Ferrari non molla la SF-26: gli aggiornamenti guardano al 2027

Vito Defonseca
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Ferrari aggiornamenti Austin credits Media Ferrari.com

La Ferrari continua a sviluppare la SF-26 nonostante l’avvicinarsi della fine del campionato. Una scelta che, secondo l’analisi dell’ingegner Riccardo Romanelli a Race Tech 171, può offrire indicazioni preziose anche per progettare la monoposto del 2027.

La Ferrari arriva al Gran Premio degli Stati Uniti con un pacchetto di aggiornamenti che riaccende una domanda: perché investire ancora sulla SF-26 quando il prossimo cambio regolamentare è ormai al centro del lavoro delle squadre?

La risposta non riguarda soltanto la ricerca di prestazione immediata. Dietro gli sviluppi aerodinamici delle ultime gare c’è anche la possibilità di acquisire conoscenze, verificare nuovi concetti progettuali e raccogliere dati utili per la prossima generazione di monoposto.

È uno dei temi affrontati nella puntata 171 di Race Tech, la rubrica tecnica di NewsF1.it, con l’ingegner Riccardo Romanelli, che ha analizzato il significato degli aggiornamenti introdotti dai principali team e le ragioni per cui il lavoro svolto nel 2026 può avere un valore anche in ottica 2027.

Ferrari F1 Undate Barcellona
Ferrari F1 Undate Barcellona Disegno Credits Salvatore Asero

Ferrari, perché continuare a sviluppare la SF-26

Negli ultimi appuntamenti del campionato, diversi top team hanno introdotto modifiche importanti alla carrozzeria e alle pance delle proprie monoposto. McLaren ha mostrato una soluzione rivista, Mercedes ha portato in pista un pacchetto aerodinamico significativo e Red Bull ha seguito una strada che si distingue per alcuni concetti adottati sul corpo vettura.

La Ferrari si inserisce in questo scenario con i suoi sviluppi per Austin.

La domanda è inevitabile: con l’avvicinarsi del nuovo regolamento, non sarebbe più conveniente concentrare tutte le risorse sulla vettura del prossimo anno?

Secondo Romanelli, il ragionamento è più complesso. Le modifiche previste dal regolamento 2027 interesseranno specifiche aree della monoposto, ma questo non significa che ogni concetto aerodinamico sviluppato nel 2026 perderà valore.

Il lavoro sulla forma del corpo vettura può infatti generare conoscenze trasferibili anche al progetto successivo.

Quando una squadra modifica in maniera sostanziale le pance e le superfici della carrozzeria, non interviene soltanto su un singolo elemento. Cambia il modo in cui i flussi d’aria vengono indirizzati verso la parte posteriore della monoposto, influenzando le condizioni aerodinamiche nelle zone vicine alle ruote posteriori, sopra il diffusore e in prossimità dell’ala posteriore.

Comprendere come gestire questi flussi può diventare una base importante per le scelte progettuali future.

ferrari F1 Cerchi vietati
ferrari F1 Cerchi vietati Foto Credits Newsf1.it

Aerodinamica, non conta soltanto aumentare il carico

Uno degli aspetti più interessanti dell’analisi di Race Tech riguarda gli obiettivi che possono nascondersi dietro una modifica apparentemente semplice, come una diversa forma delle pance.

L’obiettivo di un aggiornamento non è necessariamente aumentare il carico aerodinamico in ogni condizione. I tecnici possono cercare un incremento della deportanza, una riduzione della resistenza all’avanzamento oppure un comportamento più stabile della monoposto al variare delle altezze da terra e dell’assetto.

Questi parametri sono strettamente collegati.

Una vettura che genera molto carico in una determinata condizione non è automaticamente la più efficace quando cambiano il beccheggio, il rollio o l’altezza da terra. Per questo motivo, gli ingegneri devono studiare il comportamento aerodinamico in un insieme di condizioni differenti, costruendo quella che in ambito tecnico viene definita mappa aerodinamica.

Attraverso simulazioni CFD e prove in galleria del vento, le squadre analizzano come cambiano il carico totale, la sua distribuzione tra asse anteriore e posteriore e la resistenza all’avanzamento al variare dei parametri della vettura.

Una modifica alle pance può quindi servire a migliorare l’efficienza complessiva oppure a rendere la monoposto meno sensibile alle variazioni di assetto.

È proprio questa esperienza che può risultare preziosa per il progetto 2027.

Il regolamento 2027 non cancella tutto il lavoro del 2026

Il prossimo regolamento imporrà nuove condizioni di progettazione e richiederà alle squadre di ripensare diversi elementi aerodinamici. Nella puntata 171 di Race Tech, Romanelli richiama l’attenzione sulle modifiche previste in alcune zone del fondo e sugli elementi che ne condizionano l’alimentazione aerodinamica.

Tuttavia, bisogna distinguere tra gli interventi direttamente vincolati dalle nuove regole e i principi utilizzati per controllare i flussi attorno alla carrozzeria.

Una soluzione sviluppata sulla SF-26 non potrà necessariamente essere trasferita senza modifiche sulla monoposto del prossimo anno. Ma i dati raccolti possono aiutare gli ingegneri a capire quali concetti funzionano, quali compromessi risultano più efficaci e quali direzioni meritano ulteriori approfondimenti.

Il valore dello sviluppo, quindi, non si misura esclusivamente nei decimi guadagnati sul giro nel breve periodo.

C’è anche un patrimonio di conoscenze che può contribuire alle decisioni del progetto successivo.

Ferrari può utilizzare Austin come banco di prova

Il Gran Premio degli Stati Uniti rappresenta un’occasione importante per valutare il comportamento degli aggiornamenti in condizioni reali.

Il Circuit of the Americas presenta un insieme di caratteristiche che mette alla prova diverse aree della monoposto: il primo settore comprende curve veloci e cambi di direzione, mentre altre sezioni richiedono trazione, stabilità e un compromesso efficace tra carico aerodinamico e velocità sui rettilinei.

Per Ferrari, sarà quindi importante verificare se il pacchetto introdotto consente di ottenere i benefici attesi e se il comportamento della vettura corrisponde alle previsioni effettuate durante lo sviluppo.

Come evidenziato da Romanelli parlando anche del lavoro di Mercedes, un aggiornamento importante può richiedere tempo prima di esprimere tutto il proprio potenziale.

Le simulazioni e le prove in galleria del vento permettono di ridurre le incertezze, ma non possono riprodurre perfettamente ogni condizione che si presenta in pista. Una volta montate le nuove componenti, gli ingegneri devono verificare i dati raccolti e individuare le regolazioni necessarie per raggiungere il miglior equilibrio.

Il setup assume quindi un ruolo fondamentale. Altezze da terra, rigidezze e regolazioni delle sospensioni devono essere adattate alle caratteristiche aerodinamiche della monoposto e alle esigenze degli pneumatici.

Il vero obiettivo è accumulare conoscenze per il futuro

Il punto centrale dell’analisi di Race Tech è che lo sviluppo della Formula 1 non si esaurisce nel risultato immediato.

Una squadra che introduce una nuova soluzione deve verificarne il funzionamento, confrontare i dati reali con quelli previsti e comprendere le conseguenze delle modifiche sul comportamento complessivo della vettura.

Questo processo permette di affinare gli strumenti di simulazione e di migliorare la comprensione delle dinamiche aerodinamiche.

Per Ferrari, continuare a sviluppare la SF-26 può quindi avere una doppia utilità: cercare prestazione nelle ultime gare e raccogliere informazioni da utilizzare nel lavoro sulla monoposto del 2027.

Naturalmente, questo non garantisce che ogni aggiornamento si riveli efficace o che i risultati possano essere trasferiti direttamente alla vettura successiva. Il valore dipenderà dalla qualità dei dati raccolti e dalla capacità dei tecnici di interpretarli.

La vera sfida per Ferrari è trasformare gli aggiornamenti di Austin in prestazione immediata e, allo stesso tempo, in esperienza utile per il futuro. Saranno il comportamento della SF-26 in pista e i riscontri tecnici delle prossime sessioni a chiarire quanto il lavoro svolto avrà rispettato le aspettative.

Guarda la puntata completa di Race Tech 171

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