Renault presenta la sua vettura, ennesimo passo nel suo cammino a lungo termine, che oramai convince sempre meno addetti ai lavori.

La vettura 2018 non colpisce per soluzioni tecniche innovative, andiamo ad analizzarla. Sopra il profilo standard della parte centrale dell’ala, troviamo un muso “classico” con i piloncini ed il nasetto imposto dal regolamento. Scorrendo sulla parte alta e gialla della vettura, troviamo l’S-Duct e gli attacchi delle telecamere ridottissimi per evitare la separazione dei flussi.

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edit @scarbstech via Twitter

Gli snodi dei braccetti sospensione, invece di essere carenati sono nudi e di sezione ridottissima. Nella parte inferiore del telaio troviamo un inusuale elemento aerodinamico che dalla vista laterale sembra una vera e propria banana, che segue due Batwing. Immediatamente dopo troviamo due deviatori di flusso molto semplici, che si ricongiungono con la parte anteriore a coltello del fondo. Qui troviamo poi un candelabro con diversi soffiaggi.

Elemento inusuale, la parte laterale del fondo che richiama molto quello delle vetture LMP, con il compito di convogliare molta aria sotto la vettura. Le pance con imbocchi molto alti sono inusitatamente semplici e lineari. L’air intake è invece molto allargato, con dei lobi interni che svolgono sia la funzione di separazione dei flussi ai vari elementi del motore che da rollbar strutturale.

Anche le pance sono abbastanza classiche molto smagrite rispetto all’anno passato, con un accenno di pinna sul cofano motore come tutte le altre vetture 2018 viste sinora.


Al posteriore non troviamo T-wing e l’ala è retta da un monopilone molto inclinato . Le derive dell’ala sono molto complesse, con un soffiaggio anteriore che corre lungo quasi tutta la bandella. Secondo le nostre analisi il passo vettura è stato allungato leggermente. finora ci troviamo davanti alla vettura più “noiosa”. Poche le novità rispetto all’anno passato, come se la squadra francese non volesse correre rischi ma si fidi della strada intrapresa.

Ing. Werner Quevedo Twitter Foto credit Renault sport f1

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