Russell ammette il “reality check” Mercedes nei test F1 2026 in Bahrain: Red Bull sorprende per deployment e potenza. Fonte Autosport.com
Nei test in Bahrain la nuova era tecnica della Formula 1 2026 ha già emesso un primo verdetto ufficioso. Secondo George Russell, la Mercedes-AMG Petronas Formula One Team ha subito un vero “reality check”, mentre Red Bull Racing avrebbe già fatto un passo avanti significativo sul fronte power unit e gestione dell’energia.

Russell: “Red Bull ha colpito nel segno”
Il pilota britannico non ha usato mezzi termini nel descrivere l’impatto della prima sessione di test in Bahrain. Dopo un inverno caratterizzato da indiscrezioni su una power unit Mercedes particolarmente competitiva, la realtà della pista avrebbe raccontato una storia diversa.
Secondo Russell, Red Bull “ha colpito nel segno” fin dal primo giorno di prove a Barcellona, mostrando un livello di preparazione superiore rispetto ai principali rivali. Un’affermazione che ribalta le aspettative maturate durante la pausa invernale.
Il nodo power unit 2026: deployment e gestione energetica
Il punto chiave riguarda la nuova generazione di power unit 2026, con un sistema ibrido ancora più centrale nella prestazione complessiva. Dalle analisi GPS emerse nei test, Red Bull avrebbe evidenziato una gestione dell’energia particolarmente efficace sui rettilinei.
Russell ha parlato di un vantaggio stimato tra mezzo secondo e un secondo sul giro in termini di deployment. Un margine significativo, soprattutto in una fase in cui nessun costruttore mostra ancora il pieno potenziale.
Il dato più interessante è la costanza dell’erogazione elettrica nelle fasi di accelerazione prolungata, segnale di un’integrazione riuscita tra parte endotermica ed elettrica. In un regolamento dove la componente elettrica assume un peso determinante, l’efficienza complessiva diventa un fattore discriminante.
La risposta Red Bull e il gioco delle dichiarazioni
Dal canto suo, la dirigenza tecnica Red Bull ha ridimensionato l’entusiasmo. Il direttore tecnico Pierre Wache ha collocato il team solo al quarto posto dietro Mercedes, Ferrari e McLaren. Anche Max Verstappen ha respinto l’idea di una Mercedes in difficoltà, sostenendo che il potenziale delle power unit di Brackley emergerà una volta sfruttato al massimo in Australia.
Interpellato sulle parole dell’olandese, Russell ha ammesso di sperare in “un asso nella manica”, pur riconoscendo che Red Bull sembra aver iniziato il nuovo ciclo regolamentare con maggiore prontezza rispetto a tutti.
Mercedes e Ferrari: solidità ma interrogativi
Russell ha comunque difeso il lavoro svolto a Brackley, parlando di una monoposto solida e ben nata. Anche Ferrari, secondo il britannico, si troverebbe in una posizione competitiva.
Tuttavia, la sensazione emersa dai test è che Red Bull abbia interpretato con particolare efficacia la transizione tecnica verso il 2026. Se confermato a Melbourne, il vantaggio iniziale potrebbe indirizzare le prime fasi della stagione.
Conclusione
I test in Bahrain non rappresentano mai una fotografia definitiva dei valori in campo, ma le dichiarazioni di Russell evidenziano un elemento chiave: l’impatto delle nuove power unit 2026 potrebbe essere più marcato del previsto.
Se Red Bull ha realmente trovato un equilibrio superiore tra potenza termica, recupero energetico e deployment elettrico, il vantaggio potrebbe essere strutturale. Mercedes e Ferrari sembrano competitive, ma al momento inseguono. Il primo vero banco di prova sarà il Gran Premio d’Australia, dove strategie, mappature complete e carichi di carburante realistici offriranno un quadro più attendibile.
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