‘Nihil Difficile Volenti’ dicevano i Latini, letteralmente ‘nulla è arduo per colui che vuole’ questa locuzione presente anche su alcuni edifici Romani è probabilmente quanto più si avvicina alla personalità di Alex Zanardi, uno dei migliori talenti inespressi della F1, dove  è stato presente durante cinque stagioni con risultati purtroppo non all‘altezza delle sue capacità; alla sua prima nel 1991 si presentò alla guida di una Jordan per gli ultimi tre GP della stagione e si classificò nono in due di questi mentre nell’altro, in Giappone, dovette ritirarsi per la rottura del cambio, ricordiamo che la Jordan era al suo debutto e si rivelò comunque una buona vettura, tra l’altro su questa monoposto in quell’anno fece la sua prima uscita in F1 anche Michael Schumacher; l’anno seguente la scuderia versava in gravi difficoltà economiche e Alex rimase senza un volante soprattutto a causa della mancanza di un grande sponsor alle spalle, venne comunque messo sotto contratto come collaudatore da Flavio Briatore e divenne anche la terza guida della Benetton, riuscì nonostante tutto, a correre in stagione per la Minardi in sostituzione di Christian Fittipaldi con scarsi risultati, la desuetudine alla guida nella massima serie e quindi la mancanza di test si rivelarono fattori negativi tanto da non riuscire a qualificarsi in due Gp su tre. Nel 1993 venne ingaggiato dalla Lotus dopo aver realizzato, durante una simulazione a Le Castellet, tempi migliori di Schumacher, questa stagione fu però funestata da una serie di incidenti, uno anche al di fuori degli autodromi, fu investito mentre era in bicicletta a Bologna, in un altro caso, in Brasile coglie il suo primo punto iridato dovendo però guidare per tutti gli ultimi venti giri con una mano sola, a SPA invece la sua monoposto si schiantò sulle barriere a 240 Kmh, per il tremendo trauma la sua colonna vertebrale subì un allungamento di ben tre centimetri, nonostante  questo si riprese molto bene dall’incidente ma la scuderia Inglese gli preferì Pedro Lamy, soprattutto in quanto il Portoghese aveva in dote un importante apporto finanziario; nel 1994 quindi Zanardi si ritrova come pilota di riserva riesce però a disputare dei GP a causa di un incidente subito da Lamy, purtroppo la vettura si rivelò non aggiornata e scarsamente competitiva e ‘dulcis in fundo’ venne sostituito da un altro pilota, Philippe Adams anch’esso portatore di denaro fresco nelle casse del Team che, però, non poterono garantire la sopravvivenza della Scuderia Britannica che a fine anno dovette lasciare la F1, ed Alex si ritrovò di nuovo senza un volante nella massima serie, da qui la decisione di approdare nella CART dove ottenne grandi risultati vincendo i campionati 1997 e 1998 e diventando l’idolo delle folle Americane, per lo stile di guida spettacolare, per la sua precisione e per la sua maniera di esultare con i donuts, le ciambelle sull’asfalto, degli spettacolari e fumanti burnout, fu anche definito dal suo ingegnere di pista un ’pineapple’, un pignolo, per la sua continua ricerca dell’assetto migliore e della top-performance della vettura.

Nel 1999 torna  finalmente in F1 con un contratto triennale a bordo di una Williams ma nel frattempo le vetture erano profondamente cambiate e risultò molto difficoltoso per l’Italiano adattarsi a monoposto molto diverse sia dalle CART che dalle F1 degli anni precedenti, la sfortuna fece il resto e a fine anno ci fu la rescissione del contratto da ambo le parti; in seguito Alex tornò negli USA e nel 2001 venne ingaggiato per la stagione; in una gara europea a Brandeburgo, in Germania recuperò dalla ventiduesima posizione portandosi al comando, a tredici giri dalla fine fece la sua ultima sosta ed uscendo dai box appena tolse il limitatore perse in controllo della vettura probabilmente a causa di olio sulla corsia di uscita mettendosi di traverso sulla pista, in quel momento stava sopraggiungendo a forte velocità l’Italo Canadese Alex Tagliani che colpì violentemente la vettura di Zanardi spezzandola letteralmente in due, le condizioni del Bolognese erano disperate l’urto gli aveva di fatto amputato gli arti inferiori e ricevette anche l’estrema unzione prima di essere trasportato in ospedale, dove subì molte operazioni e dove rimase anche in coma farmacologico per tre giorni; infine dopo un mese e mezzo fu dimesso e iniziò una lunga fase di riabilitazione.

Finalmente nel Dicembre dello stesso anno fece la sua apparizione in pubblico alla premiazione dei ’caschi d’oro’ riuscendo ad alzarsi in piedi tra l’emozione del pubblico, facendo anche dell’autoironia sulla sua condizione e suscitando l’ilarità dei presenti, un uomo d’acciaio pronto a rimettersi in piedi e pronto a nuove sfide, un uomo LIMITLESS, motivato, intelligente tanto da scherzare sul suo futuro e sul suo stato di salute; presto infatti grazie alla sua IMMENSA FORZA DI VOLONTA’, si ritufferà nelle attività motoristiche e non solo in quelle, nel 2005 vince a bordo di una Bmw 320si WTCC il Campionato Italiano Superturismo aggiudicandosi anche altre prove internazionali, ma non si ferma qui, comincia ad allenarsi a fondo nella specialità del paraciclismo e vince dal 2011 al 2013 una serie di cinque medaglie d’oro e due argenti della specialità sia ai Giochi Paralimpici che ai Mondiali su strada, diventando anche portabandiera Italiano nella sfilata finale dei giochi ed atleta del mese in virtù dei risultati conseguiti.

Attualmente è impegnato nei test della squadra del Team Roal di Roberto Ravaglia a bordo di una Bmw Z4 GT3 macchina realizzata con l’appoggio ufficiale della casa madre, la BMW, lo abbiamo ammirato dal vivo nelle prove di Vallelunga quando il giorno 26 Febbraio ha stabilito il record di categoria subendo purtroppo, il giorno dopo, un incidente che ha semidistrutto la sua Z4, probabilmente tradito dalla pista ancora umida dopo la pioggia notturna, tornato ai box era visibilmente provato, ma dopo un paio d’ore ha fatto la sua comparsa nel retro box sorridente e rilassato.

Risalta subito leggendo della sua vita quanto quest’uomo sia pervaso da una forza di volontà al di sopra dei limiti umanamente riconosciuti ad altri ’comuni mortali’ egli ha fatto del lavoro, della concentrazione, dell’umiltà, della forza d’animo il suo stile di vita, denotando non solo queste grandissime qualità ma anche un talento nella guida che in pochi posseggono, è evidente come non sia stato capito dal mondo ’tritapiloti’ della Formula Uno, e non sostenuto da sponsor all’altezza della situazione e delle qualità velocistiche di un pilota che sicuramente dirà la sua nel prossimo Trofeo Blancpain GT3 e a cui auguriamo non solo grandi successi ma di continuare ad essere quello che è sempre stato fino ad oggi, un UOMO SENZA LIMITI…

Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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