Il Mondiale di F1 2026 è ormai alle porte e i primi test di Barcellona rappresenteranno il primo contatto con le nuove monoposto. Tuttavia, ciò che vedremo in pista sarà solo una versione provvisoria dei progetti reali. Anche Ferrari segue questa linea: non sappiamo se i nuovi elementi saranno subito visibili, ma sappiamo per certo che parte della carrozzeria definitiva è già entrata in produzione.
Test F1 2026: perché le monoposto non diranno la verità
Le vetture di Formula 1 2026 che scenderanno in pista nei primi test non rappresenteranno la configurazione reale che affronterà il debutto stagionale. I telai sono già omologati e saranno definitivi, ma la carrozzeria utilizzata a Barcellona sarà deliberatamente semplificata.
I team hanno scelto di posticipare la produzione dei componenti destinati alla gara e di utilizzare nei test soluzioni temporanee, progettate con un livello di ingegnerizzazione ridotto e con l’unico scopo di raccogliere dati di base e girare.

Una SF-26 volutamente “fantoccio”
Quella che vedremo nei test sarà, di fatto, una monoposto fantoccio. Non grezza per mancanza di sviluppo, ma per scelta tecnica. Le superfici aerodinamiche più sensibili saranno semplificate e non rappresentative dell’interpretazione reale del regolamento 2026.
Questa strategia è condivisa da quasi tutta la griglia ed è ormai una prassi consolidata nelle stagioni di grande cambiamento regolamentare.
Saranno nascosti’ ala anteriore, muso, tutto il fondo compreso ingresso e diffusore.
Ferrari 2026: cosa è già in produzione
Non sappiamo se tutti gli elementi definitivi saranno visibili sin dai test, ma sappiamo per certo che Ferrari ha già mandato in produzione alcune parti chiave della carrozzeria della SF-26 che debutteranno in gara. Tra queste rientrano:
- i cosiddetti bazooka ( probabilmente versioni piu’ chiuse e aperte )
- un nuovo fondo
- l’ingresso del fondo
- l’area dei bargeboard
- Ala anteriore
Si tratta delle zone più complesse e prestazionali dell’intera vettura, segno che il progetto è già entrato in una fase avanzata, mentre i pezzi dei test avranno una vita tecnica limitata.

Bazooka: un concetto che ritorna
I bazooka, resi celebri prima da Mercedes e poi adottati e successivamente abbandonati da Red Bull, rappresentano una soluzione aerodinamica che in passato aveva suscitato grande interesse. Ferrari ha deciso di riprendere questo concetto, reinterpretandolo in funzione del nuovo regolamento F1 2026.
Il fatto che questi elementi siano già in produzione non significa necessariamente che verranno mostrati subito, ma conferma la direzione tecnica scelta a Maranello.

Fondo e bargeboard: il vero cuore della SF-26
Il fondo e il suo imbocco rappresentano l’area più delicata e segreta della nuova Ferrari. È qui che si concentra gran parte del carico aerodinamico e dove le differenze tra una versione provvisoria e una definitiva possono essere enormi.
Nei test iniziali vedremo probabilmente geometrie conservative, mentre la configurazione reale verrà introdotta solo al momento del debutto ufficiale.
Ritardo programmato e sviluppo mirato
Quello che può sembrare un ritardo è in realtà una scelta strategica. Molti team stanno lavorando ora sui pezzi destinati alla gara proprio perché i componenti dei test non avranno continuità di sviluppo. È un approccio che consente di:
- ridurre il rischio di copia
- concentrare risorse sulla versione definitiva
- proteggere le soluzioni più avanzate
Ferrari, in questo contesto, non fa eccezione e anzi si inserisce pienamente in una tendenza ormai consolidata nel paddock.
Un’idea che ritorna: in F1 nulla si butta
Il ritorno dei bazooka sulla Ferrari 2026 conferma un principio ben noto in Formula 1: le idee non muoiono mai davvero. Soluzioni scartate in passato possono tornare attuali quando il contesto regolamentare cambia. In questo caso, Maranello ha individuato margini di sviluppo interessanti in un concetto che sembrava definitivamente archiviato.
La Ferrari che vedremo nei test sarà quindi solo una “maschera”, mentre la vera SF-26 emergerà solo al momento del debutto ufficiale.
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