Nel terzo appuntamento del mondiale, la Scuderia Ferrari propone sulla SF70-H le soluzioni aerodinamiche mostrate durante le sessioni di prove libere del gran premio della Cina. Ma sopraggiungono le prime critiche relative alla legalità o meno…

Le prestazioni portate in campo dalla monoposto del Cavallino non si sono fatte attendere, dopo che nei test invernali il progetto diretto quest’anno da un team di tecnici tricolore ha colmato le lacune delle vetture passate. La monoposto si è adattata bene sia in circuiti caratterizzati da alte temperature, sia in quelli più freddi, senza fare distinzioni di mescola.

Tant’è che ora la SF70-H è stata marchiata dalla concorrenza come una vettura da tenere d’occhio: dopo il gran premio della Cina molti team si sono lamentati delle presunte flessioni alle quali i profili delle ali ed il fondo piatto sarebbero sottoposti, permettendo di ottenere alle alte velocità una riduzione della resistenza all’avanzamento. Espediente severamente vietato dal regolamento, ma che dopo le verifiche FIA del giovedì i commissari non hanno riscontrato.

Le volontà del presidente Marchionne quest’anno si materializzano sul disegno di una monoposto estremo soprattutto per quanto concerne l’aerodinamica, curata sin nei minimi dettagli e in controtendenza alle passate stagioni. Particolari che, anche qui in Bahrain, non sono passati inosservati.

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Photo Via AMus

Ecco il fondo evoluto

Nella giornata di ieri è stato possibile osservare da vicino il nuovo fondo, già portato in pista domenica scorsa da entrambi i piloti.

Si tratta di evoluzione del precedente profilo, da cui si discosta per la presenza di un’ampia e visibile superficie in rilievo realizzata in carbonio. Lo scopo dell’elemento ha carattere probabilmente strutturale, dove un maggiore spessore di carbonio risulta utile a garantire minori flessioni, ma potrebbe racchiudere in se qualcos’altro. E’ nota infatti l’attenzione che la Scuderia ha posto su tale area, sin dai test invernali svoltisi sul circuito di Barcellona: inizialmente è sorto ciò che appariva essere come un condotto idraulico immerso nella fibra di carbonio del fondo, sul quale venivano riscontrate le temperature per mezzo di sottili sensori a strisce. Innovazione in seguito accantonata per prediligere la configurazione di fondo piatto installata sin dall’esordio nei test. Infine il fondo con la superficie semicurva. Sulla membrana rimangono tutt’ora visibili i sensori a forma ovale con cui si monitorano le temperature dello pneumatico. Variato anche l’angolo di taglio del soffiaggio presente sul fondo, dietro al deviatore di flusso: sembrerebbe che l’attacco dell’elemento in carbonio sia stato rinforzato per evitare una flessione troppo accentuata.

Photo via AMus

Il doppio pilone fa discutere

Un altro elemento al centro dell’attenzione è l’ala posteriore: la SF70-H è l’unica monoposto sulla griglia che sorregge la struttura dell’ala per mezzo di un doppio pilone ancorato alla vettura, posizionato tra lo scarico centrale e i due tubi del wastegate. Qui uno scudo termico realizzato probabilmente in Zircoflex od oro a 24 KT garantisce la protezione necessaria dall’elevato calore del terminale. Un disegno ricercato che pone le proprie basi nelle vetture del Gran Turismo. Questa controtendenza che si scontra con la filosofia di riduzione del peso in una vettura da competizione ha scaturito polemiche, soprattutto perché ogni pilone aggiuntivo risulta essere una superficie incidente i flussi aerodinamici che investono il posteriore, generando possibili disturbi. Oltre a ciò l’ipotesi che i piloni possano curvarsi alle alte velocità, assecondando il movimento dell’ala che risulterebbe meno incidente; tesi contraddetta dalle prove sostenute dai delegati FIA il giovedì’.

Photo via Fabrega

Aggiunti gli slot al lato cockpit

Le temperature registrate in questi giorni sul circuito di Sakhir hanno suggerito ai tecnici di installare una serie di slot sulla sommità delle masse radianti, al fine di accelerare l’evacuazione dell’aria calda generata dal raffreddamento della power unit. Il flusso d’aria che attraversa le innovative pance si divide lungo i due canali diretti uno ai radiatori, l’altro agli scambiatori delle componenti elettroniche.

Photo Fabrega

L’ala anteriore è da alto carico

Gli interventi sul pacchetto aerodinamico della Rossa hanno coinvolto anche l’ala anteriore, dove è stata aggiunta una soffiatura sul main plane, rispetto alla singola presente in quella utilizzata in Cina. Dalle immagini si può notare come il ricciolo posto prima della deriva verticale sia più evidente rispetto alla precedente versione. L’insieme di operazioni apportate all’ala saranno utili a conferire alla monoposto un maggior carico aerodinamico all’anteriore, in un circuito misto come quello di Sakhir.

E’ apparso il doppio monkey seat

Nel corso della prima sessione di prove libere, sulla monoposto di Raikkonen ferma dopo le noie causate da un surriscaldamento del corpo turbina, è comparsa una diversa soluzione per il monkey seat. Si tratta di una proposta inedita, nella quale oltre al corpo principale formato dai due usuali profili è stato posizionato un ulteriore elemento caratterizzato a sua volta da altre due alette. Una scelta dettata dalla volontà di aumentare l’effetto di deportanza al posteriore, anche se  sin’ora limitata  al solo utilizzo in prova.

Photo AMus

I dischi freni hanno i fori a V

Ritornano sulla SF70-H i dischi freno Brembo caratterizzati dalla disposizione a V dei fori, necessari al raffreddamento del materiale carbon ceramico: il disegno prevede righe di sei fori inclinati a vertice, con un totale di 1600 per componente. Si tratta di una schema introdotta solo quest’anno, dato che l’aumento delle dimensioni degli pneumatici ha indotto a passare da uno spessore di 28mm ad uno di 32mm, ottenendo un 25% in più di coppia frenante utile a raggiungere decelerazione dell’ordine dei 6G.

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