Ferrari 2025, un anno da dimenticare? Mazzola va controcorrente: “Ecco i tre pilastri da cui ripartire per il 2026”

Vito Defonseca
4 Min Read
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Il 2025 è andato in archivio e, per i tifosi della Ferrari, il sapore è quello amaro di una stagione definita “male, male, male”. Con la chiusura dell’era tecnica basata sui tunnel Venturi e l’attesa spasmodica per il cambio regolamentare del 2026, è tempo di bilanci.

Ai microfoni di newsf1.it, nel consueto appuntamento del “bar virtuale”, l’ingegner Luigi Mazzola ha analizzato l’anno appena trascorso. Sebbene il giudizio complessivo sia severo, l’ex ingegnere della Scuderia di Maranello ha individuato degli elementi preziosi da salvare, dei “punti fermi” senza i quali il salto verso il 2026 sarebbe ancora più complesso.

1. Charles Leclerc: la certezza al centro del villaggio

In una stagione che ha visto Lewis Hamilton faticare enormemente nel suo primo anno in rosso — un acclimatamento più difficile del previsto tra questioni tecniche e metodologie di lavoro — Charles Leclerc è rimasto la luce nel tunnel.
“Io salvo Leclerc,” ha dichiarato senza mezzi termini Mazzola. Il monegasco è riuscito a tenere a galla la squadra anche nei momenti di maggiore affanno tecnico, dimostrando una maturità che lo pone come il leader naturale su cui costruire la riscossa del prossimo ciclo regolamentare.

2. Affidabilità e Meccanici: un’eccellenza silenziosa

Mentre la prestazione pura è mancata, la Ferrari ha mostrato una solidità strutturale che in passato era stata il tallone d’Achille.
“Salvo l’affidabilità, la Ferrari l’ha espressa praticamente totalmente,” spiega Mazzola. Ma non è solo una questione di bulloni e componenti: l’ingegnere ha voluto premiare il lavoro degli uomini ai box.
“Salvo i meccanici. Sono stati i più costanti nella velocità dei pit-stop, è raro che abbiano sbagliato qualcosa.” In una Formula 1 dove i centesimi fanno la differenza, avere la certezza di una sosta perfetta è un asset che Maranello deve tenersi stretto.

3. Strategie: il ritorno del “buon senso”

Spesso bersaglio di critiche feroci, il muretto Ferrari nel 2025 sembra aver trovato una quadra diversa. Mazzola sottolinea un miglioramento non tanto nella genialità assoluta, quanto nella gestione della gara:
“Ho visto più buon senso nelle strategie. Anche laddove non erano perfette, non sono state totalmente colpa del muretto, ma figlie di una mancanza di prestazione della vettura.”

hamilton F1 Ferrari Las Vegas
hamilton F1 Ferrari Las Vegas

Il caso Hamilton e il monito per il futuro

Nonostante il 2025 sia stato un anno “disastroso” per il sette volte campione del mondo, Mazzola non punta il dito solo sul pilota: “Non do tutta la colpa a Lewis. Se in 24 gare il team non ha ancora capito come guida questo personaggio o non gli dà una macchina costante, la colpa è in buona parte della squadra.”

Il messaggio per il 2026 è chiaro: la Ferrari deve imparare dalle mancanze di quest’anno. Si riparte dalla solidità dei meccanici, dalla consistenza di Leclerc e da un’affidabilità ormai a prova di bomba. Sarà sufficiente per tornare a dettare legge con le nuove Power Unit 50/50? La base, secondo Mazzola, c’è. Ora serve la “genialità” nelle zone grigie del nuovo regolamento.


Cosa ne pensate delle parole di Luigi Mazzola? Siete d’accordo con i suoi “promossi” della stagione 2025? Fatecelo sapere nei commenti sui nostri canali social!

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