
“Questi sono i semplici fatti alla base della questione. È un obiettivo molto aggressivo, ma gestibile. È un numero che ritengo ragionevole tra cinque o dieci mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento, quindi sono tranquillo”.

Vetture F1 2026 troppo pesanti?
Il tema del peso minimo, e più in generale delle dimensioni delle vetture è stato un leitmotiv in questi ultimi anni. Chiaramente le monoposto dell’ultima generazione (soprattutto 2022-2025) si allontanavano sempre di più dal DNA della Formula 1.
Con queste vetture sempre più grandi, molti circuiti hanno dimostrato di essere anacronistici: Monaco su tutti, ma anche Suzuka ha suscitato molte critiche per il poco spettacolo offerto la passata stagione.
Ma il problema principale riguarda la grandezza delle monoposto, non certo i circuiti che fanno parte della storia di questo sport e sono in calendario da 60/70 anni.
La soluzione più semplice è sempre quella di eliminare i circuiti storici per andare a correre in parcheggi in giro per il mondo, ma a volte basterebbe ricordare quanto delle vetture più strette e corte favorirerebbero lo spettacolo in pista.
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