Il campionato del mondo di F1 2026 è appena andato in archivio, ma per gli addetti ai lavori e gli appassionati di tecnica la sfida è appena iniziata. Il regolamento F1 2026 si preannuncia come uno dei più complessi e divisivi della storia recente. Non si tratta solo di un cambio estetico, ma di una vera e propria mutazione del DNA delle monoposto. In questo nuovo appuntamento di Effe1 Garage (episodio 330), analizziamo nel dettaglio cosa accadrà quando diremo addio ai canali Venturi per tornare al tanto discusso fondo piatto.

Il ritorno al Fondo Piatto: un salto nel passato?
Dall’introduzione delle vetture a effetto suolo nel 2022, il fondo delle monoposto è diventato il cuore pulsante della prestazione. Tuttavia, le immagini comparative che circolano in questi giorni parlano chiaro: nel 2026 torneremo a una conformazione a fondo piatto.
Questa scelta della FIA nasce dalla volontà di ridurre le turbolenze sciate dalle vetture che precedono, ma porta con sé inefficienze tecniche non trascurabili. Il fondo piatto, per sua natura, soffre di una grande dispersione di energia dovuta all’attrito con l’aria. La velocità del flusso d’aria nel sottoscocca, fondamentale per creare deportanza, viene disturbata dalle micro-rugosità della superficie e dalla creazione di vortici nocivi. Se fino ad oggi il “tubo di Venturi” gestiva questi flussi in modo tridimensionale, il ritorno alla bidimensionalità costringerà i team a soluzioni estreme sulle paratie laterali e sugli imbocchi per “pettinare” l’aria.

Aerodinamica Attiva: X-Mode e Z-Mode
Una delle novità più eclatanti è l’introduzione dell’aerodinamica attiva, che cambierà radicalmente la funzione del DRS. Le squadre avranno a disposizione due configurazioni principali:
- Z-Mode: Assetto ad alto carico aerodinamico per le curve, con ali chiuse e massima stabilità.
- X-Mode: Assetto a bassa resistenza per i rettilinei, con profili alari che si aprono per permettere alla vettura di raggiungere velocità di punta elevate nonostante la resistenza generata dalle ali più spesse.
Questo sistema solleva un dubbio interessante: vedremo ancora ali specifiche per Monza o Montecarlo? Probabilmente la differenza tra i pacchetti aerodinamici si assottiglierà, poiché la capacità di “scaricare” l’auto elettronicamente in rettilineo renderà meno necessario l’uso di profili alari estremamente piatti. Tuttavia, l’uso di ali molto inarcate in curva potrebbe distorcere eccessivamente il flusso d’aria diretto al fondo, creando effetti secondari imprevedibili sulla stabilità della vettura.

La sfida delle Power Unit 2026: il problema del recupero energia
Se l’aerodinamica fa discutere, la parte propulsiva non è da meno. Con l’addio definitivo all’MGU-H (il recupero di energia dai gas di scarico), tutto il peso del sistema ibrido graverà sull’MGU-K. Passare da un recupero di 2 MJ a uno di 8.5 MJ esclusivamente tramite le frenate è una sfida colossale.
In piste come l’Azerbaijan o Austin, le grandi staccate permetteranno un recupero efficace, ma cosa succederà in circuiti come l’Ungheria o Silverstone dove le frenate sono brevi o meno intense? Il rischio è di vedere vetture che terminano l’energia elettrica a metà rettilineo. Inoltre, il “boost” elettrico necessario per il sorpasso dovrà combattere contro la resistenza aerodinamica che cresce con il quadrato della velocità: a 300 km/h, per guadagnare anche solo 20 km/h extra, servirà una quantità di cavalli immensa, mettendo a dura prova l’affidabilità delle nuove unità.



Cadillac e il ritorno del “Mantello” nel mondiale F1 2026
Le indiscrezioni tecniche, supportate anche dai primi render come quelli attribuiti al progetto Cadillac, suggeriscono il ritorno di soluzioni aerodinamiche del passato. Si parla con insistenza del “mantello” (mantle), quella superficie sotto il musetto introdotta anni fa da Mercedes per simulare un piccolo fondo anteriore e recuperare parte della deportanza persa con la semplificazione delle ali frontali. Le nuove ali anteriori saranno più strette e pulite per evitare vortici, ma i progettisti cercheranno ogni centimetro utile per schiacciare l’anteriore a terra.
Conclusioni: evoluzione o compromesso?
La Formula 1 del 2026 sarà una categoria di compromessi. La FIA vuole più sorpassi e meno aria sporca, ma la tecnica suggerisce che queste auto potrebbero essere più difficili da guidare e forse meno spettacolari in termini di pura velocità di percorrenza in curva.
Voi cosa ne pensate? Il passaggio al fondo piatto è la mossa giusta o un errore tecnico? Lasciate un commento qui sotto e partecipate alla discussione su NewsF1.it.
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